NASpI: cumulabilità con borse di studio, stage e tirocini e altre precisazioni

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Circolare INPS 174 del 2017. Precisazioni sulla compatibilità della NASpI con alcune tipologie di attività lavorativa e con alcune tipologie di reddito.

Il 23 novembre 2017, l’INPS ha emanato la Circ. 174/2017, con riferimento al D. Lgs. 22/2015, fornendo chiarimenti ed istruzioni operative sulla cumulabilità tra trattamento Naspi, residui di trattamento Aspi e Mini Aspi ed altri redditi.

La circolare prende inoltre in esame anche i casi di cumulabilità della NASpI con Borse di Studio, Stage e Tirocini, iscrizione ad Albi professionali, possesso o nuove aperture di partita IVA attiva ed incentivi all’autoimprenditorialità.

NASpI e cumulabilità con redditi e lavoro: norma di riferimento

Il D. Lgs. 22/2015 agli Artt. 9 e 10 ha enunciato le condizioni di cumulabilità:

  • La comunicazione all’Inps entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa del reddito annuo presunto;
  • Beneficio del trattamento Naspi pari all’80% del dovuto, in presenza di altri redditi da lavoro.

I casi di cumulabilità

  • nuovo lavoro subordinato;
  • permanere di un rapporto di lavoro subordinato a tempo parziale, contemporaneo alla cessazione di un altro rapporto a tempo subordinato che abbia consentito il beneficio del trattamento Naspi;
  • lavoro autonomo nuovo o preesistente e quindi concomitante al lavoro subordinato cessato (come già chiarito nella precedente Circ. 94/2015);
  • lavori di tipo accessorio, lavoro intermittente, redditi prodotti all’estero o di collaborazione. 

NASpI e Borse di studio, stage e tirocini professionali, attività sportiva dilettantistica

La Circolare precisa quando tali redditi siano cumulabili con il trattamento Naspi.

  • L’INPS infatti, riferendosi all’Art. 50 del Tuir, relativo ai redditi assimilati al lavoro dipendente ed all’Art. 67 lett. m, altri redditi, i.e., i premi ed i compensi erogati nell’esercizio di attività sportive dilettantistiche nell’ambito del CONI, ed altri enti Nazionali riconosciuti (U.N.I.R.E. ad es.), precisa che tali redditi non siano riconducibili al lavoro dipendente, poiché non correlati ad effettiva continuata remunerazione e pertanto, non debbano essere oggetto di comunicazione durante il percepimento del trattamento di disoccupazione.
  • Diverso è invece il caso in cui si tratti di attività remunerata come attività lavorativa, come nel caso di assegni e dottorati di ricerca che, ricadono nell’ambito della prestazione DIS-COLL, come indennizzo per gli eventi di disoccupazione involontaria ex Art. 7 della norma 81/2017, a cui si applica la disciplina D. Lgs. 22/2015, riferimento della Circolare in esame. 

Il succitato Art. 9 prevede in questo caso, un tetto massimo annuo di reddito sino ad 8000,00 Euro e l’obbligo di comunicazione entro 30 giorni all’INPS, pena il decadimento di accesso al beneficio.

Indennità di disoccupazione e compensi da prestazioni di lavoro occasionale

Sono regolamentati dal D. Lg. 50/2017, convertito e modificato nell’Art. 54 della Lg. 94/2017, individuando quelle attività che nel corso di anno, diano luogo a compensi non superiori ad Euro 5.000,00 per ciascun prestatore in riferimento alla totalità degli utilizzatori (c, 1) e quindi esenti da imposizione fiscale e senza riflesso sullo stato di disoccupazione (c, 4).

Leggi anche: NASpI 2017, requisiti durata importo e novità sulla disoccupazione universale

La Circolare 174/2015 conferma la piena cumulabilità con il trattamento Naspi, senza obbligo di comunicazione del compenso.

Iscritti ad albi professionali e liberi professionisti

La compatibilità di attività esercitate da soggetti professionisti iscritti ad Albi di categoria, non rientrano nell’alveo del D. Lgs. 22/2015, poiché gli stessi devolvono il gettito contributivo alle casse professionali di appartenenza, non gestite dall’INPS.

Nell’ottica di non agire in disparità, l’Istituto Previdenziale ha considerato il caso in cui il soggetto “avente diritto” al trattamento Naspi (provenendo quindi da cessata attività da lavoro dipendente anche parziale), diventi libero professionista e possa quindi richiedere il trattamento anticipato in un’unica soluzione per l’avvio di attività autonoma, ai sensi della legge no. 88/1989 oppure, come dall’ Art. 10 c, 1 del D. Lgs. 22/2015 potrà esercitare tale attività professionale e percepire il trattamento entro un reddito annuo di 4.800,00 Euro, informando debitamente l’INPS e dichiarando il reddito presunto anche pari a zero.

Presunzione di lavoro autonomo – Apertura di Partita IVA

L’iscrizione all’Albo professionale, l’apertura di posizione IVA e la dichiarazione di impegno, non costituiscono secondo l’INPS, l’effettivo svolgimento dell’attività in forma autonoma. La verifica dell’effettivo svolgimento viene pertanto demandata alle strutture territoriali in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e gli Albi professionali di riferimento.

Leggi anche: NASpI e Partita IVA, tutto quello che c’è da sapere

Infatti, qualora, pur in presenza di regolare svolgimento dell’attività, non vi sia stata comunicazione da parte dell’interessato circa il reddito presunto, il trattamento verrà cancellato, anche se l’attività autonoma fosse antecedente la richiesta Naspi, mentre se l’attività, seppur formalmente avviata, risultasse effettivamente non svolta, continuerà l’erogazione della prestazione.

Attività svolte in ambito societario, funzioni di Amministratore, Consigliere E Sindaco

La premessa è l’Art. 50 del TUIR – redditi assimilati al lavoro dipendente. L’INPS riconosce il Trattamento Naspi ex Art. 9 D. Lgs. 22/2015 (80%) anche nei casi di cessazione di incarico, ma svolto in relazione a rapporto di lavoro dipendente, con un limite annuo di Euro 8.000,00 e con l’obbligo di comunicazione del compenso presunto anche se pari a zero.

SOCIO: in Società di Persone e da Capitali

Il Socio che percepisce Reddito da Capitale (ex Art. 44 Tuir) non riconducibile a redditi di lavoro subordinato, autonomo o di impresa individuale, è ammesso all’intero trattamento Naspi.

Qualora invece, venisse a crearsi anche un rapporto di carattere subordinato, si avrà un reddito prodotto da attività di socio lavoratore che ricade nella disciplina dell’Art. 9, con limite reddituale pari ad 8.000,00 Euro e riduzione del trattamento all’80%, con obbligo di comunicazione.

S.a.s. – S.n.c. – SOCI in Società di Persone

In questa fattispecie trova applicazione l’Art. 10, poiché si tratta di reddito con obbligo di iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti, prodotto da attività abituale o prevalente (di soci e familiari – soci accomandatari e coadiutori), di carattere autonomo o di impresa, sui cui grava pertanto la riduzione del trattamento entro il limite annuo di Euro 4.800,00 con obbligo di comunicazione.

Soci di S.p.A. – S.a.p.a. – S.r.l. con partecipazione agli utili

Il trattamento Naspi potrà essere percepito nella sua totalità poiché il reddito è prodotto in forma di capitale, non riconducibile ad attività di lavoro dipendente, con un limite annuo di Euro 4.800,00 ed obbligo di comunicazione.

Incentivi all’autoimprenditorialità

NASpI – richiesta di liquidazione anticipata per avvio attività autonoma – d. lgs. 22/2015 art. 8

Il Soggetto in possesso dei requisiti per l’accesso al trattamento Naspi, in caso di avvio di attività autonoma, impresa individuale, socio di cooperativa o socio di capitale sociale, può richiederne la liquidazione anticipata in un’unica soluzione.

Nell’elenco fornito dall’INPS, tra le attività si annoverano:

  • Attività autonoma professionale in libera professione anche con iscrizione a casse professionali;
  • Attività di impresa artigiana, commerciale ed agricola;
  • Sottoscrizione di quote di capitale sociale in cooperativa mutualistica;
  • Costituzione S.r.l., S.r.l.s. e S.p.A, unipersonale con comunicazione al REA e versamento capitale sottoscritto- Qualora la responsabilità sia illimitata, il soggetto potrà beneficiare del trattamento come chi esercita impresa individuale;
  • Costituzione o ingresso in Società di Persone ed S.r.l., come attività di socio con reddito di impresa.

Il Socio esclusivamente di capitale non può adire al beneficio.

Come procedere

Entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività in forma autonoma (comunicazione CAMCOM – piattaforma Telemaco), a pena decadenza, il soggetto deve inviare con comunicazione telematica, la richiesta di liquidazione in un’unica soluzione, indicando se già percettore o meno del trattamento e per quale tipo di attività autonoma, intenda impiegare detta liquidazione.

Circolare INPS numero 174 del 23-11-2017

Per maggiori approfondimenti vi lasciamo alla lettura della Circolare INPS che alleghiamo qui di seguito:

  Circolare INPS numero 174 del 23-11-2017 (112,0 KiB, 110 download)
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Sull'Autore

Consulente del Lavoro (Albo di Lodi) Laureata in Scienze Politiche ed in Lingua e Letteratura italiana indirizzo classico, presso l’Università Statale di Milano, Master in Diritto ed Organizzazione del Lavoro Ynsead Paris. Dopo aver maturato una significativa esperienza nel mondo delle Risorse Umane, sono approdata, sostenendo l’esame di stato, nel mondo del Diritto del Lavoro. Esercito in un importante studio di Milano, occupandomi di grandi imprese e clientela internazionale.

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