Permessi e congedi per le persone con disabilità

In linea generale possiamo dire che gli aiuti che lo Stato da alle persone diversamente abili sono delle agevolazioni assistenziali sulla retribuzione e, consistono in congedi straordinari, congedi parentali prolungati, permessi orari e giornalieri.

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Torniamo a parlare di disabilità, cercando di capire meglio quali sono gli aiuti che lo Stato da alle persone diversamente abili e ai loro parenti. In linea generale possiamo dire che questi aiuti sono delle agevolazioni assistenziali sulla retribuzione e, consistono in congedi straordinari, congedi parentali prolungati, permessi orari e giornalieri.

Permessi orari e giornalieri

Possono essere concessi permessi orari (di due ore al giorno per un orario di lavoro pari o superiore alle sei ore) o, permessi giornalieri (tre giorni al mese) ai:

  • lavoratori con disabilità;
  • genitori (anche adottivi o affidatari) di minorenni disabili in situazione di gravità; nel primo anno di vita del bambino, i genitori lavoratori dipendenti possono fruire dell’astensione obbligatoria e facoltativa con indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera (complessivamente di 10 o 11 mesi, complessivi tra i genitori, fruibili anche dopo il primo anno di vita del bambino e fino agli otto anni).
  • genitori di maggiorenni disabili, parenti o affini entro il 3° grado di persone disabili

L’astensione obbligatoria è riconosciuta alla lavoratrice madre e, in caso di sua assenza o d’impedimento, al lavoratore padre. Quella facoltativa è riconosciuta a entrambi i genitori, che possono fruirne alternativamente. Inoltre, per i periodi in cui viene prestata attività di lavoro (esclusi quindi i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa), è prevista una riduzione di orario di due ore giornaliere per l’allattamento (di un’ora se l’orario di lavoro è inferiore alle sei ore giornaliere).

Terminato il periodo del congedo parentale, (anche se non è stato utilizzato) e fino al terzo anno di vita del minore disabile, la legge sull’handicap riconosce a entrambi i genitori il diritto al prolungamento dell’astensione facoltativa, (con un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera), fino al compimento dei 3 anni d’età del figlio disabile.
In alternativa si possono chiedere due ore di permesso giornaliero retribuito.
In entrambi i casi è necessario che il minore non sia ricoverato in un istituto specializzato. Il prolungamento dell’astensione facoltativa non comporta l’obbligo di esaurimento di quella ordinaria, che può essere esercitata fino agli otto anni del bambino. Il prolungamento, infatti, decorre dal momento in cui è finito il periodo teorico dell’astensione facoltativa ordinaria.

Dal terzo al diciottesimo anno di età i genitori lavoratori hanno diritto a tre giorni di permesso mensile retribuiti e coperti da contribuzione figurativa.

I permessi spettano a entrambi i genitori in maniera alternativa nel senso che possono essere frazionati, ma non usati contemporaneamente da entrambi i genitori ( il genitore che li richiede può fruirne anche se l’altro è in congedo parentale ordinario, ad esempio in astensione facoltativa).

Il diritto è riconosciuto a ciascun genitore anche quando l’altro ne sia escluso perché casalinga/o, disoccupata/o, lavoratrice/ore autonoma/o.

Nel caso di genitori di maggiorenni disabili, parenti o affini entro il 3° grado di persone disabili, sono previsti tre giorni di permesso mensile, a condizione che la persona con disabilità, in situazione di gravità, non sia ricoverata a tempo pieno e conviva con il lavoratore che richiede il permesso.

Il congedo straordinario

E’ previsto un congedo straordinario della durata massima di due anni, durante l’arco della vita lavorativa, frazionabile a mesi, a settimane o a giorni ai genitori (anche adottivi e affidatari) della persona con disabilità alla quale è stata riconosciuta la condizione di gravità.  In caso di decesso di entrambi i genitori o nel caso in cui i genitori siano impossibilitati a prestare assistenza possono chiedere il congedo eventuali fratelli o sorelle della persona con disabilità. Il congedo è retribuito con un’indennità pari all’ultimo stipendio percepito.

I lavoratori domestici e quelli a domicilio non hanno diritto al congedo straordinario.

Con d.lgs. nr. 119/2011, si è riordinata la materia dei permessi e concedi per assistenza disabili

Circolare nr. 1/2012 del dipartimento della funzione pubblica sulla nuova normativa dei permessi e congedi per assistenza disabili

Circolare Inps nr. 32 del 6 marzo 2012 modifica alla disciplina in materia di cogedi e permessi per l’assistenza ai disabili in situazione di gravità

Requisiti

Per usufruire dei permessi la legge stabilisce i due principi di continuità e esclusività.

Perché vi sia continuità è necessaria che l’abitazione di chi presta assistenza non sia oggettivamente troppo lontana da quella della persona con disabilità da assistere e che il tempo di percorrenza necessario per raggiungerla non sia
eccessivo (circa un’ora).

Il requisito dell’esclusività, invece, è soddisfatto se il lavoratore che richiede di usufruire di permessi e congedi dimostra di essere l’unica persona del nucleo familiare in grado di prestare assistenza alla persona con disabilità.

Non è possibile richiedere i permessi quando nel nucleo familiare è già presente un lavoratore che beneficia del diritto per la stessa persona con disabilità oppure sia presente un componente della famiglia non lavoratore in grado di assistere la persona con disabilità.

Questo principio, non si applica se chi deve prestare assistenza:

  • è affetto da grave e documentata malattia;
  • è a sua volta un minore ovvero uno studente o ha un’età superiore a 70 anni e una invalidità riconosciuta dall’Inps;
  • è in condizione di totale incapacità di lavoro o ha un’infermità superiore ai due terzi;
  • non possieda la patente di guida, in caso di necessità di trasporto del disabile;
  • sono presenti nella famiglia più di tre minorenni ovvero un solo bambino con meno di 6 anni;
  • è necessaria l’assistenza notturna della persona con disabilità, valutata dal medico dell’Inps.

Domanda

Per avere diritto ai congedi è necessario presentare una domanda, corredata dei documenti che provano la disabilità propria o del familiare che si assiste, alla sede Inps di residenza e al datore di lavoro.
I moduli di domanda (Modulo Hand2 per i genitori di maggiorenni con disabilità, Modulo Hand3 per il lavoratore disabile, Modulo Hand Agr. per i lavoratori del settore agricolo, Modulo Hand4 per i genitori e Modulo Hand5 per fratelli e sorelle) si possono reperire presso qualunque sede dell’Inps o sul sito www. inps. it

Nel caso di congedo straordinario, al modulo si deve allegare la documentazione della Asl che attesta la situazione di handicap grave (se non già presentata in precedenza per la fruizione degli altri permessi ai sensi di legge 104/92).

Una copia della domanda deve essere consegnata al datore di lavoro con il timbro di ricezione dell’Inps.

Approfondimento: SuperAbile

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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