Malattia del lavoratore

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La malattia del lavoratore è la classica ipotesi di sospensione del rapporto di lavoro.Il lavoratore in malattia ha diritto, per principio costituzionale (art.38 Cost) al trattamento economico.

La malattia del lavoratore è la classica ipotesi di sospensione del rapporto di lavoro poichè, impedisce temporaneamente l’adempimento della prestazione lavorativa.

Per malattia si intende “qualsiasi alterazione dello stato di salute fisica e psichica del lavoratore che di fatto, impedisce totalmente o parzialmente l’attività lavorativa e che richiede cure sanitarie, comprese quelle termali”.

Il lavoratore in malattia ha diritto, per principio costituzionale (art.38 Cost) al trattamento economico:

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria….


Il periodo di sospensione del rapporto di lavoro e il diritto alla conservazione del posto sono stabiliti dai CCNL. Può essere unico (comporto secco) o frazionato (più periodi in un determinato tempo, intervallati dalla ripresa dell’attività lavorativa tra un periodo e l’altro). In quest’ultimo caso si può arrivare al licenziamento solo se la somma dei singoli periodi di comporto, superi il periodo massimo stabilito.

A chi spetta

  • L’indennità di malattia a carico dell’INPS spetta a:
    • Operai settore industria e Operai ed impiegati settore terziario e servizi. Se a tempo indeterminato: l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare;se a tempo determinato: l’indennità di malattia spetta, per tutti i giorni coperti da idonea certificazione, per un numero massimo di giorni pari a quelli lavorati nei 12 mesi immediatamente precedenti l’inizio della malattia da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare;
    • Lavoratori dell’agricoltura a tempo indeterminato: l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché abbiano effettivamente iniziato l’attività lavorativa; a tempo determinato: l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione purché il lavoratore possa far valere almeno 51 giornate di lavoro in agricoltura prestato nell’anno precedente (può essere considerata utile l’attività svolta nel medesimo settore agricolo anche se a tempo indeterminato). In alternativa 51 giornate di lavoro in agricoltura effettuate nell’anno in corso e prima dell’inizio della malattia. Il periodo indennizzabile per malattia è pari al numero di giorni di iscrizione negli elenchi e fino ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare
    • Apprendisti: ’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare;
    • Disoccupati: indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché la malattia inizi entro 60 giorni o 2 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato
    • lavoratori sospesi dal lavoro: l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché la malattia inizi entro 60 giorni o 2 mesi dall’inizio della sospensione.;
    • Lavoratori iscritti alla gestione separata:
      • risultino accreditati nei 12 mesi che precedono la data iniziale del ricovero almeno 3 mesi anche non continuativi della contribuzione dovuta alla gestione separata di cui trattasi;
      • nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno.
      • risultino accreditati nei 12 mesi che precedono la data iniziale del ricovero almeno 3 mesi anche non continuativi della contribuzione dovuta alla gestione separata di cui trattasi;
      • nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno.
    • l’indennità per degenza ospedaliera:

      spetta a tutti i lavoratori iscritti alla gestione separata (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie) per un massimo di 180 giorni di degenza nell’anno solare, compresi i giorni di day hospital, a condizione che:

      l’indennità di malattia:

      spetta solo ai lavoratori a progetto e categorie assimilate (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie) per un massimo di giorni nell’anno solare pari ad 1/6 della durata complessiva del contratto e a condizione che:

    Non spetta ai lavoratori autonomi e ai collaboratori domestici (colf e badanti).

    Domanda

    Per ottenere l’indennità di malattia bisogna presentare il certificato di diagnosi all’Inps e al proprio datore di lavoro.

    Vi ricordo che con Decreto del Ministero della Salute del 26.02.2010, è stata introdotta la modalità di trasmissione in via telematica della certificazione di malattia da parte del medico curante.

    Sui controlli delle assenze per malattia nella PA si segua il link.

    Fonte: www.inps.it

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    Sull'Autore

    Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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    • pina

      pererrore te3lematico ho scoperto che il datore di lavoro non ha ricevuto il certificato medico a a quakli conseguenze vado incontro
      pinella

    • Che significa per errore telematico? Al massimo glielo puoi ancora reinviare se la malattia è in corso… dal 13/09 comunque il lavoratore non è più tenuto a consegnare il certificato al datore di lavoro, ma deve solo comunicargli l'assenza per malattia e il numero di protocollo del vecchio certificato rilasciato dal medico.