Legge di stabilità 2015, varata la manovra da 36 miliardi

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge di Stabilità 2015. Una manovra finanziaria di 36 miliardi di euro.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge di Stabilità 2015, una manovra finanziaria di 36 miliardi di euro fra cui spiccano senz’altro un taglio alle tasse (così come presentato in Conferenza stampa) di 18 miliardi di euro. Qui di seguito elenchiamo i punti principali della legge, così come presentate dal Presidente del Consiglio Renzi e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pietro Carlo Padoan.

  • Meno tasse per 18 miliardi;
  • Gli 80 euro diventano una misura definitiva;
  • Via gli alibi per chi deve assumere: zero contributi per i contratti a tempo indeterminato;
  • Investimenti nei settori chiave del Paese: scuola, lavoro, giustizia;
  • Riduzione del 70% del patto di stabilità per i Comuni;
  • Più risorse per ricerca e innovazione;
  • Stop alle spese non coperte;
  • Spending review: taglio di 15 miliardi di euro;
  • Recupero e contrasto dell’evasione per 3,8 miliardi e 1 miliardo dalle slot machines;
  • Libertà per i lavoratori dipendenti di avere il TFR in busta paga con zero costi per le imprese.

Come di consueto la presentazione è stata molto friendly con la solita presentazione a slide molto curata, ma al momento non siamo riusciti a reperire il testo completo della Legge di stabilità 2015, pertanto non abbiamo gli importanti dettagli tecnici necessari per capire bene gli slogan utilizzati.

Legge di stabilità 2015, prospetto entrate e uscite

Legge di stabilità 2015, prospetto entrate e uscite

Come anticipato ieri sono stati quindi confermati i 18 miliardi di euro di taglio delle tasse ovvero del cuneo fiscale, di cui 9,5 miliardi per il Bonus IRPEF da 80 euro in busta paga e 5 miliardi per eliminare dal 2015 la componente lavoro dall’Irap, misura fortemente voluta da almeno 20 anni, cioè dalla nascita di questa imposta regionale. Il Ministro dell’Economia ha però detto che non può affermare che le Regioni non aumenteranno di conseguenza le altre imposte.

Gli 80 euro in busta paga anche nel 2015

Per quanto riguarda gli 80 euro in busta paga a quanto sembra la platea di beneficiari rimarrà invariata rispetto al 2014, quindi non ci sarà l’annunciato ampliamento, ne alle fasce di reddito più basse (incapienti) ne alle famiglie numerose con redditi più alti. Altra novità è che non si tratterà più di un’erogazione ma si trasformerà in detrazione.

Azzeramento Irap componente lavoro

Altro punto forte della manovra, per quanto riguarda il lavoro, è lo stanziamento di 1.9 miliardi di euro per l’azzeramento della contribuzione dovuta dalle aziende per 3 anni, in caso di assunzioni con contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti dal 2015. Anche per questa misura ovviamente aspettiamo di capire i dettagli prima di esprimere un giudizio.

Anticipo del TFR in busta paga

Il tanto discusso anticipo del TFR in busta paga ci sarà, nella manovra sono stati inseriti infatti 100 milioni di euro che serviranno da garanzia per le aziende i cui dipendenti decideranno di ricevere il 50% del loro TFR in busta paga. Infatti come detto in conferenza sarà lasciata ai dipendenti la scelta di ricevere o meno l’anticipo del trattamento di fine rapporto in busta paga.

Risparmi per le Partite IVA

Altra novità è lo stanziamento di 800 milioni di euro per le partite Iva. Il presidente del Consigli Renzi ha infatti anticipato in conferenza stampa che

«Oltre 900.000 italiani avranno accesso ad uno sgravio fiscale inserito in misure già previste: in soldoni, chi ha come partita Iva un basso reddito, anziché spendere migliaia di euro per tasse e commercialista, avrà un regime forfettario che significherà un risparmio di 800 milioni per 900mila titolari di partite Iva».

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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