Coronavirus: smart working semplificato fino al 15 marzo 2020

Il DCPM emergenza coronavirus stabilisce la possibilità di poter accedere allo smart working in maniera semplificata. Ecco cosa sapere.

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Il continuo propagarsi del COVID-19 (cd. “Coronavirus”) sta producendo effetti molto importanti soprattutto in ambito lavorativo, con l’impossibilità in molti di casi di poter recarsi a lavoro. Tale situazione obbliga i datori di lavoro a fronteggiare una situazione di emergenza totale, dettata appunto dalla mancanza di risorse lavorative per mantenere alta la produzione. Per cercare di ovviare a tale problematica, ci viene in aiuto una modalità di lavoro, attualmente poco utilizzata, che è il lavoro agile (cd. “smart working”). In sintesi, si tratta della possibilità per i lavoratori di poter lavorare da casa in remoto e prestare comunque l’attività lavorativa, senza incidere sulla produzione.

Per incentivare il lavoro agile, il governo ha resa tale modalità di lavoro più immediata nelle aree considerate a rischio per l’emergenza Coronavirus. A tal fine, l’esecutivo ha emesso due decreti: il Dpcm del 23 febbraio 2020 e il Dpcm del 25 febbraio 2020. Vediamoli nel dettaglio.

Lavoro agile o smart working: come si usa

Il Dpcm del 23 febbraio 2020 all’art. 3 specifica espressamente che la modalità di lavoro agile disciplinata dagli artt. da 18 a 23 della L. n. 81/2017, è applicabile in via automatica ad ogni rapporto di lavoro subordinato nell’ambito di aree considerate a rischio.

In tali aree, per favorire il normale svolgimento dell’attività lavorativa, è concessa l’attivazione dello “smart working” anche in assenza dell’accordo individuale. In questi casi, nella procedura telematica l’accordo individuale è sostituito da un’autocertificazione che il lavoro agile si riferisce ad un soggetto appartenente a una delle aree a rischio.

Nel campo “data di sottoscrizione dell’accordo“, va inserita la data di inizio dello smart working.

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Coronavirus: ricorso semplificato allo smart working

Con un successivo decreto (Dpcm del 25 febbraio 2020), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020, è stata disposta la possibilità di ricorrere al lavoro agile in maniera semplificata, fino al 15 marzo 2020. Possono ricorrervi i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle seguenti regioni:

  • Emilia Romagna;
  • Friuli Venezia Giulia;
  • Lombardia;
  • Piemonte;
  • Veneto;
  • Liguria;

e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati che svolgano attività lavorativa fuori da tali territori, a ogni rapporto di lavoro subordinato.

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Obblighi di informativa sul lavoro agile: indicazioni INAIL

Gli obblighi di informativa per la sicurezza, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’INAIL.

In tale documento, l’Istituto assicuratore passa in rassegna tutti gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro a cui sono tenuti i datori di lavoro e lavoratori.

Innanzitutto, il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine consegna al lavoratore e al RLS, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta, nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.

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Il lavoratore, dal canto suo, è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro. In via generale, questi ultimi devono:

  • cooperare con diligenza all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione in ambienti indoor e outdoor diversi da quelli di lavoro abituali;
  • non adottare condotte che possano generare rischi per la propria salute e sicurezza o per quella di terzi;
  • individuare i luoghi di lavoro per l’esecuzione della prestazione lavorativa in smart working rispettando le indicazioni previste dalla presente informativa;
  • in ogni caso, evitare luoghi, ambienti, situazioni e circostanze da cui possa derivare un pericolo per la propria salute e sicurezza o per quella dei terzi.

DECRETO-LEGGE 23 febbraio 2020, n. 6

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 febbraio 2020

Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

download   DPCM 23 febbraio 2020
       » 50,4 KiB - 1.358 download

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