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Lavoro e Diritti » Lavoro, concorsi e carriera » Ecco come l’IA sta cambiando il lavoro: il 70% delle competenze sarà stravolto

Ecco come l’IA sta cambiando il lavoro: il 70% delle competenze sarà stravolto

Antonio Maroscia2 Marzo 20265 Mins Read
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Come l’IA sta cambiando il lavoro: secondo LinkedIn entro il 2030 il 70% delle competenze sarà trasformato. Cosa significa davvero?

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Marco Montemagno con il volto che si trasforma pixel dopo pixel in un robot, in uno scenario cyberpunk che rappresenta l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro.
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Negli ultimi mesi il dibattito sul futuro del lavoro è tornato centrale. L’intelligenza artificiale non è più un tema per addetti ai lavori, ma una realtà che incide sulle organizzazioni, sulle competenze richieste e sulle prospettive di carriera.

Nel suo recente video, Marco Montemagno, noto imprenditore digitale, comunicatore e creatore di contenuti molto seguito su YouTube e sui social media, prende spunto dalle dichiarazioni di Ryan Roslansky, amministratore delegato di LinkedIn, per analizzare come potrebbe evolvere il mercato occupazionale entro il 2030.

Il punto di partenza sono i dati raccolti dalla piattaforma, che osserva in tempo reale l’andamento delle competenze e delle richieste delle aziende a livello globale.

Indice:
  • Di cosa parla il video
  • Il 70% delle competenze cambierà
  • Il piano di carriera a 5 anni è ancora valido?
  • La carriera come “scarabocchio”
  • La crescita della micro-imprenditorialità
  • AI e licenziamenti: tra dati e percezioni
  • Le competenze richieste: tecniche e trasversali
  • Il “test del 70%”

Di cosa parla il video

Nel video vengono affrontati alcuni temi chiave: la previsione secondo cui entro il 2030 il 70% delle competenze attuali sarà trasformato dall’intelligenza artificiale; la difficoltà di pianificare la carriera a lungo termine; la natura sempre meno lineare dei percorsi professionali; la crescita della micro-imprenditorialità; il rapporto tra AI e decisioni aziendali sui licenziamenti.

Montemagno commenta queste affermazioni cercando di tradurle in indicazioni concrete per chi oggi lavora o si affaccia al mercato.

I punti chiave del video possono essere riassunti così:

  • le competenze cambiano più rapidamente rispetto al passato;
  • la pianificazione di carriera deve diventare più flessibile;
  • i percorsi professionali sono sempre meno lineari;
  • l’intelligenza artificiale incide sulle scelte aziendali e individuali;
  • la capacità di apprendere continuamente diventa un elemento strategico.

Il 70% delle competenze cambierà

Secondo Roslansky, entro il 2030 circa il 70% delle competenze che oggi caratterizzano i diversi lavori sarà modificato in modo significativo. Montemagno sottolinea un aspetto importante: non si parla di scomparsa dei lavori, ma di trasformazione delle attività che li compongono.

Il punto centrale è che molte mansioni ripetitive o standardizzabili possono essere automatizzate o supportate dall’intelligenza artificiale. Questo comporta la necessità di aggiornare il proprio profilo professionale nel tempo, senza dare per scontata la stabilità delle competenze attuali.

Si tratta di una lettura coerente con quanto già osservato in altre fasi di innovazione tecnologica, con la differenza che oggi la velocità del cambiamento è maggiore.

Il piano di carriera a 5 anni è ancora valido?

Un altro passaggio del video riguarda l’idea del “piano a cinque anni”. Roslansky lo definisce poco realistico in un contesto in cui nessuno può prevedere con precisione come sarà il mercato tra qualche anno.

Montemagno interpreta questa affermazione come un invito a concentrarsi su obiettivi più ravvicinati e su un aggiornamento continuo delle competenze. La pianificazione non scompare, ma diventa più flessibile e meno rigida.

In un contesto instabile, può essere più utile lavorare su competenze trasferibili e adattabili, piuttosto che su ruoli molto specifici che potrebbero cambiare rapidamente.

La carriera come “scarabocchio”

LinkedIn rileva che i percorsi professionali non sono più lineari. Montemagno utilizza l’immagine dello “scarabocchio” per descrivere carriere fatte di cambi di settore, pause, rientri, nuove specializzazioni.

Questo fenomeno è già visibile da tempo, ma l’accelerazione tecnologica lo rende più evidente. Le persone possono trovarsi a svolgere lavori che non esistevano al momento degli studi, oppure a riqualificarsi più volte nel corso della vita.

L’idea di una traiettoria unica e prevedibile lascia spazio a percorsi più articolati, in cui la capacità di adattamento diventa centrale.

La crescita della micro-imprenditorialità

Un altro elemento evidenziato nel video è l’aumento di profili freelance e di micro-imprenditori. Secondo i dati osservati su LinkedIn, sempre più persone avviano attività autonome.

Montemagno si interroga sulle cause: scelta consapevole o necessità legata a un mercato più competitivo? Probabilmente entrambe le dinamiche convivono.

Lavorare in autonomia può rappresentare un’opportunità per alcuni, ma non è una soluzione universale. Il sistema economico continuerà a prevedere sia lavoro dipendente sia lavoro autonomo, con equilibri che potrebbero cambiare nel tempo.

AI e licenziamenti: tra dati e percezioni

Nel video si affronta anche il tema dei licenziamenti attribuiti all’intelligenza artificiale. Montemagno richiama alcune ricerche secondo cui non sempre i tagli al personale derivano da un effettivo aumento di produttività grazie all’AI.

In alcuni casi le aziende anticipano possibili impatti futuri, rallentano le assunzioni o riorganizzano il personale per prudenza. Questo crea un clima di incertezza che incide sulle scelte individuali e collettive.

Il punto evidenziato è che il cambiamento tecnologico influenza le decisioni aziendali anche prima di produrre effetti pienamente misurabili.

Le competenze richieste: tecniche e trasversali

Roslansky indica tra le competenze più rilevanti:

  • conoscenza di base dell’intelligenza artificiale
  • pensiero critico
  • capacità relazionali
  • leadership
  • empatia

Montemagno osserva che queste competenze devono essere dimostrate nei fatti e integrate con capacità operative concrete. Non basta dichiararle, occorre tradurle in risultati e progetti.

Un aspetto interessante è la combinazione di competenze diverse: profili che uniscono capacità tecniche e comunicative, o conoscenze settoriali e strumenti digitali, risultano più adattabili ai cambiamenti.

Il “test del 70%”

Nel video viene proposto un esercizio pratico: elencare le attività che compongono il proprio lavoro e immaginare che una parte significativa venga trasformata o automatizzata nei prossimi anni.

Questo tipo di riflessione aiuta a individuare:

  • quali competenze sono più esposte
  • quali possono evolvere
  • dove investire in formazione

Non si tratta di prevedere con precisione il futuro, ma di prepararsi a scenari plausibili.

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