Riforma del lavoro, aperto il tavolo con le parti sociali

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Iniziato il confronto sulla riforma del mondo del lavoro tra governo e parti sociali.

Terminato l’incontro tra Governo e parti sociali sulla “Riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”. E’ stato più un incontro per “tastare il polso” che, non per iniziare un vero e proprio confronto su un piano già predisposte dal Ministro. “Tengo conto delle cose che mi avete detto – ha affermato la Fornero – formulo poche ipotesi e nel giro di una settimana ci rivediamo”.

Cinque sono le linee di intervento indicate dal Ministro del Lavoro, Fornero la quale, ha anche assicurato un tempo breve per la riforma, indicato in tre-quattro settimane: tipologie contrattuali, formazione-apprendistato, flessibilità e ammortizzatori e servizi per il lavoro.

Il Ministro prima dell’inizio del tavolo ha anche parlato di uno “schema di reddito minimo” che, potrebbe essere presente già in questa riforma anche se, per problemi di reperimento di risorse, “la normativa potrebbe essere dilazionata nel tempo”.

In merito alla riforma degli  ammortizzatori sociali la proposta è di revisionare il meccanismo della Cassa integrazione; un ricorso molto limitato alla CIG e, solo a quella ordinaria, a condizione di una riresa rapida del lavoro. Nella Conferenza stampa della CGIL-CIsl-Uil-Ugl, si è tuttavia precisato che l’abolizione della Cassa straordinaria non sarà possibile.

Nessun accenno specifico al fatidico art 18 seppur, come riferito dalla Marcegaglia, si è parlato di “flessibilita’ sia in entrata che in uscita”.

La linea che emerge dai sindacati è quella della prudenza e, comunque tutti d’accordo sulla riforma solo se frutto esclusivo di vera condivisione. Ciò che ci auguriamo – ha detto il segretario generale Cgil, Susanna Camusso – è che sia una giornata utile perché sia chiaro al Governo che il mercato del lavoro è complesso. Non ci possono essere scelte unilaterali del Governo su queste materie”.

Per Angeletti, il confronto “deve essere sostanziale, bisogna poter discutere e convenire sulle singole soluzioni. Quello che considereremmo veramente pericoloso è uno schema nel quale il governo ci fornisce un documento e noi rispondiamo con un documento e poi la sintesi non si comprende come sarà fatta. Stessa campana per la Cisl: “Chiediamo che il governo non proceda a colpi di mano” ha affermato Raffaele Bonanni; per il Ministro Fornero, “si è partiti con il piede giusto”.

“Chi ben comincia è a metà dell’opera”; vedremo dunque cosa succederà nei prossimi giorni.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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