Sanzioni Certificazione Unica 2020 omessa, tardiva o errata

Guida completa alle sanzioni per Certificazione Unica 2020 omessa, tardiva o errata. Ecco quando si applicano e i termini di pagamento

Il 31 marzo 2020 è scaduto il termine ultimo per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrare della Certificazione Unica 2020, relativa ai redditi percepiti nell’anno 2019. Il termine del 7 marzo è slittato al 31 marzo per via dell’emergenza Covid-19. Il 5 aprile scade il termine per la correzione delle CU inviate, ma scartate. I sostituti d’imposta che non hanno ancora provveduto all’inoltro obbligatorio della certificazione, oppure vi hanno provveduto in ritardo o in maniera errata, andranno incontro a determinate sanzioni.

L’importo della sanzioni varia se si tratta di CU omessa o di correzione di CU errata. Prima di individuare nel dettaglio le varie sanzioni, si ricorda che per le CU autonomi c’è ancora tempo: la scadenza, in tal caso, è infatti posta al 31 ottobre. Si tratta, in particolare, di tutti quei dati che non rientrano nella dichiarazione del modello 730.

Ma vediamo ora nel dettaglio tutte le sanzioni in caso di CU 2020 omessa, tardiva o errata.

Sanzioni Certificazione Unica 2020 omessa, tardiva o errata

Dal 1° gennaio 2016 è stato modificato il regime sanzionatorio in caso di omesso, tardivo o errato invio della certificazione

L’art. 21 del D.Lgs. n. 158/2015 ha introdotto nell’ambito dell’art. 4 comma 6-quinquies del Dpr. n. 322/1998, nuovi limiti alle soglie sanzionatorie in materia di Certificazione Unica. In particolare, la predetta norma:

  1. ha previsto un limite massimo di sanzione fissato a 50.000 euro per sostituto d’imposta per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, oltre alla previsione sanzionatoria minima di 100 euro;
  2. ha disposto che se la certificazione viene inviata entro 60 giorni dal termine, la sanzione è ridotta ad un terzo con un massimo di 20.000 euro.

Leggi anche: Certificazione Unica 2020 in scadenza il 31 marzo: istruzioni e novità CU

Sanzioni CU 2020

È dunque prevista:

  • una sanzione pari a 100,00 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata;
  • una sanzione di 33,33 euro per ogni certificazione trasmessa e poi corretta nuovamente entro 60 giorni. Quindi, per poter godere della riduzione di un terzo della sanzione base, bisognerà inviare una nuova CU entro la data del 31 maggio 2020. Ovviamente, la riduzione è fruibile da coloro che alla data del 31 marzo 2020 hanno provveduto all’invio della Certificazione Unica ordinaria.

Nel primo caso, il limite massimo della sanzione è di 50.000 euro per anno e sostituto d’imposta. Nel secondo, invece, il limite massimo è di 20.000 euro, sempre per anno e sostituto d’imposta.

Da notare che, non si applica alcuna sanzioni se, in presenza di una errata trasmissione, si provvede all’invio della corretta certificazione entro i 5 giorni successivi alla scadenza del 31 marzo, ossia entro il 5 aprile.

Sul punto, occorre precisare che:

  • per le certificazioni uniche reinviate dopo scarto da parte dell’Agenzia delle Entrate, i 5 giorni decorrono dalla data contenuta nella comunicazione di scarto ricevuta;
  • mentre per le certificazioni uniche che presentando dati omesso o incompleti, i 5 giorni vanno considerati a partire dalla data di scadenza del 31 marzo.

Codici tributo sanzioni CU 2020

In caso di sanzioni per omessa, tardiva o errata Certificazione Unica 2020, i sostituti d’imposta dovranno versare l’importo con il modella F24, utilizzando il codice tributo 8906, compilando la sezione erario.

Scadenza consegna Certificazione Unica 2020 a dipendenti, pensionati e autonomi

Per quanto riguarda invece la consegna della Certificazione Unica ai lavoratori dipendenti (e assimilati), agli autonomi e ai pensionati la scadenza è fissata per il 31 marzo.

In questo caso non sono previste sanzioni per la ritardata consegna al contribuente.

Leggi anche: Scadenza consegna della CU a dipendenti, pensionati e autonomi

Condividi

Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679