Rimborsi irpef, ecco come comunicare il proprio Iban

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L'Agenzia delle Entrate specifica come comunicare al fisco il proprio Iban per velocizzare i rimborsi irpef

Con un comunicato stampa di qualche giorno fa l’Agenzia delle Entrate ha informato i contribuenti interessati come indicare al fisco il proprio Iban per velocizzare i rimborsi irpef, ovvero le pratiche di rimborso delle tasse pagate in eccesso e quindi risultate a credito in dichiarazione dei redditi.

L’Agenzia delle Entrate, proprio in questi giorni, sta chiedendo ai contribuenti, attraverso la posta elettronica certificata (PEC) o la posta ordinaria, di comunicare il proprio codice Iban per ricevere i rimborsi irpef direttamente sul conto corrente.

Due opzioni per fornire l’Iban

Per evitare il rischio di phishing, ovvero la truffa attraverso la quale si sottraggono dati sensibili alle persone, l’Agenzia delle Entrate NON richiede e non accetta la ricezione dei dati attraverso l’email, la Pec o la posta ordinaria.

La comunicazione del codice Iban del conto corrente bancario o postale può avvenire:

  • sul portale www.agenziaentrate.it. Per comunicare il codice (o modificare quello precedentemente fornito) basta accedere alla propria area riservata agli utenti abilitati ai servizi telematici;
  • direttamente presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate presentando il modello per la richiesta di accreditamento disponibile presso gli stessi uffici o sul sito www.agenziaentrate.it, al percorso: Home > Cosa devi fare > Richiedere > Rimborsi > Accredito rimborsi su conto corrente (che trovate anche in allegato in fondo a questo articolo).

Perchè fornire l’Iban

L’agenzia delle Entrate, si conclude il comunicato, richiede l’Iban in quanto è il modo migliore per accelerare i tempi di riborsi irpef, ovvero per l’accredito dei rimborsi fiscali o per altre somme (per esempio, contributi erogati dal Ministero della solidarietà sociale a favore degli enti del volontariato beneficiari del 5 per mille dell’Irpef).

Gli interessati sono coloro che hanno presentato il modello 730 in mancanza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare i conguagli (come, per esempio, chi ha perso il lavoro), le persone fisiche che presentano il modello Unico a credito e ne chiedono il rimborso e le società che hanno richiesto il rimborso dell’Ires con la dichiarazione annuale dei redditi o con la domanda telematica legata all’indeducibilità forfetaria dell’Irap.

Link: Compilazione e invio via web (senza installazione del software)

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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