Concorsi pubblici università italiane: 2.600 nuove assunzioni nel 2022-2023

Un recente decreto ministeriale stanzia fondi per assumere docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo nelle università italiane.


Altri concorsi pubblici in arrivo e questa volta riguardano il settore dell’università che, come tanti altri, ha bisogno di turn-over e di un ricambio generazionale che sia davvero tangibile. Ebbene, le ultime notizie ci dicono che non vi sono dubbi a riguardo: per gli atenei del nostro paese ecco nuove procedure di selezione e nuove assunzioni direttamente da quest’anno.

Vero è che dopo il periodo buio della pandemia e delle restrizioni che ne sono conseguite, i concorsi sono tornati prepotentemente alla ribalta, anche grazie alla riforma degli iter di selezione. Tra le maggiori novità l’introduzione delle prove digitali e l’introduzione di selezioni celeri e trasparenti, in grado di rendere più immediato e fluido lo svolgimento dell’iter.

Come accennato, per le università sono dunque in arrivo nuovi concorsi pubblici e nuove assunzioni per l’anno in corso: infatti, recentemente è stato pubblicato un nuovo decreto ad hoc, da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca. Esso mette a disposizione nuovi posti, al fine di disporre il reclutamento di nuovo personale universitario dal 2022 al 2026.

Di seguito vogliamo dare tutte le maggiori informazioni proprio su queste selezioni, in modo da aver un’idea di come si svolgeranno le nuove assunzioni. Ciò sarà utile anche a non restare impreparati su un argomento di indubbia importanza per tutti coloro che vogliono lavorare nel mondo dell’istruzione. I dettagli.

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Concorsi pubblici università 2022: le prospettive di assunzione

Lo abbiamo appena accennato: le nuove selezioni pubbliche per assumere in ambito università si collocano nel solco della riforma dei concorsi. Le Pubbliche Amministrazioni possono e potranno disporre, in breve tempo, di risorse qualificate – in virtù di procedure concorsuali più asciutte. Le nuove regole intendono favorire la meritocrazia e la valorizzazione dei percorsi formativi e dei titoli di studio per le figure di alta specializzazione. Di ciò si sente particolare bisogno proprio con riferimento ai nuovi inserimenti nelle università italiane.

Lo ribadiamo: recentemente è stato pubblicato un nuovo decreto ministeriale, che mette a disposizione nuovi posti per reclutare nuovo personale universitario dal 2022 al 2026. Il provvedimento fuga ogni dubbio: per l’università italiana vi saranno nuovi concorsi e nuove assunzioni a partire dai prossimi mesi.

I numeri sono interessanti, in quanto sono ben 2.600 le nuove assunzioni in arrivo, già in questo biennio. In particolare, con il nuovo decreto il Ministero dell’Università e Ricerca ha stanziato nuovi fondi per assumere nuovi docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo.

Nel decreto ministeriale il finanziamento di 4 piani straordinari per il reclutamento: i numeri chiave

Quando indicato nel recente decreto n. 445 del 6 maggio 2022, firmato dal Ministro Maria Cristina Messa, non lascia dubbi sulle intenzioni delle istituzioni. In esso il finanziamento per ben 4 Piani straordinari per reclutare professori universitari, ricercatori e personale tecnico-amministrativo delle Università. Attenzione dunque a questo dettaglio: siamo innanzi ad ulteriori inserimenti, in deroga alle vigenti facoltà di assunzione degli atenei italiani.

Rileva anzitutto il primo dei quattro Piani previsti: si riferisce al biennio 2022-2023 e prevede lo stanziamento di 300 milioni di euro l’anno per le assunzioni nelle università del nostro paese. Come accennato sopra, i fondi messi a disposizione per il primo piano permetteranno di assumere circa 2.600 professori universitari, ricercatori e personale tecnico-amministrativo delle università italiane. Questi nuovi inserimenti si sommeranno  a quelli programmati sulla scorta della normativa vigente.

In base alle indicazioni emerse, seguiranno altri stanziamenti, nella seguente misura:

  • 340 milioni dal 2024;
  • 50 milioni dal 2025;
  • 50 milioni di euro dal 2026.

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Gli obbiettivi del decreto: nuovi posti di lavoro e miglior organizzazione in ateneo

L’ampia iniziativa in oggetto non soltanto mira a dare nuovo lavoro a coloro che abbiano i requisiti idonei per lavorare negli atenei: la finalità è anche e soprattutto quella di migliorare il rapporto tra il numero degli studenti e il personale docente e non docente, all’interno degli atenei del nostro paese. Infatti da questo punto di vista, il nostro sistema universitario non è ancora allineato agli standard delle università europee. Ben si comprende allora l’impianto del decreto ministeriale sopra menzionato e il perché del suo varo.

Concludendo, rimarchiamo che le opportunità di inserimento nelle università prevedranno più bandi di concorso pubblici ad hoc, da qui ai prossimi anni. Previste chance per professori universitari, bandi per ricercatori e concorsi per assistenti amministrativi e personale tecnico-amministrativo. Certamente si tratterà di selezioni con posti rivolti sia a laureati che a diplomati.

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