Pace fiscale Decreto Sostegni: guida operativa, importi e novità

La nuova pace fiscale riguarda i carichi iscritti a ruolo, fino a 5.000 euro e affidati all'Agente della riscossione tra il 2000 e il 2010


Il Decreto Sostegni pubblicato da poco in Gazzetta ufficiale e in vigore dal 23 marzo prevede una nuova pace fiscale, per tale si intendono quelle disposizioni normative in forza delle quali il contribuente ottiene uno sconto o un esonero tombale dal versamento di debiti contenuti in cartelle esattoriali pregresse.

La nuova pace fiscale riguarda i carichi iscritti a ruolo, per un importo fino a 5.000 euro e affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 e il 2010. Si tratta di carichi per i quali, perlopiù, è già maturata la prescrizione. Salvo atti interruttivi intervenuti nei termini di legge. Può essere considerate tale un’intimazione di pagamento. Con l’atto interruttivo i termini di prescrizione riprendendo a decorrere daccapo, dall’anno zero.

La nuova pace fiscale

L’art.4 del D.L. 41/2021, decreto Sostegni, al comma 4, introduce una nuova pace fiscale. Nello specifico sono automaticamente cancellate, senza presentare istanza alcuna, i debiti iscritti a ruolo di importo fino a 5.000 euro. Importo comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni.

Nello specifico, si deve trattare di carichi affidati all’Agente della riscossione tra:

  • il 1° gennaio 2000 e
  • il 31 dicembre 2010.

Attenzione, la pace fiscale non è generalizzata ma riguarda solo:

  • le persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle
    imposte sui redditi fino a 30.000 euro e
  • i soggetti diversi dalle persone fisiche (società) che hanno conseguito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro.

I debiti interessati dalla pace fiscale

Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del D.L. Ristori, dovranno essere definite le modalità e le date di annullamento dei suddetti debiti. Ma ciò essenzialmente riguarda gli enti creditori. Quale ad esempio può essere considerata l’Agenzia delle entrate che affida il carico per il recupero all’Agenzia delle Riscossione.

Fino alla data stabilita dal decreto ministeriale,  e’ sospesa la riscossione di tutti i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del  decreto Sostegni, fino a 5.000 euro.  Sono sospesi i relativi termini di prescrizione.

Possono essere oggetto di pace fiscale i carichi per i quali già è stata presentata istanza di rottamazione-bis o saldo e stralcio?

La risposta è affermativa e si desume direttamente dal testo del decreto Sostegni.

E’ infatti stabilito che possono essere oggetti di pace fiscale, i carichi: 

ancorche’ ricompresi nelle definizioni di cui all’articolo 3 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, all’articolo 16-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e all’articolo 1, commi da 184 a 198, della legge
30 dicembre 2018, n. 145.

I carichi esclusi dalla pace fiscale

Non rientrano nell’annullamento dei debiti i seguenti carichi afferenti:

  • il recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea;
  • i crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali;
  • risorse proprie tradizionali UE;
  • l’Iva all’importazione.

Tali carichi non saranno oggetto di annullamento.

Pace fiscale 2021: la proroga per la rottamazione-ter e il saldo e stralcio

Il D.L. Sostegni prevede la proroga delle scadenze della rottamazione-ter  e del saldo e stralcio.

Nello specifico, rispetto alla precedente scadenza del 1°marzo, le rate scadute nel 2020 afferenti la rottamazione-ter e il saldo e stralcio possono essere pagate entro il 31 luglio 2021.

La proroga si estende anche alle rate 2021.

Proroga rottamazione-ter

Per coloro che sono in regola con i versamenti delle rate del 2019 della rottamazione-ter, il termine “ultimo” per pagare tutte le rate in scadenza nel 2020 è differito al 31 luglio 2021. Dunque, pagando le  rate scadute nel 2020:  28 febbraio, 31 maggio, il 31 luglio, 30 novembre 2020 e che non sono state ancora versate, non si decade dalla rottamazione-ter.

Attenzione, rispetto alle precedenti proroghe,  sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. Di conseguenza, il pagamento dovrà avvenire entro il 9 agosto 2021. Sabato e Domenica non sono considerati giorni utili per effettuare il versamento.

Sulle rate in scadenza nel 2021, il termine “ultimo” per pagare tutte le rate in scadenza nel 2021 è differito al 30 novembre. Rispetto alla scadenze ordinarie: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2021.

Anche in tale caso trovano applicazione i cinque giorni di tolleranza. Il pagamento dovrà, quindi, avvenire entro il 6 dicembre 2021.

Proroga saldo e stralcio

In base a quanto detto sopra, il D.L. Sostegni proroga anche le scadenze 2020 e 2021 del saldo e stralcio, Legge n°145/2018. Per coloro che sono in regola con i versamenti delle rate del 2019, il termine “ultimo” per pagare tutte le rate in scadenza nel 2020 è differito al 31 luglio 2021. Il riferimento è alle rate in scadenza il 31 marzo e il 31 luglio 2020 e che non sono state ancora versate.

Le rate 2021 in scadenza al 31 marzo e al 31 luglio 2021, potranno essere pagate entro il 30 novembre.

Sia per il  termine del 31 luglio 2021 che per quello del 30 novembre sono previsti i cinque giorni di tolleranza.

Attenzione a non andare oltre i 5 giorni di tolleranza. In tale casi si perderebbero i benefici della definizione agevolata. Le somme versate saranno considerati semplici acconti rispetto al debito complessivo inizialmente ammesso al saldo e stralcio o alla rottamazione-ter.

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