Assegno unico automatico dal 2023: come funziona la novità che abbatte la burocrazia?

Dal 2023 per l'assegno unico non sarà più obbligatorio fare ogni anno la relativa domanda, ma la prestazione sarà erogata in automatico.


Negli ultimi mesi abbiamo parlato diffusamente dell’assegno unico, chiarendo che si tratta di una misura che ha inteso accorpare e razionalizzare le misure di sostegno alla natalità e genitorialità. Le novità però non sono finite: infatti, i beneficiari dell’assegno unico e universale figli a carico – a partire dal 2023 – potranno contare sul riconoscimento automatico della prestazione, laddove i requisiti che ne consentono il versamento, restino tali e quali.

Un taglio della burocrazia molto gradito e che è stato di fatto anticipato dal direttore dell’Inps, ovvero l’istituto che materialmente si occupa di erogare la somma ai nuclei familiari aventi diritto.

Vediamo allora più da vicino come funziona l’automatismo, senza dimenticare alcuni dettagli utili sul meccanismo della misura di sostegno al reddito delle famiglie.

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Assegno unico automatico dal 2023: il rilievo dell’Isee per la semplificazione

L’assegno unico e universale figli a carico ha sostituito le precedenti misure di supporto alla famiglia, pensiamo ad es. al premio alla nascita o per l’adozione del minore, al fondo di sostegno alla natalità o ancora all’assegno di natalità (cd. bonus bebè). Mentre dal primo marzo 2022 le detrazioni fiscali per figli a carico valgono solo per i figli di età pari o maggiore di 21 anni.

Il contributo è assicurato a tutte le famiglie, al di là della loro condizione di reddito. Ricordiamo altresì che una novità importante di questa estate ha come data di riferimento il primo luglio: infatti da quel giorno, gli aventi diritto – pur facendo domanda – non possono più chiedere le mensilità arretrate.

Non dimentichiamo inoltre che l’ammontare dell’assegno unico cambia in base all’Isee valido al momento della domanda, tuttavia i genitori che non abbiano a disposizione il documento possono comunque beneficiarne – seppur nella misura minima. E proprio l’Isee è una variabile fondamentale al fine dell’automatismo della prestazione in oggetto.

In particolare, l’automaticità del riconoscimento della prestazione sarà possibile nelle circostanze nelle quali Isee e composizione del nucleo familiare restino identici. Questo snellimento della burocrazia sarà sicuramente molto apprezzato dai percettori della misura di sostegno al reddito, in quanto non vi sarà più alcun obbligo di invio preventivo della domanda all’Inps. Dunque nessun pericolo che – tra mille scadenze sul calendario – ci si dimentichi proprio dell’obbligo e dunque si vada incontro ad una decurtazione della prestazione.

Assegno unico e universale: come funziona in concreto il rinnovo automatico annuale per i beneficiari?

In termini pratici, per il nucleo familiare l’automatismo avrà i seguenti effetti:

  • dal 2023 l’Inps verserà il sussidio ripetendo le stesse modalità e gli importi di quest’anno, laddove non siano segnalate variazioni da parte del nucleo familiare beneficiario;
  • l’istituto così accrediterà la somma in via automatica sullo stesso IBAN già indicato dall’avente diritto;
  • ma gli importi potranno eventualmente cambiare in un momento successivo, solo se gli utenti interessati segnaleranno cambiamenti a livello di Isee (reddito o patrimonio del nucleo) o del numero dei figli a carico.

D’altronde, per quanto riguarda l’assegno unico automatico nel 2023, non vi sarebbe motivo di agire diversamente: l’Inps già sa qual è la situazione reddituale di un certo nucleo familiare in base all’Isee indicato e quindi, in queste condizioni, conservare l’obbligo di far domanda anche per il 2023 avrebbe rappresentato una inutile complicazione burocratica. E ciò proprio in un periodo in cui le istituzioni – anche e soprattutto grazie all’apporto delle nuove tecnologie – stanno cercando di semplificare il più possibile i rapporti con i cittadini e i contribuenti.

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Importi assegno unico 2023 incrementati a causa dell’inflazione

Quanto detto finora si combina con un altro dettaglio degno di nota: dal primo gennaio del prossimo anno i beneficiari della misura avranno nuovi importi aumentati, per effetto della rivalutazione al nuovo tasso dell’inflazione.

L’incremento, seppur di pochi euro, intende costituire una (parziale) risposta all’aumento del costo della vita e al rischio di forte diminuzione del potere di acquisto delle famiglie. Previsti anche adeguamenti delle soglie Isee rispetto alle variazioni del costo della vita. Pertanto, l’importo dell’assegno unico sarà indicizzato all’inflazione, così come stabilito nel provvedimento che di fatto lo ha istituito, ovvero il d. lgs. n. 230 del 2021.

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