La pubblicazione dei cedolini della pensione di febbraio 2026 è iniziata il 20 gennaio e, a questo punto, tutti i pensionati dovrebbero poter consultare il dettaglio completo. Dopo i consueti rallentamenti iniziali, il cedolino è ora visibile nel fascicolo previdenziale dell’INPS, sia da sito web sia tramite app, con tutte le voci aggiornate.
Febbraio è un mese particolarmente rilevante perché, oltre all’assegno ordinario, arrivano anche gli arretrati legati alla rivalutazione e, per alcune categorie, nuovi aumenti effettivi sull’importo mensile.
Pensione di febbraio 2026: come funzionano gli aumenti
L’adeguamento degli importi tiene conto dell’aumento del costo della vita ed è applicato con percentuali differenziate, pensate per tutelare maggiormente i redditi più bassi.
Trattamenti minimi
Per chi percepisce la pensione minima, l’importo base sale a 611,85 euro mensili, grazie alla rivalutazione ordinaria dell’1,4%.
A questo si aggiunge una maggiorazione ulteriore, confermata anche per il 2026, che porta l’assegno complessivo a circa 619,80 euro al mese. È la fascia che beneficia dell’incremento più consistente.
Pensioni fino a 4 volte il minimo
Per tutti gli assegni superiori al minimo e fino a circa 2.413 euro lordi mensili, la rivalutazione viene riconosciuta per intero, con l’applicazione completa dell’1,4% sull’importo.
Pensioni medio-alte e alte
Superata la soglia delle quattro volte il minimo, entra in gioco il meccanismo a percentuali decrescenti:
- tra 4 e 5 volte il minimo, l’aumento effettivo è pari a circa +1,26%
- oltre le 5 volte il minimo, la rivalutazione scende a circa +1,05%
In questi casi l’adeguamento non viene applicato sull’intero importo, ma in modo progressivo, riducendo l’impatto sugli assegni più elevati.
Arretrati: perché arrivano a febbraio
L’aumento previsto decorre dal 1° gennaio 2026, ma in molti casi non è stato visibile nel cedolino di gennaio. Il motivo è puramente tecnico: i ricalcoli non sono stati completati in tempo.
Per questo, nel cedolino di febbraio i pensionati trovano:
- il nuovo importo rivalutato
- gli arretrati relativi a gennaio, accreditati in un’unica soluzione
Il risultato è un assegno di febbraio più alto del normale, proprio grazie al recupero delle somme non corrisposte nel primo mese dell’anno.
Data di pagamento della pensione di febbraio 2026
La data ufficiale di pagamento è lunedì 2 febbraio 2026, valida per:
- accredito su conto corrente bancario
- accredito su conto o libretto postale
- accredito su carta con IBAN
Per i titolari di conto BancoPosta, l’importo risulta generalmente disponibile già da domenica 1° febbraio, nonostante la data contabile resti il 2.
Chi ritira la pensione in contanti allo sportello postale dovrà invece attenersi alle turnazioni alfabetiche, distribuite su più giorni. I calendari vengono resi disponibili presso gli uffici postali e sui canali informativi di Poste Italiane.
Trattenute fiscali: cosa resta invariato
Dal punto di vista fiscale, febbraio non introduce novità:
- aliquote IRPEF ancora invariate
- presenti le addizionali regionali e comunali a saldo
Per molti pensionati, invece, terminano i conguagli fiscali a debito che avevano ridotto il netto di gennaio. Da marzo tornerà anche l’acconto dell’addizionale comunale, che inciderà nuovamente sull’importo mensile.
In sintesi
- Cedolino disponibile per tutti dopo l’avvio del 20 gennaio
- Aumenti e arretrati riconosciuti a febbraio
- Maggior tutela per pensioni minime e medio-basse
- Pagamento il 2 febbraio 2026 (1° febbraio per alcuni conti postali)
- IRPEF invariata, addizionali regolarmente applicate
Il cedolino di febbraio 2026 non è quindi un semplice mese di transizione: per molti pensionati rappresenta il vero punto di partenza economico dell’anno, con importi finalmente aggiornati e arretrati recuperati.
