Consiglio di Stato: incostituzionali le graduatorie regionali per i docenti

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Per Consiglio di Stato, la legge della provincia di Trento che impone il reclutamento degli insegnanti su base regionale è incostituzionale.

Per il Consiglio di Stato, la legge della provincia di Trento che impone il reclutamento degli insegnanti su base regionale è incostituzionale. Così, la giustizia amministrativa ha deciso di rimettere alla Corte Costituzionale la legge Trentina sull’aggiornamento delle graduatorie. Per i giudici l’art. 92, c. 2-bis, della L. p. n. 5/06 è in contrasto con gli artt. 3, 4, 16, 51, 97 della Costituzione.
La decisione è scaturita sulla base di un ricorso fatto da un docente di Verona, incluso in coda alle graduatorie di Trento perché non residente in quella provincia.

Secondo i giudici, ” l’inserimento in fondo alla graduatoria dei docenti provenienti da altre graduatorie, anche se aventi un punteggio superiore a quelli già inseriti, determina una ingiustificata disparità di trattamento tra soggetti con i medesimi requisiti in funzione dell’avvenuta iscrizione in altra graduatoria di altra provincia”. “La norma, appare essere ispirata a una logica ‘protezionistica’ dei docenti inseriti nelle graduatorie trentine, al fine di ostacolare l’arrivo di docenti da altre graduatorie”.

“Esulta l’ANIEF che aveva avvertito l’assessore all’istruzione, on. Dalmaso, all’indomani della pubblicazione dell’ordinanza di aggiornamento/inserimento nelle graduatorie di Trento per l’a. s. 2009/2010: questa pronuncia del  C.d.S. è quanto mai opportuna – dichiara il pres. Marcello Pacifico – viste le recenti proposte avanzate dai parlamentari della Lega su graduatorie regionali e punteggi di residenza, perché chiarisce come anche nelle regioni-province autonome con competenza esclusiva nel settore della Scuola non sia possibile inserire in coda i docenti provenienti da altre regioni o attribuire un punteggio diverso da quello obiettivo valutabile su tutto il territorio nazionale, neanche in presenza di un’invocata quanto mai falsa continuità didattica.

Mentre rimane assicurato il diritto del ricorrente alla domanda risarcitoria in termini di immissioni in ruolo, punteggio di servizio non maturato e stipendio non percepito, e penso alle migliaia di docenti che hanno ricorso con l’ANIEF al Tar Lazio e al Presidente della Repubblica e attendono fiduciosi l’esito della sentenza della Corte Costituzionale sul c. 4-ter della L. 167/09″.

Fonte: www.anief.net

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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