Domanda respinta o bonus pagato solo in parte? Non è finita.
Molte lavoratrici madri nel 2025 si sono viste negare il bonus mamme, spesso per errori nella compilazione o dati incompleti. Ora però arriva una seconda possibilità concreta: con il messaggio del 2 aprile 2026, l’INPS ha attivato la funzione “Chiedi riesame”, che permette di far rivedere la domanda già presentata.
Attenzione però: il tempo è limitato e bisogna muoversi subito.
A chi spetta il bonus mamme 2025?
Il bonus mamme spetta alle lavoratrici madri con almeno due figli, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa. Se la domanda è stata respinta o accolta solo in parte, oggi è possibile chiedere il riesame all’INPS entro 30 giorni, per verificare nuovamente il diritto al beneficio.
Una seconda possibilità per chi ha avuto problemi con la domanda
La nuova funzione nasce proprio per rispondere a una domanda molto concreta: cosa può fare chi si è visto respingere il bonus mamme, oppure riceverlo solo in parte?
Il riesame riguarda due situazioni. La prima è quella delle domande completamente respinte: in questo caso si può chiedere una nuova valutazione dell’intera richiesta. La seconda riguarda invece le domande accolte solo parzialmente, quando cioè alcuni mesi non sono stati riconosciuti.
In questo secondo caso, il riesame si concentra esclusivamente sui periodi esclusi dal pagamento. Non si tratta quindi di rifare tutto da capo, ma di intervenire in modo mirato su ciò che non ha funzionato.
Ed è proprio qui che si gioca la possibilità di recuperare il bonus.
Il passaggio più importante: capire perché la domanda è stata respinta
Prima ancora di chiedere il riesame, c’è un passaggio che fa davvero la differenza: leggere le motivazioni.
All’interno della propria area personale sul sito INPS, nella sezione “Ricevute e provvedimenti”, è possibile vedere nel dettaglio l’esito della domanda, mese per mese, con le relative spiegazioni.
È un punto che spesso viene sottovalutato. Eppure è proprio da qui che bisogna partire.
Senza capire il motivo del diniego o dell’accoglimento parziale, diventa difficile impostare una richiesta efficace. Nella maggior parte dei casi, infatti, il problema non è la mancanza dei requisiti, ma errori più semplici: un rapporto di lavoro non indicato, una data inserita male, un’informazione incompleta.
Quando fare il riesame: attenzione alla scadenza dei 30 giorni
Il “quando” è decisivo.
La richiesta di riesame deve essere presentata entro 30 giorni dalla comunicazione dell’esito della domanda. Se il messaggio INPS è stato pubblicato dopo la ricezione del provvedimento, il termine decorre da quella data.
Superata questa finestra, non sarà più possibile intervenire.
Ecco perché il consiglio pratico è uno solo: accedere subito alla propria pratica e verificare la situazione, senza rimandare.
Dove si presenta la richiesta
La procedura si svolge interamente online.
Per chiedere il riesame bisogna accedere al sito ufficiale www.inps.it, nella sezione dedicata ai sostegni per i genitori, e aprire la domanda del “Nuovo Bonus mamme”.
All’interno della pratica è disponibile la funzione “Chiedi riesame”. Nella stessa area è presente anche un tutorial che guida passo passo nella compilazione.
Cosa puoi correggere davvero nella domanda
La funzione non è solo una richiesta formale, ma uno strumento operativo.
Consente di intervenire direttamente sui dati inseriti nella domanda, correggendo eventuali errori, aggiungendo rapporti di lavoro non dichiarati o modificando informazioni già inserite. È possibile anche segnalare errori nei dati anagrafici dei figli e allegare documenti a supporto.
In sostanza, è l’occasione per trasformare una domanda incompleta o sbagliata in una richiesta corretta e completa.
Attenzione: hai una sola possibilità
C’è però un limite da tenere bene a mente: per i mesi non riconosciuti è possibile presentare una sola richiesta di riesame.
Questo significa che non conviene agire di impulso. Prima di inviare la richiesta è fondamentale ricontrollare tutto, rileggere le motivazioni e preparare con cura eventuali documenti.
Una richiesta generica rischia di essere respinta di nuovo. Una richiesta precisa e ben motivata, invece, può cambiare l’esito.
Perché conviene agire subito
In molti casi, le domande respinte o parziali non dipendono da una reale mancanza dei requisiti, ma da errori formali o informazioni mancanti.
È proprio per questo che la nuova funzione può fare la differenza.
Chi ha diritto al bonus ma non lo ha ottenuto — in tutto o in parte — ha ora una seconda possibilità concreta. Ma è una possibilità che richiede attenzione, precisione e soprattutto tempestività.
Perché, come spesso accade con le prestazioni INPS, non basta avere diritto: bisogna anche dimostrarlo nel modo corretto e nei tempi previsti.
