Il cedolino della pensione di settembre 2026 è ormai in arrivo. La pubblicazione ufficiale da parte dell’INPS è attesa a breve, indicativamente dal 20 agosto, ma già in queste ore molti pensionati stanno cercando di capire quale sarà l’importo del prossimo assegno e soprattutto se ci saranno aumenti, rimborsi o nuove trattenute.
Settembre, infatti, non sarà necessariamente uguale per tutti. Sul netto possono incidere i conguagli del modello 730/2026, le consuete trattenute fiscali, eventuali recuperi avviati dall’INPS e, per una particolare categoria di pensionati, anche la seconda trattenuta del 5% legata alla mancata comunicazione dei redditi 2022.
La data di pagamento, invece, non presenta particolari complicazioni: la pensione di settembre sarà disponibile martedì 1° settembre 2026, sia presso Poste Italiane sia presso le banche.
Vediamo quindi cosa sappiamo già e cosa conviene controllare non appena il nuovo cedolino sarà disponibile.
Cedolino pensione settembre 2026: quando sarà disponibile
Al momento in cui scriviamo, 19 agosto, il cedolino ufficiale INPS relativo alla mensilità di settembre non risulta ancora disponibile per tutti i pensionati.
La pubblicazione completa è attesa nelle prossime ore, verosimilmente a partire dal 20 agosto. L’aggiornamento, tuttavia, può avvenire progressivamente e non è detto che tutti riescano a visualizzare il documento nello stesso momento.
Una volta pubblicato, il cedolino permetterà di conoscere non soltanto il netto che sarà effettivamente accreditato, ma anche tutte le singole voci che hanno determinato l’importo: IRPEF, addizionali, conguagli, recuperi, rimborsi e altre eventuali trattenute.
Il servizio INPS dedicato al cedolino permette inoltre di confrontare le mensilità e verificare le ragioni di eventuali variazioni dell’assegno.
L’importo di settembre potrebbe essere visibile prima del cedolino
C’è però un aspetto interessante per chi non vuole aspettare la pubblicazione del documento ufficiale.
Le elaborazioni informatiche relative alla rata di settembre sono già state avviate nelle scorse settimane. Non a caso, nell’area INPS dedicata alla cessione del quinto è stato comunicato che le operazioni di estrazione della cedola di settembre 2026 erano previste tra il 7 e il 12 agosto.
Questo significa che i dati relativi alla prossima mensilità sono già in lavorazione nei sistemi dell’Istituto.
In alcuni casi il pensionato può quindi riuscire a trovare informazioni sul pagamento prima ancora che compaia il tradizionale PDF del cedolino.
Una delle strade da provare è accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS e consultare il proprio Fascicolo previdenziale del cittadino, verificando le informazioni relative alla pensione e ai pagamenti.
Se compare già il pagamento riferito a settembre 2026, è possibile avere un’anticipazione dell’importo che sarà successivamente riportato nel cedolino.
Bisogna però considerare questo dato come un’anteprima: per conoscere esattamente la composizione dell’assegno e capire il motivo di eventuali differenze rispetto ad agosto è opportuno attendere il cedolino ufficiale.
Pensioni settembre 2026: pagamento martedì 1° settembre
Nessun dubbio, invece, sulla data di pagamento.
Il calendario INPS per il 2026 stabilisce per settembre la disponibilità della pensione il:
martedì 1° settembre 2026.
La data coincide con il primo giorno bancabile del mese e vale sia per gli accrediti presso Poste Italiane sia per quelli effettuati attraverso gli istituti bancari.
A differenza di quanto accaduto in altri mesi dell’anno, quindi, a settembre non ci sarà alcuna differenza tra pensionati che ricevono l’assegno alle Poste e pensionati che hanno scelto l’accredito bancario.
Rimborso 730 sulla pensione di settembre: per qualcuno può arrivare adesso
Una delle voci più interessanti da controllare riguarda il modello 730/2026.
A partire dalla pensione di agosto, l’INPS ha iniziato a effettuare le operazioni di assistenza fiscale per i pensionati che hanno indicato l’Istituto come sostituto d’imposta.
Non tutti, però, ricevono il conguaglio nello stesso mese.
La tempistica dipende anche da quando l’INPS riceve dall’Agenzia delle Entrate le risultanze della dichiarazione. Di conseguenza, chi non ha trovato il rimborso sulla pensione di agosto potrebbe vederlo comparire in una mensilità successiva, compresa quella di settembre.
Se dal 730 emerge un credito, l’importo viene aggiunto alla pensione e il netto può quindi risultare sensibilmente più alto.
La situazione opposta riguarda chi ha un 730 a debito: in questo caso l’INPS effettua la trattenuta delle imposte dovute.
Se il pensionato ha richiesto la rateizzazione, le trattenute possono proseguire sulle mensilità successive, tenendo presente che le operazioni devono comunque concludersi entro novembre. Quando i dati arrivano più tardi, pertanto, il numero delle rate effettivamente disponibili può ridursi.
Attenzione alla trattenuta del 5% anche a settembre
Per una specifica categoria di pensionati settembre porta invece una notizia meno favorevole.
L’INPS ha avviato la sospensione delle prestazioni collegate al reddito nei confronti dei pensionati residenti in Italia che non hanno comunicato le informazioni reddituali relative al 2022, nell’ambito della campagna RED 2023.
Per questi pensionati è prevista una trattenuta pari al 5% dell’importo pensionistico lordo del mese di luglio 2026, applicata sui ratei di agosto e settembre.
Sul cedolino la decurtazione può essere riconosciuta dalla specifica voce relativa alla mancata comunicazione dei redditi.
Non si tratta quindi di una riduzione generalizzata delle pensioni: riguarda esclusivamente i soggetti interessati dalla procedura INPS e che hanno ricevuto le relative comunicazioni.
Scadenza del 15 settembre: cosa rischia chi non regolarizza il RED
Proprio per questi pensionati c’è una data da non sottovalutare: 15 settembre 2026.
Entro quel giorno è ancora possibile presentare la domanda di ricostituzione reddituale per sospensione, comunicando all’INPS le informazioni richieste.
La trattenuta del 5% applicata ad agosto e settembre rappresenta infatti la fase di sospensione della prestazione collegata al reddito.
Se la situazione non viene regolarizzata entro il 15 settembre, l’INPS potrà procedere alla revoca definitiva della prestazione collegata al reddito e al recupero delle somme eventualmente risultate non dovute.
Tra le prestazioni che possono essere interessate dai controlli reddituali rientrano, ad esempio, integrazione al trattamento minimo, maggiorazioni sociali, quattordicesima e alcune pensioni ai superstiti.
Sono invece escluse da questa specifica operazione le prestazioni assistenziali di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali.
Chi ha ricevuto una comunicazione INPS relativa ai redditi 2022 farebbe quindi bene a verificare la propria posizione prima della scadenza del 15 settembre.
Recupero della quattordicesima: la trattenuta può continuare a settembre
Un’altra voce che alcuni pensionati potrebbero trovare sul cedolino riguarda il recupero di somme precedentemente erogate dall’INPS.
Con il messaggio n. 2514 del 29 luglio 2026, l’Istituto ha comunicato di aver concluso le elaborazioni relative alla revoca definitiva di alcune somme aggiuntive riconosciute sulla base dei redditi dell’anno 2021.
Il recupero non avviene però, in generale, con un’unica pesante trattenuta.
Per la quattordicesima revocata, l’INPS ha previsto il recupero attraverso 24 rate mensili, a partire dalla pensione di agosto 2026.
Di conseguenza, per i pensionati interessati la seconda rata del recupero potrà comparire proprio sul cedolino di settembre.
Anche il bonus di 154,94 euro può essere recuperato
Un’operazione analoga riguarda il cosiddetto importo aggiuntivo sulla tredicesima, pari a 154,94 euro.
L’INPS ha completato anche la verifica delle somme riconosciute nel 2021 in sede di prima erogazione e nel 2022 in seguito a successiva attribuzione.
Quando l’importo è stato successivamente revocato, il recupero viene effettuato in 12 rate mensili, anche in questo caso a decorrere da agosto 2026.
Pertanto alcuni pensionati potrebbero trovare anche a settembre una piccola trattenuta riconducibile a questa operazione.
È importante distinguere questi recuperi dalla questione RED descritta in precedenza: si tratta di operazioni differenti, anche se entrambe possono incidere sul netto della pensione.
IRPEF e addizionali: le trattenute che continuano a settembre
Anche senza recuperi o conguagli particolari, il netto della pensione di settembre continuerà a essere condizionato dalle normali trattenute fiscali.
In particolare possono essere ancora presenti:
- l’addizionale regionale IRPEF a saldo 2025, trattenuta da gennaio a novembre 2026;
- l’addizionale comunale IRPEF a saldo 2025, anch’essa applicata da gennaio a novembre;
- l’acconto dell’addizionale comunale 2026, trattenuto da marzo a novembre.
Per questo motivo non bisogna confrontare soltanto l’importo lordo della pensione.
Due mensilità con lo stesso lordo possono infatti produrre netti differenti se nel frattempo intervengono conguagli fiscali, recuperi INPS, rimborsi 730 o altre operazioni.
Niente quattordicesima automatica a settembre per chi non l’ha ricevuta a luglio
Merita infine una precisazione la quattordicesima.
Chi non l’ha ricevuta a luglio non deve dare per scontato che venga automaticamente accreditata con la pensione di settembre.
L’INPS ha previsto il pagamento d’ufficio a luglio per i pensionati che possedevano i requisiti sulla base delle informazioni disponibili al momento dell’elaborazione.
Per chi invece matura il requisito anagrafico dei 64 anni dopo l’elaborazione della rata di luglio, oppure diventa titolare di pensione nel corso del 2026, l’erogazione d’ufficio è prevista con la mensilità di dicembre 2026, naturalmente se risultano rispettati anche gli altri requisiti contributivi e reddituali.
Chi ritiene invece di possedere già i requisiti e di non aver ricevuto la somma può verificare la propria posizione e, se necessario, presentare una domanda di ricostituzione.
Cedolino pensione settembre: cosa controllare appena sarà online
Quando il documento sarà disponibile, il consiglio è di non limitarsi a guardare il numero finale accreditato sul conto.
Vale la pena confrontare il cedolino di settembre con quello di agosto e controllare soprattutto:
- pensione lorda;
- importo netto del pagamento;
- eventuale rimborso o debito da modello 730/2026;
- trattenute IRPEF e addizionali;
- eventuale trattenuta del 5% per mancata comunicazione dei redditi 2022;
- recuperi relativi alla quattordicesima o all’importo aggiuntivo di 154,94 euro;
- altre trattenute personali, come cessione del quinto o contributi associativi.
Il servizio online INPS consente anche di utilizzare la funzione “Confronta cedolini”, particolarmente utile quando l’importo cambia da un mese all’altro e non è immediatamente evidente il motivo.
In sintesi
La pensione di settembre 2026 sarà pagata martedì 1° settembre, contemporaneamente presso banche e Poste.
Il cedolino ufficiale è atteso a breve e, con ogni probabilità, inizierà a essere consultabile dal 20 agosto. Già prima della pubblicazione completa, tuttavia, alcuni pensionati potrebbero riuscire a visualizzare nei servizi INPS le prime informazioni relative al pagamento.
L’attenzione dovrà concentrarsi soprattutto sul netto.
Per alcuni settembre potrebbe infatti portare il rimborso del 730 e quindi un assegno più alto; per altri potrebbero proseguire le rate relative a debiti fiscali o ai recuperi INPS.
Particolare attenzione, infine, deve essere prestata da chi è coinvolto nella verifica dei redditi 2022: anche sulla pensione di settembre può essere applicata la trattenuta del 5% e il 15 settembre rappresenta l’ultima data utile per regolarizzare la posizione ed evitare la revoca definitiva della prestazione collegata al reddito.
Non appena il cedolino sarà pubblicato sarà quindi opportuno controllarlo voce per voce: la pensione lorda potrebbe essere rimasta invariata, mentre il netto effettivamente accreditato il 1° settembre potrebbe raccontare una storia molto diversa.
