Il Governo punta di nuovo sugli incentivi alle assunzioni stabili e lo fa con una nuova misura destinata ai giovani under 35. Nel decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale insieme alle norme sul “salario giusto”, sul contrasto al caporalato digitale e sul bonus donne 2.0 trova spazio anche il nuovo Bonus giovani 2026.
L’obiettivo dichiarato è favorire l’occupazione stabile dei giovani che si trovano fuori dal mercato del lavoro da diversi mesi, con un esonero contributivo totale per le aziende che assumono a tempo indeterminato. Il beneficio può arrivare fino a 500 euro al mese per ciascun lavoratore, ma sale a 650 euro nelle regioni del Mezzogiorno e in alcune aree individuate dal decreto.
Bonus giovani 2026 in sintesi
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 i datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato possono ottenere un esonero contributivo del 100%.
L’incentivo arriva fino a 500 euro al mese per 24 mesi, elevati a 650 euro nelle regioni del Mezzogiorno.
Il bonus spetta solo per assunzioni che comportano un incremento occupazionale netto e nel rispetto delle condizioni previste dal decreto-legge n. 62/2026.
Cos’è il Bonus giovani 2026
Il Bonus giovani 2026 è un incentivo contributivo introdotto dall’articolo 2 del decreto-legge n. 62/2026. La misura riconosce ai datori di lavoro privati un esonero del 100% dei contributi previdenziali dovuti per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026.
Restano esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL, che continuano invece ad essere versati normalmente.
Il beneficio riguarda il personale non dirigenziale assunto con contratto subordinato a tempo indeterminato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
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A chi spetta il bonus
Il bonus riguarda le assunzioni di giovani che, al momento dell’assunzione, non abbiano ancora compiuto 35 anni e si trovino in una situazione di svantaggio occupazionale.
In particolare, l’incentivo spetta per:
- giovani privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
- giovani senza impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi che appartengono ad alcune categorie di “lavoratori svantaggiati” previste dal regolamento europeo UE n. 651/2014.
Il decreto precisa inoltre che il beneficio può essere utilizzato anche se il giovane è già stato assunto a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che aveva fruito solo in parte dell’esonero.
Quanto vale l’incentivo
L’agevolazione consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
L’importo massimo riconosciuto è pari a:
- 500 euro al mese per ciascun lavoratore;
- 650 euro al mese per le assunzioni effettuate in sedi o unità produttive situate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.
Il beneficio può durare fino a 24 mesi.
Per alcune categorie di lavoratori svantaggiati, invece, la durata dell’incentivo viene ridotta a 12 mesi.
Le regioni dove il bonus è più alto
Uno degli aspetti più interessanti della misura riguarda il rafforzamento dell’incentivo nelle aree considerate economicamente più fragili.
Per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno, il tetto dell’esonero sale infatti da 500 a 650 euro mensili.
Si tratta di:
- Abruzzo;
- Molise;
- Campania;
- Basilicata;
- Sicilia;
- Puglia;
- Calabria;
- Sardegna;
- Marche;
- Umbria.
L’obiettivo dichiarato è ridurre i divari territoriali e incentivare nuove assunzioni stabili soprattutto nel Sud Italia.
Le condizioni da rispettare
Il Bonus giovani 2026 non spetta automaticamente. Le aziende devono infatti rispettare una serie di condizioni.
La principale riguarda l’incremento occupazionale netto. In pratica, l’assunzione deve aumentare realmente il numero dei lavoratori occupati rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.
Nel calcolo:
- i rapporti part-time vengono riproporzionati in base all’orario;
- si tiene conto anche delle eventuali diminuzioni di personale nelle società collegate o controllate.
Il bonus non si applica inoltre:
- ai rapporti di lavoro domestico;
- ai contratti di apprendistato.
Quando il bonus può essere revocato
Il decreto introduce anche alcune clausole di salvaguardia per evitare utilizzi impropri dell’incentivo.
Il beneficio non spetta se il datore di lavoro, nei sei mesi precedenti l’assunzione, ha effettuato:
- licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo;
- licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.
Inoltre, se entro sei mesi dall’assunzione incentivata viene licenziato il lavoratore assunto con il bonus oppure un altro dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva, l’azienda perde il diritto all’esonero e deve restituire quanto già fruito.
Bonus giovani e altri incentivi: si possono cumulare?
La risposta, in generale, è no.
Il decreto stabilisce che il Bonus giovani 2026 non è cumulabile con altri esoneri contributivi o riduzioni delle aliquote previdenziali previsti dalla normativa vigente.
Resta però compatibile con la maxi-deduzione del costo del lavoro introdotta dalla legge di bilancio 2025 per le nuove assunzioni. Questo significa che le aziende potranno comunque beneficiare della maggiorazione fiscale prevista per l’incremento occupazionale.
Attenzione ai limiti di spesa e al monitoraggio INPS
Come già accaduto con altri bonus assunzioni, anche questa misura sarà soggetta a monitoraggio da parte dell’INPS.
L’Istituto controllerà costantemente il rispetto dei limiti di spesa previsti dal decreto e, nel caso in cui le risorse disponibili dovessero esaurirsi, non verranno accolte ulteriori richieste di accesso al beneficio.
Per questo motivo sarà importante attendere le istruzioni operative INPS che chiariranno modalità di domanda, procedure telematiche e criteri applicativi.
Il vecchio bonus giovani viene abrogato
Il decreto-legge interviene anche sul precedente bonus giovani previsto dal decreto Milleproroghe 2026.
L’articolo 5 del provvedimento abroga infatti la proroga al 30 aprile 2026 del precedente incentivo collegato al decreto Coesione. Restano invece in vigore gli esoneri previsti dalla legge di bilancio 2026, per i quali si attendono ancora i decreti attuativi.
Una misura che punta sull’occupazione stabile
Il nuovo Bonus giovani 2026 si inserisce nel pacchetto di misure con cui il Governo prova a rafforzare il lavoro stabile e ridurre il ricorso ai contratti precari.
Molto dipenderà però dalle future istruzioni operative dell’INPS e dalle eventuali modifiche che potrebbero arrivare durante la conversione in legge del decreto.
Per aziende e consulenti del lavoro, il 2026 potrebbe comunque diventare un anno particolarmente interessante per programmare nuove assunzioni a tempo indeterminato, soprattutto nelle regioni dove l’incentivo raggiunge i 650 euro al mese.
