La Manovra 2027 comincia a prendere forma. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 195 del 28 ottobre 2026, ha approvato il disegno di legge di bilancio per il 2027, che contiene numerosi interventi su pensioni, stipendi, tasse, lavoro e sostegni alle famiglie.
Tra le misure più importanti figurano la stabilizzazione dell’esenzione dal bollo auto, una nuova stretta sulla rivalutazione delle pensioni medio-alte, modifiche all’IRPEF, agevolazioni fiscali per i lavoratori e nuovi interventi a favore della genitorialità.
Vediamo quali sono le principali novità e cosa potrebbe cambiare dal prossimo anno.
Premessa: la Manovra 2027 non è ancora legge
Prima di esaminare le singole misure, è necessaria una precisazione: il testo approvato dal Governo è un disegno di legge e non una legge già in vigore.
Il provvedimento deve ora affrontare l’esame parlamentare. Camera e Senato potranno intervenire con modifiche, integrazioni o soppressioni delle disposizioni proposte.
Le novità illustrate di seguito si riferiscono quindi al testo del DDL approvato dal Consiglio dei Ministri e potrebbero cambiare prima dell’approvazione definitiva.
Bollo auto e pensioni: le due novità più importanti della Manovra
Due interventi meritano particolare attenzione perché riguardano direttamente le spese delle famiglie e il potere d’acquisto dei pensionati.
La prima novità riguarda il bollo auto. Il disegno di legge propone di rendere strutturale l’esenzione già prevista per il 2027, eliminandone il carattere temporaneo. L’agevolazione interessa, alle condizioni stabilite dalla norma, un solo veicolo regolarmente assicurato per persona fisica. Per le autovetture a benzina o gasolio, comprese quelle ibride, è previsto il limite di potenza di 80 kW, pari a circa 109 cavalli. Sono contemplate anche disposizioni specifiche per altre categorie di veicoli e per le famiglie numerose.
La seconda novità riguarda la rivalutazione delle pensioni. Il Governo propone di confermare l’adeguamento integrale all’inflazione per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo INPS, ma di ridurre la percentuale di rivalutazione per quelli superiori.
In particolare, il DDL prevede il riconoscimento dell’85% della rivalutazione per gli assegni oltre quattro e fino a cinque volte il minimo, del 53% tra cinque e sei volte, del 47% tra sei e otto volte, del 37% tra otto e dieci volte e del 32% oltre dieci volte il minimo.
Non si tratta di una riduzione dell’importo della pensione già percepita, ma di un taglio degli aumenti legati all’inflazione. Gli assegni interessati crescerebbero quindi meno rispetto a quanto previsto da una rivalutazione piena.
Entrambe le misure dovranno essere confermate nel testo definitivo della legge di bilancio.
IRPEF 2027: aliquota al 33% per i redditi intermedi
Sul fronte fiscale, una delle principali proposte riguarda la revisione dell’IRPEF.
Il disegno di legge prevede tre aliquote:
- 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
- 33% per la parte di reddito superiore a 28.000 euro e fino a 55.000 euro;
- 43% per la parte di reddito oltre 55.000 euro.
La novità principale è quindi la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota applicata allo scaglione intermedio.
Il beneficio effettivo dipenderà dal reddito imponibile e dall’interazione con detrazioni e altre disposizioni fiscali.
Stipendi: tasse ridotte su aumenti contrattuali e lavoro su turni
La Manovra interviene anche sulla tassazione di alcune componenti della retribuzione.
Per determinati aumenti salariali derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nel settore privato viene proposta un’imposta sostitutiva del 5%, subordinata ai requisiti previsti dal testo.
Un’altra agevolazione riguarda alcune maggiorazioni e indennità collegate al lavoro notturno, festivo e su turni, per le quali è prevista una tassazione sostitutiva del 15%.
L’obiettivo delle disposizioni è ridurre il prelievo fiscale su specifiche voci dello stipendio, senza modificare indistintamente la tassazione di tutte le retribuzioni.
Giovani lavoratori e fringe benefit: le altre agevolazioni
Il DDL contiene anche un intervento fiscale rivolto ai giovani lavoratori.
Per i soggetti nati dopo il 1997, in presenza delle condizioni reddituali stabilite dalla norma, è prevista un’imposta sostitutiva dell’1% su determinati incrementi retributivi, entro un limite di 2.500 euro.
Sul fronte dei benefici aziendali, vengono inoltre confermate o disciplinate soglie agevolate per i fringe benefit, con un trattamento più favorevole per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.
Si tratta di strumenti distinti dagli aumenti contrattuali: per valutarne gli effetti sarà necessario verificare i requisiti e le modalità applicative di ciascuna disposizione.
Bonus assunzioni e incentivi per le imprese
Il disegno di legge interviene sulle agevolazioni per l’occupazione, prevedendo la prosecuzione di specifici incentivi contributivi e misure dirette a favorire nuove assunzioni.
Particolare attenzione è riservata all’occupazione giovanile e femminile, anche attraverso strumenti fiscali e contributivi destinati ai datori di lavoro che rispettano i requisiti previsti.
Sono inoltre contenute disposizioni relative agli ammortizzatori sociali e alla prosecuzione di alcuni interventi straordinari di sostegno al reddito.
Per le imprese e i professionisti sarà importante distinguere tra incentivi prorogati, nuove agevolazioni e misure che richiederanno successivi provvedimenti attuativi.
Pensioni 2027: proroga dell’Ape sociale e incentivi a restare al lavoro
Oltre alle modifiche alla rivalutazione, il DDL propone la proroga dell’Ape sociale fino al 31 dicembre 2027.
La misura continuerebbe a consentire, ai lavoratori appartenenti alle categorie tutelate e in possesso dei requisiti richiesti, l’accesso all’indennità a partire da 63 anni e 6 mesi.
Sono previste anche disposizioni per incentivare la permanenza al lavoro di chi ha maturato determinati requisiti pensionistici.
Per il pubblico impiego, inoltre, il testo interviene sui tempi di liquidazione del trattamento di fine servizio, prevedendo una riduzione graduale di alcuni termini a partire dagli anni successivi al 2027, con riferimento alle fattispecie indicate dalla norma.
Bonus mamme 2027: fino a 100 euro al mese
Tra le misure rivolte alle famiglie figura il rafforzamento del sostegno economico alle madri lavoratrici.
Il disegno di legge prevede un contributo di 100 euro mensili, erogato con cadenza trimestrale, alle lavoratrici con almeno due figli e con reddito annuo da lavoro non superiore a 40.000 euro.
Per le madri con due figli, il beneficio è collegato all’età del figlio più piccolo, fino al compimento dei dieci anni. Per quelle con almeno tre figli, il limite è elevato a diciotto anni.
La disposizione prevede condizioni ed esclusioni specifiche, tra cui quella relativa alle lavoratrici domestiche.
Congedi parentali, asili nido e sostegni alla natalità
Il DDL contiene ulteriori interventi per favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia.
In particolare, viene proposta una modifica alla disciplina dei congedi parentali, con un ampliamento dei periodi aggiuntivi previsti in determinate situazioni e una differenziazione in base al numero dei figli.
Per alcune categorie di lavoratori autonomi è inoltre previsto un sostegno economico destinato ai servizi di cura dell’infanzia, fino a 500 euro mensili per un massimo di tre mesi, secondo i requisiti stabiliti dalla norma.
Tra le altre misure figura anche un fondo denominato Valore nuovi nati, finalizzato a promuovere forme di risparmio e sostegno economico per i nuovi nati.
Pensionati over 75: una carta sanitaria da 300 euro
Una misura specifica è destinata ai pensionati più anziani.
Il testo propone una carta sanitaria del valore di 300 euro per i pensionati di almeno 75 anni che abbiano percepito nel 2025 trattamenti pensionistici complessivi non superiori a 28.000 euro.
Il beneficio è destinato a sostenere determinate spese sanitarie, secondo le modalità previste dalla disposizione e dagli eventuali atti attuativi.
È importante non confondere il requisito reddituale previsto per questa misura con una soglia ISEE: il riferimento contenuto nel testo riguarda l’importo complessivo dei trattamenti pensionistici.
Bonus casa 2027: detrazioni per ristrutturazioni e mobili
Sul fronte delle agevolazioni edilizie, il disegno di legge prevede la prosecuzione di alcune detrazioni fiscali.
Per gli interventi di recupero edilizio, la proposta distingue tra le spese relative all’abitazione principale e quelle sostenute per altri immobili, con aliquote rispettivamente del 50% e del 36%, alle condizioni previste.
È contemplata anche la prosecuzione del bonus mobili, con detrazione del 50% entro il limite di spesa previsto dalla disciplina.
Altre disposizioni interessano le agevolazioni per l’acquisto della prima casa e gli strumenti di garanzia sui mutui.
Pubblico impiego: tassazione agevolata e assunzioni
Per i dipendenti pubblici, il DDL prevede una tassazione sostitutiva del 15% su determinate componenti del trattamento accessorio, entro il limite di 800 euro e per i lavoratori che rispettano la soglia reddituale prevista.
Il provvedimento interviene inoltre sulle facoltà assunzionali di alcune amministrazioni, introducendo limiti e regole specifiche per il 2027.
Non si tratta, però, di un blocco generalizzato delle assunzioni pubbliche: gli effetti devono essere valutati in relazione alle amministrazioni e alle fattispecie effettivamente interessate.
Sanità e welfare: più risorse e sostegni mirati
Il disegno di legge comprende anche interventi sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale, con un incremento delle risorse previste per il 2027.
Sul versante del welfare, accanto ai sostegni alle famiglie e agli anziani, sono presenti misure destinate alla protezione del reddito e alla gestione di specifiche situazioni di difficoltà occupazionale.
Le singole disposizioni hanno destinatari e requisiti differenti: non tutte le risorse stanziate si traducono quindi in bonus direttamente richiedibili dai cittadini.
Quando diventerà legge la Manovra 2027?
Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri, il disegno di legge passa all’esame del Parlamento.
Il percorso prevede l’analisi nelle commissioni competenti, la discussione degli emendamenti e il voto delle due Camere. Camera e Senato devono approvare lo stesso testo, eventualmente attraverso più passaggi parlamentari.
La legge di bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre 2026, per consentire l’entrata in vigore delle disposizioni dal 1° gennaio 2027, salvo decorrenze differenti previste dalle singole norme.
Tecnicamente non si parla di conversione in legge, espressione riferita ai decreti-legge, ma di approvazione parlamentare del disegno di legge.
Fino alla pubblicazione della legge definitiva in Gazzetta Ufficiale, quindi, nessuna delle novità contenute nel DDL può essere considerata definitivamente approvata.
Per lavoratori, pensionati, famiglie e imprese, le prossime settimane saranno decisive per capire quali misure resteranno invariate e quali subiranno modifiche durante l’iter parlamentare.
