Pensioni, guida alla ricongiunzione dei contributi

Brevi linee guida sulle principali caratteristiche della ricongiunzione dei contributi ai fini previdenziali e pensionistici. Vediamo cos'è e come funziona.

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Il metodo della ricongiunzione dei contributi consente di accentrare i periodi assicurativi presso un’unica forma di previdenza; in sostanza, grazie all’Istituto della ricongiunzione gli spezzoni di vita contributiva versati in diverse casse professionali confluiscono in un fondo che costituirà poi la pensione del cittadino. La ricongiunzione contributiva è generalmente onerosa ed è disciplinata dalla Legge 7 febbraio 1979, n. 29, poi modificata dalla Legge 5 marzo 1990, n. 45. Esiste tuttavia una casistica di ricongiunzione gratuita.

La caratteristica principale della ricongiunzione, oggetto di questa guida, è che i periodi ricongiunti sono utilizzati come se fossero sempre stati versati nel fondo in cui sono stati unificati e danno quindi diritto all’assegno pensionistico in base ai requisiti previsti dal fondo stesso. Ma chi può servirsi della ricongiunzione contributiva 2018? Quale metodo di calcolo si utilizza per l’unificazione dei contributi? È davvero conveniente fruire di tale sistema? Andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio tutte le principali caratteristiche della ricongiunzione dei contributi.

Ricongiunzione dei contributi, cos’è

Come anticipato in precedenza, la ricongiunzione dei contributi permette ai lavoratori che hanno versato periodi contributivi in differenti gestioni previdenziali obbligatorie, di poter unificare sotto un unico trattamento previdenziale tutti i contributi maturati durante la carriera lavorativa. Attraverso la ricongiunzione è possibile riunire i contributi dovuti alle casse liberi professionali ma non quelli della gestione separata INPS.

Si ricorda che la domanda di ricongiunzione deve essere avanzata dal diretto interessato o dei suoi superstiti e deve comprendere tutti i periodi di contribuzione (obbligatoria, volontaria, figurativa) che il lavoratore ha maturato in almeno due diverse forme previdenziali fino al momento della richiesta.

Per poter fruire della ricongiunzione è necessario che:

  • la domanda include tutti i periodi di contribuzione (obbligatoria, volontaria, figurativa) che il lavoratore ha maturato in almeno due diverse forme previdenziali fino al momento della richiesta;
  • i periodi contributivi non siano già stati utilizzati per liquidare una pensione diretta.

Leggi anche: Cumulo gratuito contributi 2018: cos’è e come funziona

Gestioni previdenziali interessate alla ricongiunzione

Le gestioni previdenziali interessate dalla ricongiunzione sono:

  • l’AGO (FPLD – gestioni Speciali autonomi);
  • Fondi sostitutivi;
  • Fondi esclusivi;
  • Casse libero professionali

Rimane invece esclusa, come detto, la Gestione separa INPS.

Leggi anche: Come controllare i contributi INPS

Ricongiunzione onerosa: quale pensione è possibile conseguire

Per quanto concerne le prestazioni conseguibili, possiamo annoverare:

  • la pensione di vecchiaia;
  • la pensione anticipata;
  • l’assegno ordinario di invalidità;
  • la pensione di inabilità;
  • la pensione indiretta;
  • e infine la pensione supplementare.

Leggi anche: Totalizzazione dei contributi pensione, cosa c’è da sapere

Ricongiunzione contributi, quanto costa

A differenza della totalizzazione e del cumulo, la ricongiunzione comporta talvolta degli oneri economici a carico del richiedente; si tratta di un costo che non è fisso ma dipende da una molteplicità di fattori, quali ad esempio l’importo contributivo versato, l’età anagrafica, l’anzianità contributiva complessiva ed il periodo in cui si collocano i contributi da ricongiungere

In relazione a quest’ultimo aspetto, il calcolo dell’onere si differenzia a seconda che i periodi contributivi rientrino nel metodo “retributivo” (periodi ante 01.01.2013) ovvero “contributivo” (periodi post 01.01.2013):

  • Per i periodi ante 01/01/2013, l’onere è quantificato in termini di “riserva matematica”; (questa rappresenta il valore attuale medio degli oneri dovuti all’aumento e all’anticipo della pensione).
  • Per i periodi post 01/01/2013, l’onere è determinato sulla base della “retribuzione di riferimento”; (cioè quella assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda), e dell’aliquota contributiva IVS vigente alla data di presentazione della relativa domanda.

Il sistema di calcolo utilizzato per la liquidazione del trattamento previdenziale è il retributivi, misto o contributivo in base alle normali regole previste dalla legge.

Ricongiunzione Gratuita dei contributi

Anche se la ricongiunzione è generalmente onerosa, esistono degli specifici casi di ricongiunzione gratuita. La ricongiunzione gratuita dei contributi riguarda la Gestione Dipendenti Pubblici; questi possono, in taluni casi, riunire gratuitamente i periodi contributivi maturati presso il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti presso l’Inps.

Questa particolare forma di ricongiunzione riguarda pertanto alcuni dipendenti di enti soppressi con legge regionale o statale; questi vengono poi collocati presso un altro ente iscritto alla Gestione Dipendenti Pubblici. In questo caso non vi potrà essere onere di ricongiunzione, in virtù del fatto che il trasferimento è dovuto alla soppressione di un ente pubblico e il passaggio dei lavoratori presso altro ente.

Domanda di ricongiunzione contributi, come fare

La domanda di ricongiunzione dei contributi deve essere presentata dall’assicurato alla sede competente dell’istituto, ente, cassa, fondo o gestione previdenziale in cui si intente ricongiungere i diversi periodi contributivi. La facoltà di ricongiunzione normalmente può essere esercitata solo una volta.

È ammessa una seconda possibilità di ricongiunzione se sono passati almeno 10 anni di ulteriore assicurazione di cui almeno 5 di contribuzione derivante da effettiva attività lavorativa, oppure al momento del pensionamento solo nella stessa gestione in cui è stata effettuata la prima ricongiunzione.

L’iter procedurale per la gestione dell’istanza di ricongiunzione prevede che:

  1. l’Ente previdenziale interessato chiede, entro 60 giorni dalla data della domanda di ricongiunzione, alla gestione o alle gestioni interessate tutti gli elementi necessari od utili per la costituzione della posizione assicurativa e la determinazione dell’onere di riscatto;
  2. i documenti devono essere comunicati entro 90 giorni dalla data della richiesta;
  3. mentre entro 180 giorni dalla data della domanda, la gestione presso cui si incentra la posizione assicurativa comunica all’interessato l’ammontare dell’onere a suo carico nonché il rispetto delle possibili rateizzazioni.
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Sull'Autore

Iscritto all'Elenco Pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria mi occupo principalmente della redazione di articoli e approfondimenti giuslavoristici e previdenziali per riviste specializzate online. Collaboro attivamente in uno studio di consulenza del lavoro in Lamezia Terme come praticante CdL.

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