Il rinnovo del contratto scuola è stato firmato il 1° aprile 2026 all’ARAN, ovvero l’ipotesi di accordo economico per il triennio 2025-2027. Un passaggio atteso da mesi, che però non coincide ancora con l’arrivo degli aumenti e arretrati in busta paga.
La domanda che circola tra docenti e personale ATA resta infatti molto concreta: quando si vedranno gli accrediti su NoiPA?
Aumenti in arrivo, ma a regime solo nel 2027
Il contratto prevede incrementi distribuiti su tre anni, con decorrenza retroattiva dal 2025. Questo significa che gli stipendi cresceranno gradualmente, fino a raggiungere il valore pieno solo nel 2027.
A regime, l’aumento medio sarà di circa 137 euro lordi mensili per l’intero comparto. I docenti si collocano sopra questa soglia, con circa 143 euro medi, mentre il personale ATA si ferma poco sopra i 100 euro.
La cifra reale cambia però in modo sensibile in base all’anzianità e al ruolo. Per avere un’idea più concreta, ecco una sintesi delle principali fasce:
| Profilo | Fascia iniziale | Fascia alta |
|---|---|---|
| Docenti | circa 115 € | fino a circa 190 € |
| ATA | circa 90 € | oltre 200 € |
Accanto allo stipendio tabellare, il contratto interviene anche su alcune voci accessorie. Per i docenti è previsto un leggero aumento della Retribuzione Professionale, mentre per il personale ATA è stata introdotta una somma una tantum da 110 euro che sarà erogata nel 2027.
Arretrati in busta paga: cifre interessanti, ma attenzione al netto
Uno degli aspetti più attesi riguarda gli arretrati, maturati a partire dal 2025. In questo caso le cifre iniziano a diventare più rilevanti.
Le stime parlano di importi medi intorno agli 800 euro lordi, con valori che possono salire tra i 900 e i 1.100 euro per molti docenti, fino a superare i 1.200 euro nelle posizioni più alte.
Si tratta però di importi lordi. Gli arretrati saranno infatti tassati in modo diverso rispetto allo stipendio ordinario, e questo ridurrà l’importo netto effettivamente accreditato.
Perché su NoiPA non c’è ancora traccia degli aumenti
Nonostante la firma, al momento su NoiPA non si vedono ancora novità. Il motivo è legato all’iter previsto per i contratti pubblici.
L’accordo siglato ad aprile è infatti solo un’ipotesi, che deve essere verificata sotto il profilo finanziario e poi validata dagli organi competenti. Solo dopo questi passaggi il contratto diventa pienamente efficace.
Fino ad allora, eventuali stati come “Elaborato” nel cedolino indicano che i dati sono in lavorazione, ma non ancora pronti per il pagamento.
Quando arrivano aumenti e arretrati su NoiPA
Guardando ai tempi tecnici, la finestra più probabile per vedere gli effetti concreti è tra maggio e luglio 2026.
In quel momento potrebbero arrivare sia gli aumenti aggiornati sia gli arretrati accumulati nei mesi precedenti. Non è escluso che l’importo venga accreditato in un’unica soluzione, anche se una distribuzione su più mensilità resta possibile.
Il segnale più importante da monitorare su NoiPA sarà il passaggio allo stato “Autorizzato pagamento”, che anticipa di pochi giorni l’accredito effettivo.
Un rinnovo importante, ma non ancora completo
Quello firmato ad aprile riguarda esclusivamente la parte economica. Nei prossimi mesi si aprirà una nuova fase di confronto sulla parte normativa, che include temi centrali come le condizioni di lavoro, il welfare e le tutele del personale.
Il rinnovo rappresenta comunque un passo avanti significativo. Sommando gli ultimi contratti, gli aumenti complessivi nel comparto scuola si avvicinano ormai ai 400 euro medi mensili.
Un dato importante, che però non chiude il dibattito sul potere d’acquisto e sul valore reale degli stipendi. Ed è proprio su questo terreno che si giocherà la prossima partita.
