Bonus acqua potabile 2022: scende il credito d’imposta per i beneficiari. La nuova percentuale

Il bonus acqua potabile è stato riconfermato fino al 2023, ma l'AdE recentemente ha rideterminato l'ammontare del credito d'imposta in gioco.


In tempi di rincari e di aumenti generalizzati dei prezzi, appare assai opportuno parlare dei vantaggi del bonus acqua potabile. L’agevolazione è stata oggetto di varo delle istituzioni, al fine di favorire i lavori di efficientamento per i bagni e il risparmio idrico in casa. Grazie a questi lavori, infatti, sarà possibile conseguire un conveniente minor dispendio delle risorse idriche, e ciò chiaramente va altresì nella direzione della tutela dell’ambiente.

Tuttavia, in tema di bonus acqua potabile, i contribuenti che hanno sostenuto nel corso del 2021 spese legate all’acquisto e installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica, debbono ricordare che potranno contare su un rimborso meno consistente di quanto previsto. Infatti un provvedimento dell’Amministrazione finanziaria dello scorso 31 marzo ha indicato che l’importo da inserire nel modello 730/2022 o da usare in compensazione mediante modello F24 cala dal 50 al 30,37% del credito richiesto.

Ecco perché ci appare opportuno fare il punto su questa agevolazione, spiegando in sintesi come funziona, quali vantaggi comporta e chi può ottenerla. Di seguito tutti gli opportuni dettagli.

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Bonus acqua potabile: di che si tratta?

Spiegare che cos’è il bonus acqua potabile è semplice. L’agevolazione è stata prevista inizialmente dalla legge di Bilancio 2021, divenendo operativa a partire dal giugno 2021 – giacché i tempi tecnici hanno condotto al decreto attuativo solo dopo diversi mesi. L’Agenzia delle Entrate che gestisce la misura, con il provvedimento del 16 giugno 2021 ha definito i criteri e le modalità di fruizione del beneficio. Di seguito la misura è stata oggetto di proroga nell’ultima manovra per tutto l’anno e fino al 2023.

Il bonus acqua potabile è di fatto un’agevolazione o aiuto economico a favore del cittadino che compra apparecchiature per migliorare la qualità dell’acqua da bere nella propria abitazione, oppure in un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale, ma anche in un ente del terzo settore o religioso.

Meccanismo e finalità del bonus acqua potabile

Di fatto l’incentivo si sostanzia in un credito di imposta sulle spese effettuate per l’acquisto e l’installazione di sistemi (filtri, depuratori o gasatori), aventi la finalità del miglioramento qualitativo delle acque – per il consumo da parte dell’uomo  – erogate dagli acquedotti, e dunque dai rubinetti. Detto credito di imposta si riferisce alle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022.

Attenzione però: l’ammontare delle spese agevolabili va reso noto all’Agenzia delle Entrate tra il primo febbraio e il 28 febbraio dell’anno posteriore a quello di sostenimento del costo.

La misura in oggetto mira da un lato a ridurre il consumo dei contenitori di plastica per l’acqua potabile, mentre dall’altro a razionalizzare l’uso delle risorse idriche, le quali costituiscono un bene sempre più prezioso.

Come ricordato nel sito web dell’Agenzia delle Entrate, l’importo massimo delle spese sulle quali calcolare l’agevolazione è stabilito in:

  • 1.000 euro per ogni immobile, per le persone fisiche;
  • 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Inoltre gli interessati ad avvalersi di questo interessante incentivo, debbono ricordare che le informazioni sugli interventi debbono essere trasmesse digitalmente all’Enea – ossia l’ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile.

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Bonus acqua potabile: crediti d’imposta inferiori alle attese

Con il citato provvedimento di fine marzo, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato che a fronte di 5 milioni di euro stanziati per il finanziamento del bonus acqua potabile per le spese sostenute lo scorso anno, sono più di 16 milioni i crediti d’imposta richiesti in totale. Si tratta di un numero assai maggiore rispetto alle risorse disponibili per garantire il funzionamento del meccanismo in oggetto.

Ecco perché l’entità del credito d’imposta fruibile da ogni beneficiario è stato così rivisto, rapportando il limite totale di spesa all’importo totale dei crediti risultanti dalle comunicazioni presentate. In breve, l’importo da inserire nel modello 730 del 2022, o da utilizzare in compensazione mediante modello F24, non è più del 50% ma corrisponderà al 30,37% del credito indicato nella comunicazione fatta pervenire all’Amministrazione finanziaria delle Entrate entro lo scorso 28 febbraio.

Ricordiamo infine che l’importo delle spese effettuate nell’ambito del bonus acqua potabile deve essere documentato da una fattura elettronica o un documento commerciale, nel quale sia riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito in oggetto. In particolare, per i privati e in generale i soggetti differenti da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, il pagamento è da compiersi con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento che non siano i contanti.

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