Assegno unico figli disabili: novità Dl semplificazioni recepite dall’INPS

L'assegno unico per i figli disabili è riconosciuto con maggiorazioni degli importi e senza limiti di età. Ecco tutti i dettagli.


Come funziona l’assegno unico per le famiglie con figli disabili? Quanto spetta e quali sono i limiti di età? Negli ultimi tempi, l’assegno unico ed universale è stato ed è un argomento ‘caldo’, in quanto si tratta di un sostegno economico che – di fatto – sostituisce le detrazioni per i figli a carico minori di 21 anni, gli assegni familiari e diversi bonus erogati fino ad ora. Ciò allo scopo di favorire la natalità; sostenere la genitorialità e promuovere l’occupazione, anche e soprattutto quella femminile.

Il Decreto Semplificazioni approvato in Consiglio dei Ministri dello scorso 15 giugno 2022 ha previsto una importante novità in merito all’assegno unico per le famiglie con figli disabili a carico sia minorenni che maggiorenni. Si tratta di una nuova maggiorazione pari a 120 euro per quei nuclei familiari con ISEE fino a 25.000 euro e con figli disabili.

Aggiornamento: con Messaggio n. 3518 l’INPS recepisce e illustra le novità su regole e importi introdotti dal Decreto Semplificazioni a tutela delle famiglie con figli a carico disabili maggiorenni. Ricordiamo infatti che il decreto Semplificazioni ha aumentato per il 2022 gli importi dell’assegno unico spettanti ai figli disabili.

Ebbene, qui di seguito intendiamo occuparci dell’assegno unico ed universale, con specifico riferimento ai figli disabili, onde capire come funziona in queste particolari circostanze, quali sono i requisiti e gli importi in gioco. Facciamo chiarezza.

Assegno unico e universale, cos’è e come funziona

L’assegno unico e universale consiste un sostegno economico ai nuclei familiari, versato per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni di età anagrafica (in presenza di specifiche condizioni). Per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza.

In linea generale, l’importo spettante cambia in base alla condizione economica del nucleo familiare e, proprio per questo, è molto importante il possesso di ISEE valido.

L’Assegno è detto:

  • unico, giacché è focalizzato sulla semplificazione e sul correlato potenziamento degli interventi per sostenere la genitorialità e la natalità;
  • universale, poiché è garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico, anche in mancanza di ISEE o con ISEE al di sopra del tetto di 40mila euro.

Da rimarcare che l’assegno può essere versato al nucleo familiare, senza l’applicazione di limiti di età, in ipotesi di figli disabili.

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Assegno unico figli disabili, le novità per il 2022

Così come previsto dal Dl Semplificazioni e recepito dall’INPS con messaggio 3518:

L’importo dell’assegno previsto per ciascun figlio minorenne, che può arrivare ad un massimo di 175 euro mensili per un Isee pari o inferiore a 15mila euro, che si riduce gradualmente in a seconda del crescere del valore Isee, solo per l’anno 2022, viene concesso anche in caso di figli maggiorenni disabili senza limiti di età;

Dal 2023 si applicheranno nuovamente “la maggiorazione di 80 euro mensili, per i figli maggiorenni disabili fino al compimento del ventunesimo anno di età e di 85 euro mensili (riducibili a seconda dell’Isee) per i figli maggiorenni disabili di età pari o superiore a 21 anni”.

Per quanto riguarda i nuclei familiari orfanili, l’assegno spetta anche agli orfani maggiorenni che, secondo l’Inps, rispettano le seguenti condizioni: titolarità di pensione ai superstiti e disabilità grave ai sensi della Legge 104 articolo 3, comma 3.

Le disposizioni previste dal Dl Semplificazioni hanno effetto con riferimento alle mensilità spettanti già da marzo 2022 e includono le mensilità di gennaio e febbraio 2023. Pertanto “per le domande presentate entro il 30 giugno 2022, l’Inps provvederà ai dovuti conguagli delle rate di assegno unico spettanti ed eventualmente già erogate a decorrere dal mese di marzo 2022”.

Assegno unico figli disabili e ISEE

L’importo dell’assegno unico e universale per i figli a carico è fissato sulla scorta della condizione economica del nucleo familiare, accertata tenendo conto dell’ISEE in corso di validità. Pertanto, alle famiglie che alla data della domanda siano in possesso di ISEE in corso di validità, l’assegno è versato con importi maggiorati e quantificati in base alla corrispondente fascia di ISEE. Le stesse maggiorazioni sono comunque valevoli – con decorrenza retroattiva e dunque con tutti gli arretrati – anche nei confronti di chi al momento della presentazione della domanda non sia in possesso di ISEE; ma attesti l’indicatore della situazione economica in un momento successivo, e comunque non oltre il 30 giugno.

Rimarchiamo che l’assegno unico per i figli a carico, essendo misura ‘universale’, può essere richiesto anche in assenza di ISEE, ovvero con ISEE superiore alla soglia di euro 40mila. In tal caso, saranno tuttavia corrisposti gli importi minimi dell’assegno previsti dalla normativa.

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Importi maggiorati e senza limite di età

In linea generale, la citata riforma delle misure di sostegno alla famiglia dispone, per ogni figlio disabile:

  • la maggiorazione dell’assegno unico ed universale, rispetto agli importi riconosciuti ai figli minorenni e maggiorenni sino a 21 anni;
  • maggiorazione graduata in base alle classificazioni della condizione di disabilità (media, grave o non autosufficiente);
  • forbice della maggiorazione, tra il 30% e il 50% dell’assegno unico attribuito per figli non disabili.

Se ci si chiede come individuare concretamente l’importo attribuito per i figli disabili, è necessario fare riferimento anzitutto ai valori ‘base’, previsti per i figli – minorenni e maggiorenni non oltre i 21 anni normodotati – che si collegano, a loro volta, all’ISEE della famiglia.

Laddove l’ISEE del nucleo familiare del richiedente non superi i 15mila euro, scatta per ogni figlio minorenne un assegno mensile di 175 euro (importo massimo). Ma l’ammontare cala, al crescere dell’ISEE, fino ad un minimo di 50 euro in corrispondenza di un ISEE al di sopra dei 40.000 euro (o in mancanza di presentazione di ISEE).

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Assegno unico ed universale figli disabili: quali sono gli importi?

Ebbene, alla luce di quanto finora detto, per ogni figlio disabile, gli importi saranno stabiliti nel modo seguente:

  • Figlio disabile al di sotto dei 18 anni di età (facendo riferimento al DPCM n. 159 del 2013, recante norme inerenti il meccanismo dell’ISEE, per individuare la definizione della disabilità grave, media e di non autosufficienza). All’importo base dell’assegno unico si somma una maggiorazione parametrata alla gravità della disabilità:
    • 105 euro al mese se il figlio è non autosufficiente;
    • 95 euro al mese se la disabilità è grave;
    • 85 euro al mese se la disabilità è media.
  • Figlio di età tra i 18 e i 21 anni: al valore base valevole per i figli maggiorenni non disabili, va sommata una maggiorazione (fissa) pari a 80 euro al mese;
  • Figlio disabile con età al di sopra o pari ai 21 anni – che sia sempre fiscalmente a carico –  l’assegno unico ed universale scatta e si applica senza limiti di tempo, nella forbice di:
    • 85 euro mensili (con ISEE pari o sotto i 15.000 euro)
    • e 25 euro mensili (con ISEE pari o sopra i 40.000 euro). Pertanto, il valore è proporzionato a quanto emerge con l’ISEE e non si avvale di ulteriori maggiorazioni.

Ulteriore maggiorazione per ogni figlio dopo il secondo

Non bisogna poi dimenticare che, per ogni figlio dopo il secondo, spetta una maggiorazione da 85 a 15 euro sempre parametrata in base all’ISEE. In termini pratici, significa che se ci sono due figli minorenni non disabili ed un terzo disabile i valori citati, legati al figlio disabile, devono essere ulteriormente innalzati di un importo compreso tra 85 e 15 euro al mese. Ecco perché l’ISEE è così fondamentale ai fini dell’attribuzione dell’importo dell’assegno unico ed universale.

Ricordiamo infine che, in linea generale e quindi anche per i figli disabili, la domanda per l’assegno unico e universale è annuale, includendo:

le mensilità che vanno da marzo a febbraio dell’anno successivo e può essere presentata a partire dal 1° gennaio 2022 da uno dei due genitori esercenti la responsabilità genitoriale a prescindere dalla convivenza con il figlio, direttamente attraverso il sito INPS; ovvero chiamando il contact center o tramite patronati“.

FAQ Assegno Unico INPS

Per finire alleghiamo di seguito le FAQ INPS aggiornate sull’Assegno Unico.

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