Decreto trasparenza prezzo carburanti 2023: ecco cosa prevede

Contro i rialzi dei prezzi dei carburanti è stato approvato il decreto trasparenza dal Governo. Cos'è e cosa prevede la nuova norma.


In questi giorni sta tenendo banco la questione dell’aumento del prezzo dei carburanti, seguìto alla fine dello sconto alle accise: c’è chi sostiene che dietro il ritocco verso l’alto dei costi dei rifornimenti vi siano anche le speculazioni delle compagnie petrolifere e, proprio in riferimento a ciò, è certamente una buona notizia la recentissima approvazione del decreto sulla trasparenza del prezzo dei carburanti.

Nel consiglio dei Ministri del 10 gennaio il Governo ha di fatto dato l’ok a tre decreti legge che dispongono interventi urgenti in campo di: trasparenza dei prezzi dei carburanti e di potenziamento dei poteri di controllo e sanzionatori del Garante prezzi, protezione civile e di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e procedure di ripiano per il superamento del tetto di spesa per dispositivi medici.

Nel corso di questo articolo ci soffermeremo in particolare sul delicato tema della trasparenza dei prezzi dei carburanti, con il Governo che sta cercando di correre ai ripari attraverso i controlli della Guardia di finanza. La questione è molto sentita, se pensiamo anche alle recenti denunce del Codacons, che parlano di vere e proprie anomalie dei listini dei carburanti. Vediamo allora le ultime mosse dell’Esecutivo per affrontare questo spinoso problema.

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Trasparenza del prezzo dei carburanti: detassazione buoni benzina e nuovi doveri degli esercenti

Come accennato in apertura, il Governo ha nelle ultime ore approvato un decreto-legge ad hoc, che prevede disposizioni urgenti sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti e sul rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del Garante prezzi. Nel provvedimento anche misure atte a favorire un efficace coordinamento di tutti i soggetti chiamati a sorvegliare l’andamento dei prezzi della benzina.

Nel decreto vi sono almeno un paio di punti chiave, che indicano come le istituzioni intendono muoversi per affrontare la questione dell’aumento costi dei carburanti, e che subito ricordiamo:

  • nel lasso di tempo gennaio-marzo 2023, il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori subordinati, nel limite di 200 euro a dipendente, non concorrerà alla formazione del reddito da lavoro subordinato. In ipotesi di superamento del limite citato, l’intera somma versata a titolo di bonus carburante sarà però fatta oggetto di tassazione, e perciò sarà inclusa nel calcolo del reddito imponibile da lavoro subordinato;
  • diviene giornaliero il dovere di coloro che esercitano l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile, di rendere noto il prezzo di vendita fatto valere. Contestualmente il Ministero delle Imprese, in un’opera di trasparenza, quantifica e pubblica il prezzo medio giornaliero nazionale. Detto costo deve essere esposto da parte degli esercenti, con il prezzo da essi praticato presso il distributore.

Si tratta chiaramente di una prima iniziativa del Consiglio dei Ministri che, grazie al decreto da poco adottato, intende rispondere ad un caro prezzi che va a sommarsi agli aumenti di tanti altri beni e servizi. Ciò appare un ulteriore motivo per reagire a fenomeni speculativi sui costi dei carburanti.

Misure anti speculazione nel decreto trasparenza del Governo

Nell’ambito del decreto ad hoc, approvato in sede di Consiglio dei Ministri del 10 gennaio scorso, troviamo anche altre misure specifiche che servono a potenziare le sanzioni amministrative in ipotesi di violazione, da parte degli esercenti, dei doveri di comunicazione e pubblicità dei prezzi. Questi ultimi ben si comprendono alla luce dei rischi di speculazione, molto evidenti in quest’ultimo periodo.

Ebbene, in ipotesi di recidiva, la sanzione può arrivare anche alla sospensione dell’attività di distribuzione di carburante per un periodo da 7 a 90 giorni. Non solo. Grazie al provvedimento governativo adottato, sono rafforzati i collegamenti tra il Garante prezzi e l’Antitrust, e ciò allo specifico scopo di sorvegliare e reprimere sul nascere azioni speculative. In un’ottica di coordinamento di tutti i soggetti coinvolti nei controlli, il decreto inoltre favorisce ed incentiva la collaborazione tra Garante e Guardia di Finanza.

Il decreto è altresì importante perché prevede l’istituzione una Commissione di allerta rapida ad hoc, con il ruolo di  sorveglianza dei prezzi. Il collegio analizzerà, nel confronto con le parti, i motivi dei rialzi e regolerà le iniziative di intervento urgenti.

Concludendo, quanto abbiamo indicato nel corso di questo articolo è anche ciò che emerge dal comunicato stampa del Governo, con il quale si sottolinea che il decreto-legge introduce disposizioni urgenti sia sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti, sia sul rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori. Per avere conferma del bonus carburante occorre comunque aspettare la pubblicazione in GU del testo del decreto trasparenza.

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