Naspi 2021, nuovi requisiti: il dl Sostegni amplia la platea dei beneficiari

A seguito del decreto Sostegni cambiano i requisiti della Naspi 2021 che è ora accessibile a più persone; esclusa invece la proroga.


Tra le tante novità introdotte dal recente decreto Sostegni, che incidono su una pluralità di settori, tra cui lavoro e fisco, ecco anche quelle in tema di requisiti Naspi. Forse qualcuno potrà restare deluso, ma al posto della proroga della Naspi, nel primo maxi provvedimento economico del Governo Draghi, ci sono i nuovi stanziamenti per il reddito di emergenza, ma soprattutto è disposta una nuova flessibilità per quanto riguarda i requisiti di accesso al sussidio di disoccupazione, per tutto il 2021.

Ecco allora che la platea dei destinatari dell’assegno di disoccupazione risulta ampliata, tanto che nel lasso di tempo tra il 23 marzo e il 31 dicembre 2021, detta indennità è assegnata anche a chi non ha almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi anteriori. Quest’ultimo finora era stato un requisito imprescindibile per ottenere l’aiuto economico in oggetto.

Cerchiamo dunque di capire più nel dettaglio quali sono le novità disposte dal dl Sostegni in tema, ma prima ricordiamo in breve cos’è la disoccupazione NASpI.

Naspi: che cos’è in breve

Prima di rivolgere l’attenzione sulle ultime novità in tema di nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI), vediamo quali sono i tratti essenziali dell’istituto. La Naspi consiste in una prestazione economica prevista per gli eventi di disoccupazione involontaria – ossia non dipendente direttamente dal comportamento o condotta del lavoratore – verificatisi, a partire dal primo maggio 2015. Di detto contributo possono beneficiare la generalità dei lavoratori subordinati, gli apprendisti e i dipendenti a tempo determinato della PA, ma attenzione perchè la legge – come vedremo tra poco – prevede alcune rilevanti esclusioni dal beneficio.

Leggi anche: NASpI: requisiti, importo, durata e calcolo della disoccupazione INPS

L’indennità citata ha la peculiarità di sostituire i precedenti aiuti economici contro la disoccupazione, denominati Aspi e Mini-Aspi, che, tuttavia, sono ancora erogati verso i  lavoratori che hanno perso il lavoro senza loro colpa, prima del primo maggio 2015. Detto versamento è valevole fino al completo esaurimento dei fondi ad hoc. Chiaramente, finalità della Naspi è dare una concreta tutela economica a chi non ha più un reddito da lavoro.

La Naspi è stata introdotta dal decreto legislativo n. 22 del 2015, attuativo della legge delega n. 183 del 2014 (Jobs Act), con il quale si è effettuato il riordino degli ammortizzatori sociali. Ma vero è che negli ultimi tempi si sta discutendo di un nuovo imponente intervento proprio sul tema degli ammortizzatori.

Chi è escluso dal beneficio?

Come indicato dal sito ufficiale dell’Inps, vi sono alcune categorie di soggetti che sono escluse dal beneficio. Vediamo nell’elenco che segue quali sono:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle PA;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per cui permane confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno ottenuto i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • operai agricoli, sia a tempo determinato che indeterminato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, se non optano per la Naspi.

Ricordiamo altresì che la Naspi è erogata su specifica iniziativa e domanda dell’interessato. In ogni caso, per tutte le informazioni di dettaglio sulla nuova assicurazione sociale per l’impiego, rimandiamo alla nostra guida completa sull’indennità.

Naspi 2021, nuovi requisiti: che cosa cambia con il decreto Sostegni

Come anticipato in premessa il sussidio di disoccupazione, in base alle regole del Dl Sostegni spetterà ad un maggior numero di soggetti. Infatti, lart. 6 del decreto n. 41 del 2021 (Decreto Sostegni) dispone che per i trattamenti concessi a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, vale a dire il 23 marzo, e fino al 31 dicembre 2021, l’indennità in oggetto sia riconosciuta senza indugio, a tutti coloro che abbiano perso il lavoro senza loro colpa, e che in ragione di ciò, risultino disoccupati e abbiano almeno 13 settimane di contribuzione, nei 4 anni anteriori al periodo di disoccupazione.

Ciò che balza all’occhio, leggendo con un po’ di attenzione il testo del decreto legge, è che non è previsto il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo, indipendentemente dal minimale contributivo. Insomma, per la disoccupazione Naspi 2021, le nuove regole escludono il requisito lavorativo delle trenta giornate di lavoro nei dodici mesi anteriori all’inizio del periodo di disoccupazione. Per completezza, ricordiamo comunque che per il calcolo di questo requisito, si faceva riferimento finora alle giornate di effettiva presenza al lavoro, senza contare la loro durata oraria. E si parlava finora di giornate di calendario, quindi valeva il periodo dal – al (non dovevano essere giornate lavorate).

Insomma, detto requisito lavorativo temporaneamente viene meno, seppur ordinariamente previsto per il diritto alla Naspi. E ciò in base all’articolo 3, comma 1, lettera c, del d. lgs. n. 22 del 2015 citato. In altre parole, non viene richiesto nel periodo suddetto, ossia dal 23 marzo al 31 dicembre 2021, in ragione dell’emergenza coronavirus e delle conseguenze derivate sul piano economico e lavorativo.

La mancata proroga Naspi è stata sostituita dal REM esteso

I più attenti osservatori hanno già notato che nel testo del DL Sostegni, la Naspi è stata dunque – da un lato – resa più accessibile; ma dall’altro non è stata prevista una proroga dell’ammortizzatore sociale, sostituita invece da ulteriori 3 mesi di reddito di emergenza; ossia quella misura di sostegno specificamente rivolta a chi non accede già ad altri aiuti, tra cui il reddito di cittadinanza.

Ciò in qualche modo si contrappone a quanto deciso nel 2020: infatti l’anno scorso i decreti economici anti Covid avevano invece predisposto ulteriori mensilità per coloro i quali terminavano di percepire il sussidio durante la fase di emergenza Covid. Nel dettaglio, si è trattato di una proroga di 2 mensilità con il decreto Rilancio e di ulteriori 2 con il decreto Agosto; per coloro i quali terminavano di incassare il contributo entro il mese di giugno 2020. Con il decreto Sostegni, come detto, la proroga non è più stata prevista. Ecco perchè, per controbilanciare, nel 2021 si è avuta l’estensione e il potenziamento del reddito di emergenza, in specifici casi, verso coloro che non hanno terminato di usufruire della Naspi.

Infatti, l‘art. 12 del decreto legge Sostegni dispone tre quote di reddito di emergenza pari a 400 euro l’una, per un totale dunque di 1.200 euro, per coloro i quali hanno terminato di usufruire, tra il primo luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, della Naspi. Attenzione però ad un requisito imprescindibile per ottenere il REM: è obbligatorio avere un ISEE massimo entro i 30mila euro, altrimenti non sarà maturato il diritto alle quote.

Con un requisito in meno, nel 2021 aumentano i beneficiari della Naspi

Ricapitolando, per le prossime domande di Naspi da qui a fine anno, per poter conseguire il diritto alla prestazione in oggetto, occorre semplicemente avere i requisiti relativi:

  • allo status di disoccupato involontario;
  • alle 13 settimane di contribuzione pagate nel quadriennio anteriore all’inizio del periodo di disoccupazione.

In questo nuovo contesto normativo, dovrebbero così essere ammessi tra gli aventi diritto al sussidio di disoccupazione dei dipendenti e assimilati, una platea di potenziali ulteriori beneficiari corrispondente a circa 130mila persone; rimasti esclusi fino ad adesso in ragione del requisito ordinario delle 30 giornate, di cui al decreto legislativo n. 22 del 2015.

Concludendo, rimarchiamo altresì che l’indennità in oggetto è parametrata alle settimane di lavoro svolto. E’ infatti versata per un numero di settimane corrispondente alla metà di quelle degli ultimi 4 anni con relativo pagamento dei contributi. Ne consegue che il massimo che si può incassare è un sussidio pari ad un biennio di durata. E, circa l’importo della prestazione, si può ottenere il 75% dell’ultima retribuzione mensile media percepita.

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