Decreto scuola, testo definitivo in Gazzetta Ufficiale: tutte le novità

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Scuola, Decreto-Legge 126/2019 in attuazione della Riforma della Scuola 2020.

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Il Presidente Mattarella ha firmato il Decreto Scuola e il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il cosiddetto decreto salva precari bis, contiene misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico; si tratta del Decreto-Legge 126 del 29 ottobre 2019, volto a dare attuazione alla Riforma della Scuola 2020.

Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale e dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.  Il testo risulta essere una rivisitazione rispetto alla precedente versione. A seguito delle considerazioni rese note dal Presidente della Repubblica sono state apportate alcune variazioni dettate da aspetti di incostituzionalità successivamente emersi.

I nodi da risolvere dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri dello scorso 10 ottobre riguardavano l’esclusione dal concorso straordinario dei docenti che esercitano nelle scuole paritarie. La norma infatti, ritenuta discriminante nella sua formulazione, avrebbe potuto dare luogo ad una serie di ricorsi amministrativi. Di seguito vediamo i provvedimenti contenuti nel decreto.

Decreto Scuola: le principali novità contenute

Il testo del decreto scuola contiene numerose misure molto importanti, fra cui ricordiamo la revisione delle modalità di reclutamento dei dirigenti scolastici, la proroga della validità delle graduatorie di merito del concorso 2016, l’esclusione di dirigenti e personale Ata dalla rilevazione delle impronte digitali.

Ma prima di vedere brevemente il riepilogo delle principali misure passiamo a vedere la parte più importante relativa al concorso straordinario.

Concorso straordinario scuola secondaria di I e II grado

Con il decreto scuola si definiscono i requisiti per accedere al concorso straordinario scuola secondaria di I e II grado. A breve il MIUR provvederà a pubblicare il bando ordinario per le procedure concorsuali. Previsti 24 mila posti da assegnare su base nazionale anche a docenti che hanno alle spalle 3 anni di servizio svolto presso le scuole paritarie.

È questa la principale novità del decreto scuola. I posti saranno distribuiti tra posti comuni e posti di sostegno. Per gli insegnanti di scuole paritarie il superamento del concorso comporterà l’abilitazione all’insegnamento ma non l’accesso alle graduatorie per essere immessi al ruolo.

Il bando coinvolgerà esclusivamente Regioni, classi di concorso e tipologie di posti con effettivo bisogno, con riferimento agli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 per posti vacanti e disponibili. Una volta stilata la graduatoria di merito, al termine della procedura si andrà ad esaurimento dei posti. Ne consegue che vi potranno essere delle assunzioni anche alla scadenza del triennio previsto.

Per la selezione ci sarà una prova computer based con risposta multipla e si avrà il superamento della stessa in caso di conseguimento di una votazione di almeno 7/10. Per la definizione delle graduatorie si dovrà inoltre tener conto dei titoli di servizio e requisiti culturali e formativi.

Altra modifica apportata al provvedimento nella sua forma originaria riguarda il concorso riservato ai DSGA Direttori dei servizi generali e amministrativi). Al concorso potranno prendere parte solo chi coloro che sono in possesso della laurea. Ovvio il disaccordo da parte dei sindacati alla modifica rispetto al alla versione iniziale del decreto.

Altri provvedimenti contenuti nel decreto scuola

Per quanto concerne gli altri contenuti del Decreto scuola segnaliamo:

  • Vincolo di permanenza: previsto un vincolo di permanenza della durata di 5 anni nella sede di titolarità per i docenti neoassunti, al fine di garantire una continuità didattica.
  • Bonus merito: estensione del bonus merito agli insegnanti precari più meritevoli con contratto al 30 giugno o al 31 agosto; il riconoscimento si attribuirà anche a coloro non sono docenti di ruolo ma hanno solo un contratto a termine.
  • Niente impronte digitali per Dirigenti scolastici: esclusione dalla procedura di rilevazione delle impronte digitali dei Dirigenti scolastici e del personale ATA, al fine di risparmiare risorse da destinare alla riqualificazione degli edifici scolastici.
  • Stabilizzazione addetti alle pulizie: maxi assunzione a tempo indeterminato per più di 11 mila addetti alle pulizie; saranno resi stabili i posti per coloro che hanno acquisito un’esperienza di lavoro di almeno 10 anni, purché abbiano conseguito la terza media e non abbiano specifici precedenti penali.
  • Stabilizzazione dei precari di enti di ricerca: si stabilizzano i precari presso gli enti di ricerca di riferimento, ovvero coloro che hanno maturato anzianità di servizio nel settore mediante assegni di ricerca.
  • Abilitazioni scientifiche nazionali: passa da 6 a 9 anni la durata dell’abilitazione scientifica nazionale conseguita dal personale universitario.
  • Supplentite: per porre rimedio alla supplentite si introduce una nuova norma in base alla quale i soggetti vincitori del concorso scuola 2016 e 2018 e i docenti delle Gae potranno presentare la domanda di immissione a ruolo anche in province o regioni differenti. Si avrà la stabilizzazione dopo lo scorrimento delle graduatorie territoriali.

Decreto Scuola, testo definitivo in PDF del Dl 126/2019

Di seguito infine pubblichiamo il testo del Dl 126/2019.

download   Decreto-Legge 29 ottobre 2019, n. 126
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