Cassazione: anche i compensi in nero del lavoratore devono essere dichiarati al fisco

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I compensi in nero devono essere dichiarati al fisco ai fini Irpef.

La Cassazione, con sentenza nr. 9867 dello scorso 5 maggio, ha stabilito che il contribuente è tenuto in ogni caso, a dichiarare al Fisco, i compensi “in nero” che, andranno a formare la base imponibile d’imposta.

La sentenza ha riguardato una lavoratrice che, impugnava un avviso di accertamento IRPEF con il quale l’Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione i redditi percepiti, e non dichiarati, dalla società per la quale la ricorrente lavorava, nel corso dell’anno 1996, con irrogazione delle relative sanzioni.

I pagamenti effettuati “a nero” dalla società risultavano dalle ricevute autografe della lavoratrice, rinvenute ed acquisite in occasione di una verifica fiscale effettuata a carico della, stessa società.

Gli Ermellini, rifacendosi a precedenti orientamenti giurisprudenziali, (Cass. 8504/2009), hanno ribadito che “in caso di mancato versamento della ritenuta d’acconto da parte del datore di lavoro, il soggetto obbligato al pagamento del tributo è comunque anche il lavoratore contribuente” .

Più specificatamente, “in presenza dell’obbligo di effettuare “la ritenuta di acconto (diretta, in se, ad agevolare non solo la riscossione ma anche l’accertamento degli obblighi del percettore del reddito), l’intervento del “sostituto” lascia inalterata la posizione del “sostituito”, il quale è specificamente gravato dell’obbligo di dichiarare i redditi assoggettati a ritenuta, poiché essi concorrono a formare la base imponibile sulla quale, secondo il criterio di progressività, sarà calcolata l’imposta dovuto, detraendosi da essa la ritenuta subita come anticipazione del prelievo.

Da ciò consegue che, quando la ritenuta non sia stata operata su emolumenti che pur costituiscono componente di reddito, alla omissione il percettore dovrà ovviare, dichiarando i relativi proventi e calcolando l’imposta sull’imponibile alla cui formazione quei proventi hanno concorso“.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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