Totalizzazione dei contributi pensione, cosa c’è da sapere

Brevi linee guida sulle principali caratteristiche della totalizzazione dei contributi pensione INPS, ecco di cosa si tratta e come fuziona

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La totalizzazione dei contributi pensione consente ai lavoratori dipendenti, autonomi e professionisti di riunire i contributi versati in diverse gestioni previdenziali per raggiungere i requisiti minimi per accedere alla pensione. Come ben sappiamo, oggi è difficilissimo che un lavoratore svolga per oltre 40 anni lo stesso lavoro, ed ecco che entra in campo la necessità di “totalizzare” le quote contributive versate nelle differenti gestioni obbligatorie per raggiungere i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia, anzianità, inabilità e ai superstiti.

La totalizzazione, insieme al cumulo gratuito e alla ricongiunzione, rappresenta lo strumento idoneo per porre rimedio a tali situazioni, che sono sempre più frequenti; una delle differenze sostanziali è che i primi due istituti appena citati sono gratuiti mentre la ricongiunzione è onerosa. Ma chi può servirsi della totalizzazione dei contributi 2018? Quale metodo di calcolo si utilizza per totalizzare contributi? È davvero conveniente fruire di tale sistema? Andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio tutte le principali caratteristiche della totalizzazione contributiva.

Totalizzazione dei contributi pensione INPS, cos’è

Con la totalizzazione dei contributi, il lavoratore mantiene le quote contributive presso le rispettive Casse previdenziali, poiché non si verifica un passaggio di contribuzione. In sostanza, all’atto del pensionamento è possibile unificare tutti i periodi contributivi, se non coincidenti, in modo gratuito ed ottenere l’erogazione di una pensione che rappresenta la somma dei trattamenti di competenza di ciascun ente previdenziale. La totalizzazione dei contributi, a differenza della ricongiunzione, è gratuita.

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Requisiti e condizioni per accedere alla totalizzazione contributi INPS

Naturalmente, così come per la ricongiunzione e il cumulo, la totalizzazione può essere richiesta a condizione che il lavoratore:

  • non sia già titolare di una pensione diretta erogata da una delle gestioni destinatarie della normativa della totalizzazione;
  • non abbia richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi (legge 29/1979 e legge 45/1990) in data successiva al 3 marzo 2006.
  • abbia inteso comprendere nel calcolo tutti e per intero i periodi assicurativi presenti nelle gestioni in cui l’assicurato è stato iscritto. Non può darsi luogo ad una totalizzazione parziale.

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Quanto all’età anagrafica e contributiva da possedere, occorre rifarsi alla legge che prevede:

  • 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia (anno 2018).
  • 40 anni e 7 mesi di contributi a prescindere dall’età anagrafica per la pensione anticipata (anno 2018).

Tuttavia, nel primo caso, la pensione viene differita di ulteriori 18 mesi per via della finestra mobile, e di 21 mesi nel caso della pensione anticipata.

Dunque a conti fatti:

  • La pensione di vecchiaia si consegue a 68 anni 1 e mese;

Mentre la pensione anticipata si raggiunge a 42 anni e 4 mesi di contributi.

Gestioni previdenziali interessate alla totalizzazione contributi pensione

Le gestioni previdenziali interessate dalla totalizzazione sono:

  • l’AGO (FPLD – gestioni Speciali autonomi);
  • Fondi sostitutivi;
  • Fondi esclusivi;
  • Casse libero professionali;
  • e la Gestione separata INPS.

Totalizzazione dei contributi pensione INPS: quale prestazione pensionistica è possibile conseguire

Per quanto concerne le prestazioni conseguibili, la totalizzazione dei contributi pensione INPS permette di raggiungere:

Totalizzazione contributi INPS: metodo di calcolo

Nonostante l’istituto è gratuito, chi intendesse avvalersi della totalizzazione ha lo svantaggio di vedersi calcolata l’intera pensione con il metodo contributivo a prescindere dall’epoca in cui sono stati versati i contributi. Quindi vi è un costo indiretto da sostenere.

Domanda di totalizzazione dei contributi

La domanda di totalizzazione dei contributi deve essere presentata all’ente pensionistico di ultima iscrizione con l’indicazione delle gestioni che si intendono interessare.

Nella domanda devono essere indicati tutti gli enti presso i quali il lavoratore ha contribuito. Mentre il pagamento è effettuato dall’INPS che riceve, ogni mese, la provvista pro quota dalle gestioni coinvolte.

La domanda di totalizzazione dei contributi pensione INPS può essere presentata attraverso i consueti canali:

  • direttamente dall’area riservata per il cittadino tramite accesso con PIN INPS Online, oppure con SPID o infine tramite CNS;
  • tramite contact center al numero verde INPS 803164 (oppure 06164164 da mobile);
  • presso qualsiasi ente di patronato.

Totalizzare i contributi: aspetti fiscali

Si precisa infine che sulle pensioni liquidate in regime di totalizzazione:

  • è prevista la normale tassazione IRPEF come per gli tutti gli altri trattamenti pensionistici derivanti da contributi;
  • si applicano gli aumenti a titolo di rivalutazione automatica delle pensioni;
  • si applicano eventuali trattenute sindacali;
  • non si riconosce l’integrazione al trattamento minimo;
  • si possono richiedere i trattamenti di famiglia;
  • sono concesse le maggiorazioni sociali purché tra le “quote” che compongono la pensione ve ne sia almeno una a carico delle gestioni per le quali è previsto tale beneficio, in presenza delle richieste condizioni reddituali.
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Sull'Autore

Iscritto all'Elenco Pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria mi occupo principalmente della redazione di articoli e approfondimenti giuslavoristici e previdenziali per riviste specializzate online. Collaboro attivamente in uno studio di consulenza del lavoro in Lamezia Terme come praticante CdL.

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