Proroga APE sociale 2020: riaperti i termini per l’invio delle domande

A seguito della proroga per il 2020 dell’APE sociale, l’INPS ha riaperto i termini per l’invio delle domande di riconoscimento dei requisiti

Recepita la proroga, per l’anno 2020, dell’Ape sociale. Infatti, sono stati riaperti – a decorrere dal 1° gennaio 2020 – i termini delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’anticipo pensionistico social. Ciò in virtù dell’ultima Legge di Bilancio 2020 (L. n. 160/2019) la quale all’art. 1, co. 473 ha consentito la possibilità a determinare categorie di lavoratori di pensionarsi in deroga ai requisiti ordinari, fino a fine anno. In altre parole, il periodo di sperimentazione dell’APE social è posticipato dal 31 dicembre 2019 fino al 31 dicembre 2020.

Pertanto, dal 1° gennaio 2020, possono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio dell’APE i soggetti che, nel corso dell’anno 2020, maturano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla Legge di Bilancio 2017. Possono presentare domanda anche coloro che hanno perfezionato i requisiti negli anni precedenti, stante il permanere degli stessi, e che non hanno provveduto ad avanzare la relativa domanda. A darne notizia è stato l’INPS con il Messaggio n. 163 del 17 gennaio 2020.

APE sociale 2020: cos’è e come funziona

L’APE sociale, disciplinato dall’art. 1, co. 179 e ss. della L. n. 232/2016, prevede un cd. “reddito ponte” rivolto ad alcune categorie di lavoratori meritevoli di una particolare tutela. Tale misura accompagna il pensionato fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia, che per quest’anno è pari a 67 anni.

L’anticipo pensionistico sociale può essere richiesto a condizione di aver raggiunto 63 anni di età e si rivolge:

  • agli iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago) dei lavoratori dipendenti;
  • ai fondi ad essa esclusivi o sostitutivi;
  • le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • la gestione separata dell’INPS.

Inoltre, il richiedente deve:

  • aver maturato entro il 31 dicembre 2019 almeno 30 anni (o 36 anni di contributi per i lavori gravosi), a seconda della categoria di appartenenza, con un massimo di 2 anni di sconto per le donne;
  • aver cessato l’attività lavorativa;
  • essere residenti in Italia;
  • essere privo di una pensione diretta in Italia o all’estero;
  • maturare una pensione di vecchiaia di importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima dell’INPS (718,20 euro circa).

 Proroga APE sociale 2020: lavoratori interessati

Lo strumento è riservato esclusivamente ai lavoratori che versano in condizione di difficoltà, ed in particolare a quattro profili di tutela:

  • disoccupati;
  • invalidi (superiore o uguale al 74%);
  • caregivers (soggetti che assistono parenti disabili da almeno sei mesi. Sono inclusi il coniuge o un parente di primo grado, parente o affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti);
  • addetti a mansioni cd. gravose (contenuti nel Decreto 18 aprile 2018).

Proroga della Legge di Bilancio 2020

L’Ape sociale, dopo la proroga ottenuta lo scorso anno per effetto del D.L. n. 4/2019 (cd. “Decretone”), convertito con modificazioni in L. n. 26/2019, terminava la sua operatività il 31 dicembre 2019. Ora, grazie all’art. 1, comma 473 della Legge di Bilancio 2020, si ha a disposizione un altro anno ancora di vita, ossia fino al 31 dicembre 2020. A tale fine, il governo ha incrementato la spesa di:

  • 108 milioni di euro per l’anno 2020;
  • 218,7 milioni di euro per l’anno 2021;
  • 184,6 milioni di euro per l’anno 2022;
  • 124,4 milioni di euro per l’anno 2023;
  • 57,1 milioni di euro per l’anno 2024;
  • 2,2 milioni di euro per l’anno 2025.

Messaggio INPS numero 163 del 17-01-2020

Alleghiamo infine il testo del messaggio INPS in oggetto.

download   Messaggio INPS numero 163 del 17-01-2020
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