Bonus busta paga 100 euro: istruzioni Inps sul nuovo bonus Renzi

L'INPS fornisce le istruzioni sul nuovo bonus Renzi o bonus busta paga 100 euro. Poi si soffermna sull'applicazione da parte dell'Istituto.

Al via dal 1° luglio al taglio del cuneo fiscale, ovvero bonus busta paga o nuovo bonus Renzi, con incremento fino a 100 euro nella busta paga dei lavoratori dipendenti.

Per molti lavoratori dipendenti la busta paga a partire da luglio registrerà un aumento che può arrivare fino a 100 euro mensili. Il taglio del cuneo fiscale previsto dalla Legge di Bilancio 2020, attraverso la riduzione delle tasse punta a rendere più corpose le buste paga di molti italiani.

I dettagli sono contenuti nelle istruzioni dell’Inps delle quali ci occuperemo in questo articolo. Con la circolare 96/2020 vengono definite le regole operative in merito ai beneficiari, ai limiti reddituali e a quelli che saranno gli adempimenti da parte dei sostituti di imposta.

Bonus busta paga 100 euro: a chi spetta

Chi avrà diritto dal mese di luglio ad una busta paga più pesante?

Prima di vedere chi sono i soggetti che beneficeranno della misura precisiamo che l’incremento riconosciuto viene conferito direttamente dal sostituto d’imposta del lavoratore il quale provvederà al versamento in maniera automatica. Il Lavoratore in possesso dei necessari requisiti non deve pertanto avanzare alcun tipo di richiesta.

Leggi anche: Bonus busta paga da luglio: come cambia il Bonus Renzi

Sono beneficiari del bonus 2020 i redditi di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 49, comma 1 e comma 2, lett b) Tuir nonché i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi del comma 1, articolo 50 del Tuir.

Il prestatore di lavoro è tenuto unicamente ad avvisare del venir meno dei requisiti, comunicando la rinuncia al beneficio.

Si specifica che non rientrano tra i beneficiari coloro che percepiscono redditi a sostegno delle famiglie in difficoltà quale sicuramente il reddito di cittadinanza.

Esclusi dal beneficio fiscale anche i titolari dei redditi da pensione ai sensi dell’articolo 49, comma 2, lett a) del Tuir.

Non rientrano nell’ambito di applicazione della misura anche coloro che risultano titolari di redditi di tipo professionale e in più in generale i titolari di partita iva che svolgono un’attività imprenditoriale o sono lavoratori autonomi.

Potranno invece godere degli effetti del taglio del cuneo fiscali quei lavoratori che risultano incapienti a seguito del minor reddito prodotto nel 2020 a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Taglio del cuneo fiscale: gli importi del bonus 

Il bonus 2020 riconosciuto con la manovra di quest’anno è un bonus di importo più elevato rispetto a quelle già riconosciuto ai dipendenti pubblici e privati che prima percepivano il bonus Renzi. Si tratta di un beneficio derivante dal taglio del cuneo fiscale.

Esso dipende dall’ammontare del reddito percepito e dai giorni effettivi di lavoro. Qualora oltre al reddito da lavoro dipendente si percepiscano anche altri redditi, in fase di conguaglio sarà prevista la restituzione nel caso si superino i limiti previsti.

Per il 2021 l’importo percepito annualmente sarà pari a 1200 mentre si riceveranno 600 euro per il 2020 poiché il bonus parte da luglio.

Come già specificato il datore di lavoro verserà direttamente nella busta paga del dipendente il trattamento integrativo, salvo poi recuperare l’importo erogato in compensazione tramite il modello F24. Non sono esclusi dal beneficio fiscale i dipendenti che si avvalgono della cassa integrazione Covid-19.

Nuovo bonus Renzi: quanto spetta

Vediamo più nel dettaglio quali sono gli importi del bonus. Primo punto da evidenziare è che il bonus viene erogato sulla base di diverse fasce di reddito.

Per i redditi fino a 28 mila euro il taglio del cuneo fiscale ammonta a 100 euro.

Si ricorda che il beneficio ha assorbito il precedente bonus Renzi per cui coloro che percepivano i già previsti 80 euro, mantenendo i requisiti ne percepiranno ulteriori 20 in modo da arrivare ai 100 euro.

Diminuisce per i redditi superiori a 28 mila euro ma inferiori a 40mila euro.

Al di sopra di 40mila euro non è prevista alcuna erogazione aggiuntiva.

Si precisa che una volta superati i 28mila euro il calcolo del bonus avverrà nel seguente modo:

  • fino a 35mila euro: all’importo pari a 480 euro si somma il prodotto tra 120 e l’importo che corrisponde al rapporto tra 35mila, diminuito del reddito complessivo, e 7mila euro;
  • fra 35 mila e 40mila euro: 480 euro per la parte che corrisponde al rapporto tra 40mila euro diminuito del reddito complessivo, e 5mila euro.

Trattamenti integrativi versati dall’Inps

Segnaliamo che per alcune e specifiche categorie lavorative il contributo aggiuntivo è versato direttamente dall’Inps.

Si tratta dei percettori di prestazioni a sostegno del reddito e ammortizzatori sociali quali:

  • Naspi, Dis-coll, disoccupazione agricola e assegni integrativi della Naspi,
  • maternità e congedo obbligatorio del padre,
  • congedi parentali, assegni per attività socialmente utili,
  • infine la cassa integrazione.

Nel caso di prestazioni a sostegno del reddito a pagamento diretto da parte dell’INPS, sarà l’Istituto a versare il nuovo bonus Renzi. Il beneficiario potrà comunque rinunciarvi usando le procedure predisposte dall’Istituto.

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