Invalidità lavorativa, misure INPS a sostegno economico presenti ad oggi

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Le misure a sostegno economico per l' invalidità lavorativa: assegno ordinario di invalidità, assegno di invalidità civile e la Pensione di invalidità.

In caso di invalidità lavorativa, sono presenti in Italia diverse opzioni come l’assegno ordinario di invalidità, l’assegno di invalidità civile e la pensione di invalidità. Per rientrare in una di queste casistiche, è necessario verificare i requisiti specifici e presentare opportune domande.

Queste ultime, possono essere inviate solo telematicamente e allegando ogni documentazione utile per individuare il diritto del richiedente sulla invalidità da lavoro.

In cosa consiste l’assegno ordinario di invalidità

Una prima e importante opzione per una invalidità superiore ai 2/3 della capacità lavorativa, è l’ assegno ordinario di invalidità. E’ necessario, che siano stati già versati almeno 5 anni di contributi e senza un limite sul requisito anagrafico. La sua durata è di tre anni e con un rinnovo automatico dell’assegno dopo l’invio di tre conferme da parte del richiedente.

Per quanto riguarda gli importi, gli stessi possono variare in base ai contributi previdenziali versati in precedenza. Inoltre, laddove maturate le condizioni per la pensione di vecchiaia, l’assegno ordinario di invalidità passa automaticamente su tale opzione.

In cosa consiste l’assegno di invalidità civile

Per richiedere l’assegno di invalidità civile, è necessario essere in possesso di una invalidità tra il 74% e il 99% e un requisito anagrafico non superiore ai 65 anni e 7 mesi e requisiti reddituali.

Per l’anno 2017, sono previsti dei tetti massimi di 16.532,10 euro per il reddito annuo per acquisire il diritto ad un assegno mensile di 279.47 euro. La domanda, può essere presentata solo telematicamente all’Inps o con l’ausilio di Caf e patronati abilitati al servizio di presentazione domanda all’ente previdenziale.

E’ necessario, inoltre, il superamento di una specifica visita alla Commissione Medica Asl, per l’accettazione dell’invalidità e dell’eventuale diritto all’assegno sociale.

Pensione di invalidità lavorativa, ecco quando richiederla

E’ possibile per coloro che presentano una ridotta capacità o invalidità lavorativa di richiedere una pensione di invalidità. La stessa, offre tale possibilità laddove siano presenti determinati requisiti di legge di avanzare tale richiesta, ossia:

  • Invalidità totale al 100%. In questo caso è possibile ricevere la pensione di inabilità, laddove siano stati versati almeno 5 anni di contributi. Dalla verifica di una apposita commissione medica Asl e di un medico dell’Inps e previa verifica della effettiva inabilità assoluta e permanente ad una qualsiasi attività lavorativa è riconosciuto tale diritto.
  • Invalidità superiore all’80%. Laddove in possesso di almeno 20 anni di contributi, è possibile presentare richiesta per la pensione di vecchiaia anticipata. E’ anche richiesto il requisito anagrafico, pari a 60 anni e 7 mesi per gli uomini e 55 anni e 7 mesi per le donne.
  • Invalidità superiore al 74%. Per tali soggetti è possibile ottenere una maggiorazione contributiva di 2 mesi per ogni anno di lavoro dipendente e per un massimo di 5 anni di lavoro. E’ possibile in tale caso, richiedere anche la pensione anticipata se sono stati maturati almeno 41 anni di contributi previdenziali.

Sul portale dell’Inps, potranno essere comunque consultate tutte le informazioni dettagliate su come richiedere tali prestazioni e come presentare la domanda telematica sempre sui canali dell’Ente previdenziale.

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Sull'Autore

Laureata in economia e commercio con una tesi in Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane, si occupa della redazione di contenuti economici da oltre 4 anni.

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