Assegno unico, dal 16 marzo al via i pagamenti INPS di marzo 2022

Dal 16 marzo l'INPS ha iniziato ad erogare i pagamenti dell'assegno unico e universale agli aventi diritto. Ecco cosa e dove controllare.


La nuova misura di sostegno al reddito per le famiglie con figli a carico, ossia l‘assegno unico e universale, è finalmente entrata nel vivo e dal 16 marzo scattano i primi pagamenti da parte dell’Inps, aventi ad oggetto il versamento della prima rata di marzo 2022 del citato assegno per chi ha inviato la domanda online entro il 28 febbraio 2022. Il mezzo utilizzato per i pagamenti dell’assegno unico è quello del bonifico.

Le famiglie beneficiarie, ove in possesso, riceveranno una notifica dell’avvenuto pagamento anche a mezzo App IO (la stessa che si usa per il green pass per intenderci). Una volta ricevuta la notifica entro un paio di giorni arriverà l’accredito sul conto corrente. Quindi a differenza degli ANF non è più il datore di lavoro a fare i pagamenti, ma direttamente l’INPS.

E’ di seguito opportuno fare il punto sui primi pagamenti dell’assegno unico e universale: ovvero come funzionano e che cosa controllare. Scopriamolo nel corso di questo articolo.

Assegno unico, che cos’è e come funziona in sintesi

Si tratta di un contributo che di fatto sostituisce varie misure a sostegno del reddito, tra cui il bonus bebè e le detrazioni sui figli a carico in busta paga. Attenzione però ai dettagli che consentono di fatto l’accredito: il codice fiscale di colui che fa domanda deve essere corrispondente a quello in possesso dell’INPS e legato al titolare dell’IBAN su cui si chiede l’accredito.

Prima di focalizzarci sulle ultime notizie in tema di pagamenti INPS per la misura in oggetto, ricapitoliamo in sintesi in che cosa consiste l’assegno unico e universale figli a carico. Ecco i suoi tratti essenziali:

  • la relativa domanda deve essere effettuata dal genitore, una volta all’anno, e deve includere tutti i figli per cui si domanda il sussidio, con la possibilità di aggiungere possibili nuove nascite;
  • è una prestazione INPS che serve a supportare economicamente tutte le famiglie che hanno figli a carico;
  • è assegnata dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del 21° anno di età del figlio (in presenza di specifiche condizioni, come ad es. l’iscrizione del figlio maggiorenne ad un corso di formazione professionale o universitario);
  • non vi è limite di età per i figli disabili;
  • l’assegno è unico in quanto di fatto assorbe non poche misure a sostegno della natalità, della crescita demografica e dunque della famiglia;
  • l’assegno è universale giacché è previsto per tutte le famiglie con figli a carico residenti nel nostro paese, senza esclusioni legate all’ISEE.

Da notare altresì che la misura spetta non soltanto ai lavoratori dipendenti, ma anche agli autonomi, ai disoccupati e ai beneficiari del RdC. In particolare, per questi ultimi l’iter di ricezione dell’accredito è molto più snello. Infatti essi otterranno in automatico l’accredito sulla RdC Card con la rata del sussidio, senza obbligo di fare una domanda ad hoc.

Assegno unico, come e quando arrivano i pagamenti

In apertura abbiamo detto che dal 16 marzo, sono iniziati i primi pagamenti dell’assegno unico e universale per i figli a carico: l’INPS ha infatti appena avviato i versamenti della rata per questo mese – vale a dire la prima in assoluto.

In particolare, ben 3 milioni di domande sono state presentate tra il primo gennaio e il 28 febbraio 2022 e saranno saldate entro la fine di questo mese.

Infatti, secondo la tabella di marcia, i pagamenti in oggetto dovranno completarsi entro il 31 marzo, ma solo per coloro che hanno fatto domanda nei primi due mesi dell’anno. Mentre, per quanto riguarda le domande presentate da questo mese, il pagamento si compie dal mese posteriore.

Leggi anche: Assegno Unico, come si calcola? Guida ed esempi pratici per scoprire quanto spetta

Quanto spetta

La quota spettante per l’assegno in oggetto varia tra 50 euro e 175 euro al mese per ciascun figlio, sulla scorta del parametro dell’ISEE, fino al 21° anno di età. Ma vero è che gli importi possono anche essere aumentati se sussistono alcuni particolari requisiti, come ad es. nuclei familiari numerosi.

Tuttavia otterranno comunque l’importo minimo, pari a 50 euro, i seguenti soggetti:

  • coloro i quali non presentano l’Isee;
  • coloro che presentano Isee che oltrepassa la soglia di 40.000 euro.

Leggi anche: Assegno unico 2022 senza Isee: come fare richiesta e a quale condizione

Come funziona l’accredito su IBAN

In particolare, il versamento avviene con bonifico, sulla scorta dell’IBAN indicato nell’iter di domanda per l’ottenimento del contributo.

Di fatto, l’erogazione dell’assegno unico e universale si realizza in base alla ripartizione specificata in domanda, ossia:

  • al 50% tra i due genitori;
  • o 100% al solo richiedente.

Peraltro, detta ripartizione può essere modificata anche in un secondo momento, ed anche su iniziativa del secondo genitore.

Non solo: è essenziale che l’IBAN sia esatto e corrisponda ad un conto/carta intestato (o co-intestato) al primo richiedente dell’assegno unico figli.

Leggi anche: Domanda Assegno unico figli INPS: come fare richiesta. Chiarimenti sull’IBAN da inserire

Assegno Unico, notifica App IO di avvenuto pagamento

Notifica pagamento assegno unico app io

Come detto in premessa i richiedenti l’assegno che sono già registrati sull’App IO con SPID funzionante riceveranno una notifica dell’avvenuto pagamento dell’assegno unico e universale da parte dell’INPS.

Una volta ricevuta la notifica sull’App IO verosimilmente entro un paio di giorni arriverà l’accredito sul conto corrente il cui IBAN è stato inserito in sede di domanda di assegno unico.

Ricordiamo a riguardo che l’IBAN deve essere intestato o co-intestato alla persone che ha presentato la domanda, altrimenti il pagamento dell’assegno unico sarà bloccato automaticamente dal sistema.

Arretrati assegno unico, che cosa fare

I primi pagamenti delle mensilità dell’assegno unico e universale figli a carico impongono di considerare la questione arretrati, onde capire quali sono le regole in proposito. Ebbene, la situazione è la seguente:

  • nei confronti di coloro che fanno domanda entro fine giugno 2022, saranno assegnate le mensilità arretrate a cominciare da marzo; ossia il primo mese di spettanza della prestazione annuale – distribuita su 12 rate fino al prossimo febbraio;
  • nei confronti di chi invece presenta la domanda dopo il 30 giugno, saranno assegnate esclusivamente le mensilità restanti – ossia da luglio 2022 fino a febbraio 2023. Non spetta insomma alcune diritto ad arretrati.

Ecco perché non occorre temporeggiare e presentare quanto prima la domanda per l’assegno unico e universale, qualora non sia già stata fatta.

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