Lavoro nero, collaborazioni e partite IVA, 50% delle aziende irregolari

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Ministero del Lavoro: i dati dell'attività di vigilanza per i primi 9 mesi del 2013. In aumento lavoro nero, finte collaborazioni e partite IVA

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con comunicato stampa del 29 novembre 2013 ha reso noti i risultati dell’attività di vigilanza sulla mancata applicazione delle norme previdenziali e della prevenzione e sicurezza del lavoro relativi ai primi 9 mesi del 2013.

Nel periodo gennaio-settembre 2013 sono state ispezionate quasi 102 mila aziende, con un lieve aumento rispetto allo stesso periodo nel 2012 e nel 55% delle aziende controllate, sono risultate delle irregolarità. Quindi oltre la metà delle aziende ispezionate ha riportato irregolarità più o meno gravi.

Il dato così elevato di aziende irregolari, continua la nota, è dovuto maggiormente al fatto che le ispezioni sono molto spesso mirate e solo in minima parte casuali, questo grazie alla lettura dei database a disposizione degli organi di vigilanza. E’ dovuta altresì ad una specifica strategia del Ministero, mirata a concentrare le verifiche verso obiettivi significativi in relazione a fenomeni irregolari di rilevanza sociale: lavoro nero, tutela dei minori, sfruttamento extracomunitari clandestini, elusione contributiva e sicurezza sul lavoro.

Durante le ispezioni sono state controllate più di 200 mila posizioni lavorative (in diminuzione del 29,3% rispetto a gennaio-settembre 2012) che hanno portato all’individuazione di oltre 91 mila lavoratori irregolari, di cui 32.548 totalmente in nero (pari al 36% dei lavoratori irregolari). L’aumento del lavoro irregolare rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è pari al 5%.

Tra i rapporti di lavoro irregolari sono risultati 439 casi di violazione penale per impiego di lavoratori minori e 816 lavoratori extracomunitari clandestini.

Il lavoro irregolare è diffuso in tutti i settori di attività economica, tuttavia la quota del lavoro nero si annida maggiormente in agricoltura (58% degli irregolari) e nell’edilizia (43%).

Tutti gli altri fenomeni, quali ad esempio appalti illeciti, l’uso non corretto del contratto di somministrazione e le violazioni della disciplina in materia di orario di lavoro hanno subito una decisa riduzione.

Il 25,8% delle aziende ispezionate ha riportato irregolarità rispetto alle norme di prevenzione e sicurezza del lavoro.

Infine, si conclude la nota stampa, nonostante gli irrigidimenti previsti dalla legge 92 del 2012, si è riscontrato un aumento delle “riqualificazioni” dei rapporti di lavoro, che avvengono nel caso in cui l’ispettore giudica diversamente un rapporto di lavoro, sia dipendente sia autonomo, come nel caso delle collaborazioni a progetto non genuine e delle false partite Iva.

Le riqualificazioni intese come sopra hanno riguardato il 26% dei lavoratori irregolari, con un aumento di 6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Dal punto di vista finanziario, le sanzioni per le irregolarità riscontrate ammontano complessivamente a 78,1 milioni di euro, con una diminuzione di circa 13 milioni di euro (-14,2%) rispetto all’anno precedente.

Fonte: http://www.lavoro.gov.it

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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