Totalizzazione Internazionale contributi: Ecco i requisiti

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Circolare INPS con le istruzioni operative per poter applicare la totalizzazione internazionale contributi versati anche all'estero.

Sarà possibile applicare la totalizzazione internazionale contributi versati anche all’estero. Può capitare che durante la vita lavorativa un lavoratore sia stato costretto a svolgere la sua mansione fuori dall’Italia, e quindi versare i propri contributi ad un paese estero. Ma vediamo nel dettaglio cosa succede e chi può richiedere la totalizzazione internazionale dei contributi

Totalizzazione Internazionale contributi: La circolare

La circolare pubblicata sul sito internet ufficiale dell’Inps, dichiara la possibilità di totalizzare i propri contributi versati in altri stati europei, compresi, l’Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la Svizzera.

Il pagamento di questi contributi sarà effettuato da ciascuno degli Stati presso i quali sono stati versati i contributi del lavoratore. La circolare dell’Inps stabilisce che, non tutti possono richiedere la totalizzazione internazionale contributi.  La totalizzazione dei proprio contributi è consentita solo ai soggetti i cui contributi non coincidono da un punto di vista temporale, e i contributi versati devono esser almeno superiori ad un anno.

Grazie a tale procedura prevista dai regolamenti comunitari, si darà la possibilità d richiedere la pensione anche a coloro che non hanno raggiunto i requisiti minimi in entrambi i paesi.

I requisiti per richiedere la Totalizzazione Internazionale contributi

Come abbiamo già anticipato, per usufruire della totalizzazione internazionale dei contributi, bisogna rispettare obbligatoriamente alcuni requisiti stabiliti dalla legge. Il requisito principale stabilito dall’istituto di previdenza, è quello di aver raggiunto almeno 52 settimane di contributi.

Rispettato il primo requisito, per richiedere la totalizzazione dei contributi sono utili tutti i seguenti contributi:

  • obbligatori (lavoro dipendente o autonomo);
  • volontari;
  • figurativi (servizio militare, malattia, maternità, cassa integrazione guadagni, disoccupazione, mobilità, ecc.);
  • da riscatto (corso legale di laurea, attività svolta in Paesi non convenzionati con l’Italia, ecc.).

Può capitare che un lavoratore non ha raggiunto il requisito minimo di 1 anno di contributi versati, in questo caso l’istituzione non prende in considerazione il diritto alla prestazione della totalizzazione internazionale contributi.

Cosa succede se i contributi sono stati versati presso Stati al di fuori dell’Unione Europea?

Molto spesso capita che molti lavoratori hanno versato i propri contributi presso Stati Extra Europeo. In queste circostanze bisogna vedere se esiste una convenzione bilaterale sulla sicurezza sociale e previdenziale. 

L’Italia da la possibilità di effettuare la totalizzazione internazionale contributi versati con:  

  • Argentina;
  • Australia,
  • Bosnia Erzegovina,
  • Brasile,
  • Canada
  • ex Jugoslavia,
  • Israele,
  • Isole del Canale,
  • Macedonia,
  • Messico,
  • Principato di Monaco,
  • Capo Verde,
  • Repubblica di Corea,
  • Croazia,
  • San Marino,
  • Santa sede,
  • Tunisia,
  • Turchia,
  • USA,
  • Uruguay,
  • Venezuela. 
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