Bonus 150 euro nel DL Aiuti ter: requisiti, beneficiari e tempistiche. La guida rapida

Il bonus 150 euro è una delle novità nel testo del decreto legge Aiuti ter, approvato dal CdM la scorsa settimana. Come funzionerà?


Un nuovo bonus arriverà a breve per una vasta platea di beneficiari, così come indicato nella bozza del testo del decreto Aiuti ter, il nuovo provvedimento recante misure di supporto economico per cittadini, famiglie ed imprese e che vuole essere una risposta concreta alla perdurante crisi economica, al boom dell’inflazione e alle bollette fuori controllo. Si tratta del bonus 150 euro una tantum previsto dal nuovo decreto e che comporterà uno stanziamento pari a circa 3 miliardi di euro.

Di certo non un intervento risolutivo per i bilanci di milioni di famiglie italiani, ma per lo meno un’iniziativa a sostegno di chi sta avendo numerose difficoltà a far quadrare i conti negli ultimi mesi. Vediamo allora di seguito qualche interessante caratteristica di questa nuova prestazione, quali sono i requisiti e quando verrà erogata – pur tenuto conto che le conferme ufficiali arriveranno soltanto dopo la pubblicazione della versione definitiva del Decreto Aiuti ter in GU. I dettagli.

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Bonus 150 euro nel decreto Aiuti ter: le prime indicazioni sulla nuova prestazione

Nell’ambito del CdM della scorsa settimana, si è registrata l’approvazione del nuovo decreto legge che include misure di contrasto all’inflazione e all’aumento dei prezzi dell’energia: si tratta ovviamente delle ultime attività di questo Esecutivo, ormai nell’imminenza delle elezioni politiche previste per il 25 settembre.

Ebbene, tra i molteplici aspetti ed argomenti affrontati dalla bozza di quello che poi sarà il provvedimento definitivo, non manca il citato nuovo bonus da 150 euro, ovvero una ulteriore prestazione economica una tantum – ovvero versata una volta sola – che segue il bonus 200 euro di questa estate.

In base a quanto si apprende dal testo del decreto legge Aiuti ter, il bonus 150 euro;

  • vedrà come beneficiari lavoratori e pensionati, ma non solo;
  • avrà come requisito il reddito non al di sopra dei 20mila euro, pur con le specifiche di cui tra poco diremo.

Secondo le stime, coloro che potranno usufruire del nuovo contributo una tantum saranno più di 20 milioni di cittadini. Infatti, insieme ai lavoratori (sia subordinati che con partita Iva) e pensionati con reddito al di sotto dei 20mila euro, tra i beneficiari si trovano anche gli incapienti, ovvero quei contribuenti che hanno un reddito così basso da non doverlo dichiarare all’Agenzia delle Entrate o che, in ipotesi di dichiarazione, non possono conseguire i benefici collegati alle detrazioni d’imposta.

Chi incasserà il nuovo bonus 150 euro una tantum?

Non vi sono dubbi a riguardo: la bozza del decreto legge Aiuti ter, nel quadro delle “ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza” include una specifica indennità ulteriore per i pensionati e per tutte le categorie di lavoratori che già hanno incassato il bonus 200 euro. 

Nel vasto ambito dei beneficiari troviamo dunque, ad esempio: lavoratori subordinati a tempo indeterminato ma anche stagionali; lavoratori autonomi e lavoratori domestici; incaricati alle vendite a domicilio; lavoratori co.co.co.; dottorandi e assegnisti di ricerca iscritti alla Gestione Separata. Previsto il bonus anche per titolari di assegno sociale, pensioni di invalidità e trattamenti di accompagnamento alla pensione. I pensionati vedranno l’importo accreditato direttamente con la pensione, senza bisogno di fare domanda.

Non solo. Tra coloro che incasseranno il bonus 150 euro abbiamo anche persone che non hanno un’occupazione stabile o che stanno cercando lavoro: ci riferiamo in particolare ai percettori RdC e a coloro che incassano la Naspi, ovvero la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Amplissima insomma la platea degli aventi diritto che, come accennato, si stima superiore alle 22 milioni di unità.

Novità nel requisito reddituale: cosa cambia rispetto al bonus 200 euro?

Abbiamo detto che i beneficiari dell’indennità 150 euro sono praticamente coloro che hanno già intascato il bonus 200 euro, ma c’è un cambiamento sostanziale nel requisito di reddito. Lo sintetizziamo nei termini seguenti:

  • per quanto attiene ai lavoratori subordinati, il nuovo bonus 150 euro scatterà e sarà versato in busta paga, a patto che abbiano una retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre 2022 non al sopra della cifra di 1.538 euro;
  • non sarà obbligatorio l’aver goduto dell’esonero contributivo corrispondente allo 0,8% per almeno una mensilità nel primo quadrimestre di quest’anno;
  • per tutti gli altri beneficiari della misura di sostegno al reddito, le nuove norme di cui al testo di decreto Aiuti ter, approvato dal Consiglio dei Ministri, richiedono che il reddito 2021 non sia al di sopra dei 20mila euro.

Alcuni beneficiari dovranno fare domanda: ecco chi sono

Come già per il bonus 200 euro, anche in questo caso vi saranno lavoratori che dovranno attivarsi con domanda ad hoc, al fine di conseguire l’indennità in oggetto. Ci riferiamo in particolare a:

  • dottorandi e assegnisti di ricerca iscritti alla Gestione Separata;
  • lavoratori co.co.co;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che abbiano conseguito almeno 50 contributi giornalieri pagati lo scorso anno;
  • lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, che abbiano effettuato la prestazione di lavoro per almeno 50 giornate nel corso dello scorso anno.

Gli interessati dovranno seguire istruzioni specifiche per fare domanda, le quali arriveranno dall’Inps – ente peraltro incaricato di versare il bonus 150 euro, così come già per il bonus 200 euro. Ma prima il decreto dovrà essere pubblicato in GU.

Bonus 150 euro: la situazione per i titolari di partita Iva

Per quanto riguarda i titolari di partita Iva il nuovo bonus 150 euro scatta per chi ha redditi fino a 20.000 euro. Ma attenzione: la novità di cui alla bozza del DL Aiuti ter consiste in un importo ulteriore rispetto all’indennità originaria e non costituisce, dunque, una nuova tranche di aiuto. Perciò lavoratrici e lavoratori autonomi, professionisti e professioniste rientranti nel tetto dei 20mila euro annui, avranno diritto a un bonus di 350 euro.

Mentre altri lavoratori come i subordinati o i lavoratori domestici che hanno già ricevuto il precedente bonus 200 euro, gli autonomi senza partita Iva titolari di contratti d’opera nel 2021, gli incaricati alle vendite a domicilio, ma anche i pensionati e i titolari di RdC o Naspi riceveranno il bonus 150 euro in automatico, ovvero senza bisogno di fare domanda.

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Ulteriori precisazioni sul nuovo bonus 150 euro una tantum

Circa le tempistiche di erogazione della prestazione, al momento è noto che per le categorie di beneficiari per le quali l’indennità giunge in automatico (in busta paga o con la pensione), il versamento del bonus 150 euro è previsto per il prossimo novembre. Mentre per le altre categorie di percettori, che debbono fare domanda, saranno necessarie le comunicazioni Inps ad hoc, che specificheranno modalità, tempistiche e scadenze.

Infine non dimentichiamo che detto nuovo bonus non costituisce reddito ai fini fiscali, non può essere ceduto, né sottoposto a sequestro, non può essere pignorato e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né ai fini del versamento di prestazioni previdenziali ed assistenziali.

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