Riforma del Pubblico Impiego: novità su precari, visite fiscali, licenziamenti e premi

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Riforma del Pubblico Impiego, sì del CdM a decreto Madia. Piano assunzioni di 50.000 precari, licenziamenti facili, visite fiscali e premi di produttività

La Riforma del Pubblico Impiego, targata Madia arriva al suo traguardo. Via libera quindi al nuovo Testo Unico del pubblico impiego e al piano per risolvere il problema del precariato strutturale della pubblica amministrazione.

Con il consiglio dei Ministri di ieri, 23 febbraio 2017, sono stati approvati  gli ultimi 5 decreti attuativi della L. 124/2015 “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.

Riforma del Pubblico Impiego, licenziamenti disciplinari

Introduzione di nuove norme sulla responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, volta a dare tempi certi  e rapidi nonchè, a rendere concreta l’azione disciplinare. I licenziamenti saranno più rapidi e facili.

Visite fiscali dipendenti pubblici all’Inps

Sono state introdotte modifiche anche per le visite fiscali dei dipendenti pubblici che non saranno più di competenza delle Asl, ma dell’INPS, con la predisposizione di nuove fasce orarie di reperibilità.

Cambio per premi di produttività e contrattazione

La Riforma del Pubblico Impiego cambia anche il piano di valutazione della performance o produttività dei dipendenti pubblici.

Si supera il sistema delle “gabbie” o scaglioni introdotta dalla precedente riforma del pubblico impiego targata Brunetta.

Arrivano “gli obbiettivi della Repubblica” ossia una valutazione della performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti.

L’OVP (organismo di valutazione delle performance) sarà costituito da persone esperte e iscritte in apposito albo.

Riparte la contrattazione collettiva ferma da diversi anni. La Ministra si dice pronta ad emanare una direttiva all’ARAN per riaprire la contrattazione del pubblico impiego.

Piano straordinario di assunzioni dei precari storici

Stop al precariato storico della Pubblica Amministrazione: intanto è posto il divieto alle pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione.

Inoltre, il piano Madia  vuole “ristabilire i meccanismi di mancata giustizia” verso l’intera platea di precari che, ha affermato il Ministro, “su funzioni ordinarie, hanno avuto contratti reiterati di anno in anno e alla fine sono finite per trovarsi in situazioni di precariato strutturale”.

L’obbiettivo è di “stabilizzare” circa 50 mila precari che hanno maturato 36 mesi di lavoro (anche non continuativi) presso lo stesso Ente, con concorsi a quote riservate.

Il Ministro ha parlato anche di una soluzione generale per l’assunzione di chi ha già superato un concorso (i cosiddetti idonei).

Resta da capire in concreto da quando si inizierà a valutare il periodo dei 36 mesi e i tempi e le modalità delle assunzioni e concorsi.

Leggi anche: Riforma Pa: il testo della norma salvaprecari

Approvate nuove norme per il progressivo superamento della “dotazione organica”, attraverso il nuovo strumento del “Piano triennale dei fabbisogni”, e la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni, differenziati in base agli effettivi fabbisogni delle singole amministrazioni.

Riforma del Pubblico Impiego, altre novità

Previsto il riordino del Corpo dei Vigili del fuoco soprattutto a seguito del trasferimento in capo al medesimo delle competenze del Corpo forestale in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e di spegnimento con mezzi aerei degli stessi. Novità anche in merito al riordino delle forze di Polizia.

Approvato anche il decreto che, da giugno 2018, porterà al Documento unico di circolazione: la carta di circolazione, diverrà l’unico documento di circolazione attestante anche la proprietà dei veicoli con il pensionamento dell’attuale certificato di proprietà.

Si conclude così la serie di decreti attuativi di riforma della PA che, dal 2015 stanno portando parecchie novità e cambiamenti anche pratici ai cittadini e alle amministrazioni. Ricordiamo che sono già legge e quindi pienamente operativi le nuove discipline in materia di:

  • Conferenza dei servizi: tempi certi e procedure semplificate per quei provvedimenti che richiedono l’intervento di più amministrazioni;
  • SCIA 2: modelli standard per la segnalazione certificata di inizio attività, valida su tutto il territorio nazionale; riduzione dei titoli autorizzativi in edilizia.
  • FOIA (Freedom of Informaction Act): il cittadino potrà  accedere a dati e documenti della pubblica amministrazione anche se non sono stati resi pubblici;
  • riforma della Dirigenza Pubblica;
  • “furbetti del cartellino”:  chi truffa sulle presenze attestando falsamente l’entrata in ufficio, direttamente o per interposta persona, se colto in flagranza di reato, sarà sospeso immediatamente e sarà subito avviato l’iter per il licenziamento che dovrà avere un tempo massimo di 30 giorni.
  • Decreto sul codice della giustizia contabile e sull’amministrazione digitale: i cittadini potranno accedere ai servizi pubblici con un  unico nome utente e un’unica password e potranno avere un domicilio e identità digitale (SPID). Questo dal dicembre del 2017.
  • Tagli sulle partecipate e riduzione del numero delle Camere di Commercio

Torneremo ad analizzare dettagliatamente questa riforma, soprattutto in merito alla parte del lavoro pubblico.

Una riforma oserei dire radicale ed epocale; un buon “biglietto da visita” come l’ha definita la Madia, per il nostro paese, più celere, più innovativa, e con tagli alla burocrazia che da sempre rappresenta l’anello debole del nostro sistema.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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