Arrivano chiarimenti importanti dall’INPS sul riscatto dei periodi di servizio ai fini pensionistici. Con il messaggio n. 981 del 20 marzo 2026, l’Istituto recepisce la recente pronuncia della Corte dei Conti e ridefinisce un aspetto centrale: come si applica il limite dei cinque anni di maggiorazione.
Non si tratta solo di un chiarimento tecnico. In molti casi, queste indicazioni possono incidere concretamente sulla possibilità di valorizzare periodi di servizio e, di conseguenza, sulla futura pensione.
Chi riguarda questa novità
Le nuove indicazioni interessano principalmente i lavoratori del settore pubblico, con particolare riferimento a:
- personale della Polizia di Stato
- Polizia Penitenziaria
- Guardia di Finanza
Ma non solo. Le regole sul riscatto dei periodi di servizio si applicano più in generale a chi può beneficiare delle maggiorazioni previste dal decreto legislativo n. 165/1997.
In pratica, tutti coloro che hanno periodi di servizio “non pienamente valorizzati” potrebbero essere coinvolti.
Cosa cambia con il messaggio INPS
Il limite dei cinque anni di maggiorazione resta invariato. Il punto centrale è un altro: cambia il modo in cui questo limite viene applicato.
La novità sta nel fatto che:
- il diritto al riscatto si valuta al momento della domanda
- non conta più rigidamente la sequenza temporale dei periodi
Questo apre alla possibilità di intervenire anche quando il tetto dei cinque anni è già stato raggiunto.
Quando è possibile chiedere il riscatto
Secondo quanto chiarito dall’INPS, è possibile chiedere il riscatto:
- anche se si è già arrivati ai cinque anni di maggiorazione
- purché si rimanga entro quel limite complessivo
Come? Attraverso un meccanismo di sostituzione.
In sostanza, si può:
- riscattare un periodo di servizio più risalente
- eliminando una quota di maggiorazione già riconosciuta su periodi più recenti
Lo scomputo avviene seguendo un criterio cronologico inverso, cioè partendo dai periodi più recenti.
Dove si applicano le nuove regole
Le nuove indicazioni trovano applicazione in diversi contesti, ma risultano particolarmente rilevanti per alcune tipologie di servizio.
Ad esempio, per il personale delle forze di polizia possono essere considerati utili:
- i periodi di formazione come allievo
- l’attività svolta presso scuole o enti addestrativi
- il servizio militare
Si tratta di periodi che, anche in assenza di indennità pensionabile, possono essere oggetto di riscatto ai fini della maggiorazione.
Resta invece esclusa questa possibilità per i corsi da allievo successivi al 1° gennaio 1998, quando già esistono specifiche modalità di riscatto.
Perché questa novità è importante
Il chiarimento dell’INPS ha un impatto concreto perché consente di rivedere situazioni che fino ad oggi apparivano chiuse.
In particolare:
- permette di recuperare periodi di servizio più “vecchi”
- consente una diversa distribuzione delle maggiorazioni
- può incidere sulla misura della pensione
In alcuni casi, può fare la differenza tra avere o meno un determinato riconoscimento contributivo.
Come muoversi adesso per il riscatto dei periodi di servizio per la pensione
Chi ritiene di essere interessato farebbe bene a verificare la propria posizione.
Le indicazioni operative dell’INPS prevedono infatti che:
- le domande ancora in corso vengano rivalutate
- le domande respinte possano essere riesaminate su richiesta
- sia possibile presentare una nuova domanda
Resta fermo un limite importante: i riscatti già definiti e pagati non possono essere modificati.
Il consiglio, in questi casi, è sempre lo stesso: controllare la propria posizione contributiva tramite il fascicolo previdenziale sul sito INPS oppure rivolgersi a un patronato per una valutazione più approfondita.
Una verifica oggi può evitare di perdere opportunità che, fino a poco tempo fa, sembravano fuori portata.
Fonte: INPS
