A seguito della proroga prevista dalla legge di bilancio 2026, l’INPS ha adeguato i propri sistemi informatici e riattivato le procedure per la presentazione delle domande di APE Sociale.
L’estensione della misura, disposta dall’articolo 1, comma 162, della legge n. 199/2025, trova ora piena applicazione sul piano operativo grazie a un messaggio 128 del 14 gennaio 2026, con cui viene confermata la possibilità di richiedere la verifica delle condizioni di accesso fino al 31 dicembre 2026.
Restano invariati sia l’ambito soggettivo dei beneficiari sia le finestre temporali entro cui presentare le istanze, consentendo così la continuità dello strumento anche per chi matura i requisiti nel corso del 2026. Passiamo quindi ad una breve analisi del documento di prassi dell’Istituto.
Cos’è l’APE Sociale e perché conta nel 2026
L’APE Sociale non è una pensione anticipata in senso stretto, ma un assegno ponte che accompagna il lavoratore fino alla pensione di vecchiaia. È una misura pensata per chi si trova in una situazione di fragilità lavorativa o personale e non riesce a restare nel mercato del lavoro fino ai 67 anni.
Senza la proroga, lo strumento sarebbe scaduto a fine 2025. Con l’estensione, rientrano anche coloro che maturano i requisiti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.
Chi può accedere all’APE Sociale
Le categorie ammesse restano invariate e ben delimitate. Possono presentare domanda:
- lavoratori disoccupati che hanno terminato completamente la NASpI o altra indennità;
- persone con invalidità civile pari o superiore al 74%;
- caregiver che assistono familiari con disabilità grave;
- lavoratori dipendenti impegnati in mansioni gravose.
Il requisito anagrafico è fissato a 63 anni e 5 mesi. Sul fronte contributivo servono 30 anni di contributi, che diventano 36 anni per chi svolge lavori gravosi. Per le madri è confermata la riduzione fino a due anni del requisito contributivo, in base al numero di figli.
Quanto si prende con l’APE Sociale
L’importo dell’assegno corrisponde alla pensione maturata al momento della domanda, ma non può superare i 1.500 euro lordi mensili. L’indennità viene erogata per 12 mensilità all’anno e termina automaticamente al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia.
È possibile raggiungere il requisito contributivo anche tramite cumulo dei periodi assicurativi INPS, sommando i contributi versati in più gestioni (restano escluse le casse professionali).
Attenzione ai redditi da lavoro: regole più rigide
Questo è uno dei punti più delicati. Dal 2024 l’APE Sociale è incompatibile con redditi da lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui.
Chi percepisce l’APE ed avvia o riprende un’attività lavorativa deve comunicarlo tempestivamente all’INPS. Il superamento dei limiti comporta decadenza dal beneficio e recupero delle somme.
Domanda APE Sociale 2026: come e quando presentarla
Il primo passaggio è la domanda di verifica delle condizioni di accesso. Può essere presentata:
- online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS;
- tramite patronato;
- tramite Contact Center.
Le tre finestre temporali da segnare in agenda sono:
- entro il 31 marzo 2026;
- entro il 15 luglio 2026;
- entro il 30 novembre 2026.
Le domande tardive vengono accolte solo se restano risorse disponibili. Un dettaglio spesso trascurato ma decisivo: chi ha già tutti i requisiti deve presentare subito anche la domanda di APE Sociale, insieme alla verifica, per non perdere mensilità di assegno.
Un cenno al contesto: perché l’APE Sociale resta l’unica strada aperta
Negli ultimi anni il sistema pensionistico ha visto susseguirsi diverse misure di uscita anticipata, come Quota 103 e Opzione Donna, tutte però caratterizzate da una durata temporanea e da requisiti via via più restrittivi.
Con la legge di bilancio 2026, nessuna di queste formule è stata prorogata, lasciando come unico strumento ancora operativo l’APE Sociale oltre che la normale pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne).
La conferma di APE Sociale fino al 31 dicembre 2026 segna quindi una scelta precisa: mantenere una sola misura di flessibilità in uscita, mirata esclusivamente alle categorie considerate più fragili e con un impatto finanziario controllato.
Perché conviene muoversi ora
Per chi è vicino ai requisiti, il 2026 rappresenta una delle ultime vere opportunità di uscita anticipata tutelata, prima di un possibile riassetto complessivo del sistema pensionistico.
In sintesi: requisiti chiari, tempi stretti, margini di errore ridotti. Chi pensa di rientrare nell’APE Sociale farebbe bene a verificare subito la propria posizione contributiva e agire con anticipo.
APE Sociale 2026 – Schema riepilogativo
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Misura | APE Sociale (anticipo pensionistico) |
| Validità | Fino al 31 dicembre 2026 |
| Fonte operativa | Messaggio INPS n. 128/2026 |
| Età minima | 63 anni e 5 mesi |
| Contributi richiesti | 30 anni ( 36 anni per lavori gravosi ) |
| Agevolazione madri | −1 anno per figlio, fino a −2 anni (min. 28 o 34 anni) |
| Categorie ammesse | Disoccupati senza ammortizzatori, invalidi ≥74%, caregiver, lavoratori gravosi |
| Cumulo contributivo | Ammesso tra gestioni INPS |
| Casse professionali | Escluse dal cumulo |
| Importo mensile | Pari alla pensione maturata |
| Importo massimo | 1.500 € lordi al mese |
| Mensilità | 12 (nessuna tredicesima) |
| Durata | Fino alla pensione di vecchiaia |
| Età pensione di vecchiaia | 67 anni (con futuri adeguamenti) |
| Compatibilità lavoro | Incompatibile con lavoro dipendente e autonomo |
| Eccezione redditi | Lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 € lordi annui |
| Obbligo comunicazioni | Sì, in caso di ripresa attività o superamento limiti |
| Finestre domanda 2026 | 31 marzo – 15 luglio – 30 novembre |
| Domande tardive | Valutate solo se restano risorse |
| Nota fondamentale | Chi ha già i requisiti deve presentare verifica + domanda APE insieme |
