Sicurezza sul lavoro Covid-19: possibili effetti penali per il datore di lavoro

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza i possibili risvolti penali per la mancata adozione delle misure anti-contagio Covid-19

Nell’ambito della “Fase 2” del piano emergenziale per Covid-19, un ruolo fondamentale è assunto dagli adempimenti del datore di lavoro in merito agli obblighi di sicurezza sul lavoro. Infatti, con il contestuale rientro al lavoro di milioni di lavoratori, risulta fondamentale attuare tutte le misure di prevenzione di contagio da Coronavirus. A tal proposito, il 14 marzo 2020 è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid19 negli ambienti di lavoro”. Tale documento contiene linee guida condivise per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio negli ambienti di lavoro.

La prosecuzione delle attività produttive, fa presente il Governo, può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. È, dunque, obiettivo prioritario del Governo e delle organizzazioni datoriali e sindacali coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative.

Sul punto, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, con l’Approfondimento del 7 maggio 2020, individua i possibili effetti penali che l’inosservanza delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro possono portare.

Sicurezza sul lavoro Covid-19: quali obblighi a carico del datore

Le imprese interessate dalla riapertura nella “Fase 2” sono tenute a:

  • adottare i protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, usare i DPI;
  • incentivare le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro.

In sintesi, le misure di precauzione che le imprese devono adottare all’interno dei propri luoghi di lavoro per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro consistono nel dovere di:

  • informare tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità;
  • regolamentare le “modalità di ingresso in azienda” dei lavoratori, dei “fornitori esterni”, dei “trasportatori” e dei “visitatori”;
  • effettuare pulizia giornaliera e sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago;
  • imporre che “le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani” e usino “dispositivi di protezione individuale”;
  • disciplinare l’accesso “agli spazi comuni” dell’azienda e la permanenza in essi; “gli spostamenti interni, le riunioni e gli eventi interni”, così come “l’entrata e l’uscita dei dipendenti”;
  • far proseguire “la sorveglianza sanitaria perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale.

Le misure raccomandate nel Dpcm 11 marzo 2020 e demandate, quanto alla loro individuazione, a un Protocollo attuativo, sono poste come condizione essenziale affinché “le imprese le cui attività non sono sospese” possano proseguire.

È di tutta evidenza, pertanto, che l’adozione di tali misure ha assunto carattere “obbligatorio”. Quindi, nei casi di inosservanza o non idoneità di queste, entrano in gioco profili di responsabilità anche di natura penale a carico del datore di lavoro.

Obblighi di sicurezza sul lavoro Covid-19: sanzioni penali

L’art. 4 del D.L. n. 19/2020 stabilisce le sanzioni (penali e amministrative) da applicarsi per le violazioni, in particolare, degli obblighi di sicurezza. In particolare, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento da euro 400 a euro 3.000. Alla violazione della condotta imposta dalla norma è stato riservato un trattamento punitivo improntato ad estrema severità.

Infatti, oltre alla sanzione penale o amministrativa (a seconda della gravità e delle conseguenze della condotta) è prevista quella amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, approfondimento del 7 maggio 2020

Alleghiamo infine l’approfondimento del 7 maggio 2020 della Fondazione Studi per la sua completa lettura.

download   Approfondimento FS CdL del 7 maggio 2020
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Fonte: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

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