Nasce la "Fondazione per il merito" a sostegno della formazione universitaria dei giovani

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Nasca la Fondazione per il merito previsto dal decreto sviluppo; l'obbiettivo è favorire l'accesso universitario ai più meritevoli.

Lo scorso 26 luglio è stato presentato a Palazzo Chigi, dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e dal Ministro dell’Istruzione Gelmini, ad imprenditori ed esponenti del mondo accademico le linee strategiche della Fondazione per il merito.

La Fondazione è stata prevista dal decreto sviluppo, art. 9, commi 3-16 del D.L. 70/2011):

E’ istituita, la Fondazione per il Merito per la realizzazione degli obiettivi di interesse pubblico del Fondo per il merito di cui all’articolo 4 della legge 30 dicembre 2010, n.240 nonche’ con lo scopo di promuovere la cultura del merito e della qualità degli apprendimenti nel sistema scolastico e nel sistema universitario. Per il raggiungimento dei propri scopi la Fondazione instaura rapporti con omologhi enti ed organismi in Italia e all’estero. Può altresì svolgere funzioni connesse con l’attuazione di programmi operativi cofinanziati dai Fondi strutturali dell’Unione europea, ai sensi della vigente normativa comunitari…

La Fondazione per il merito è una partnership pubblico-privato, promossa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e aperta alla partecipazione di imprese e privati e sarà presto operativa.

Obbiettivo dichiarato della fondazione è “Sostenere la formazione universitaria dei giovani attraverso un sistema di prestiti e premi di studio a favore degli studenti più meritevoli”. Nello specifico, mira a:

  • promuovere la cultura del merito;
  • incentivare la mobilità degli studenti verso gli Atenei più qualificati;
  • favorire l’autonomia dei giovani dalle proprie famiglie;
  • colmare la mancanza di un sistema di prestiti universitari in Italia.

La Fondazione parte con una dotazione iniziale di 9 mln di euro, a cui si aggiunge un versamento annuale al patrimonio di 1 mln di euro dal bilancio dello Stato.

Principali compiti della Fondazione

  1. Elaborare e gestire una prova nazionale dopo la maturità, per individuare gli studenti meritevoli (creare il “club” dei migliori): focus sul merito e non sul reddito;
  2. Predisporre un menu di strumenti di sostegno finanziario per gli studenti fuori sede, in particolare un sistema di prestiti con le seguenti caratteristiche:
  • importo di 6-8 mila euro all’anno, per tutto il periodo di studio;
  • durata a più lungo termine (20-25 anni) rispetto a quanto offerto dal mercato;
  • con rimborso solo durante la vita lavorativa e non prima;
  • rata proporzionale rispetto al reddito;
  • un consistente periodo di pre-ammortamento, fintantoché non si raggiunge una certa soglia minima di reddito;
  • possibilità di interrompere i rimborsi se il reddito scende al di sotto di una certa soglia.

Inoltre

Per gli studenti meritevoli che si sono distinti come eccellenti durante gli studi, il prestito potrà essere tramutato in premio di studio in modo totale o parziale e potrà non essere rimborsato (“gli eccellenti ex post”).

Per i maturati eccellenti (“i migliori dei migliori” tra i partecipanti al test nazionale), la Fondazione potrà valutare di erogare premi di studio per uno o più anni di studio.

Come ottenere il prestito

1. Iscrizione al test da parte degli studenti con buoni risultati all’esame di maturità
2.Somministrazione delle prove con l’assistenza di INVALSI e redazione del ranking
3.Concessione di prestiti universitari agli studenti meritevoli.

L’importo annuo del prestito/ premio è pari a 7.000 euro e verrà elargito per tutti i cinque anni di studio (sia triennale che magistrale). La durata del finanziamento è di 25 anni. L’avvio del rimborso scatta a partire dall’anno seguente al conseguimento della laurea specialistica. Previste infine due modalità di rimborso a seconda del reddito dello studente: gli individui con alto reddito rimborsano tutto il prestito e quelli con basso reddito il 70% dello stesso.

Beh, premesso che tutto ciò che si fa per la scuola e la cultura in genere, è sempre ben gradito, una domanda mi sorge spontanea: serviva una fondazione per fare tutto ciò? Non si poteva farlo e basta? E voi, cari lettori cosa ne pensate?

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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