Green pass, il nuovo Dpcm sui controlli al lavoro: cosa fare dal 15 ottobre

Dal 15 ottobre e fino a fine 2021, sono in vigore le regole sul green pass lavoratori. Ecco il Dpcm sui controlli del green pass a lavoro.


Dal 15 ottobre 2021 come noto tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati devono essere in possesso del green pass per poter lavorare, ossia il certificato verde. Tale obbligo, istituito dal D.L. n. 127/2021, pone in capo al datore di lavoro e della Pubblica Amministrazione una serie di obblighi, come ad esempio il controllo del green pass stesso all’accesso. Sul punto, sono nate molte perplessità circa le modalità di verifica e controllo, tant’è che il governo ha emanato appositamente un Dpcm, firmato dal premier Mario Draghi, che regolamenta tale fattispecie.

A tal proposito, per dissipare ogni dubbio, il governo ha messo nero su bianco una serie di faq per spiegare in dettaglio come deve avvenire il controllo. Ma non solo, è stato spiegato anche come dimostrare di poter accedere al luogo di lavoro per i soggetti che non possono vaccinarsi per comprovati motivi di salute.

Andiamo quindi in ordine e vediamo in dettaglio tutte i chiarimenti sul Dpcm controlli green pass al lavoro valide per statali e privati.

Dpcm controlli green pass al lavoro: come devono avvenire i controlli

Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il Dpcm 12 ottobre 2021. I datori di lavoro definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione.  Bisogna prevedere prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro. È opportuno utilizzare modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all’ingresso.

Nelle P.A., laddove l’accertamento non avvenga al momento dell’accesso al luogo di lavoro, esso dovrà avvenire su base giornaliera, con le seguenti caratteristiche:

  • prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa;
  • generalizzato o a campione;
  • in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio;
  • con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente.

Green passi, Dpcm sui controlli al lavoro: come funziona per gli esenti

I soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il COVID-19, dovranno esibire un certificato contenente l’apposito “QR code” in corso di predisposizione. Nelle more del rilascio del relativo applicativo, il personale esente non potrà essere soggetto ad alcun controllo.

Per i soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne abbiano diritto, nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento, sarà possibile avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

Lavoratore senza green pass: cosa succede

Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del green pass. Nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato. La durata non può superare i 10 giorni, rinnovabili per una sola volta.

Leggi anche: Green pass obbligatorio al lavoro dal 15 ottobre: guida pratica per aziende e lavoratori

Nel caso in cui il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza green pass, il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Infatti, il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore.

Oltre alla retribuzione, non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio.

Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass è punito con una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.

Dpcm 12 ottobre 2021 controlli green pass lavoro

Ecco il testo del Dpcm 12 ottobre 2021 con le regole sui controlli per il green pass a lavoro. Maggiori info qui.

download   Dpcm 12 ottobre 2021 controlli green pass lavoro
       » 90,3 KiB - 15 download
⭐️ Segui Lavoro e Diritti su Google News: clicca sulla stellina per inserirci nei preferiti.