Il bonus benzina potrebbe tornare nelle prossime settimane, ma con una formula diversa rispetto agli interventi utilizzati finora per contrastare il caro carburanti. Il Governo sta infatti lavorando a un sistema di aiuti più mirato, destinato soprattutto a chi utilizza l’auto per lavorare e alle famiglie con redditi più bassi.
Il cambio di strategia potrebbe arrivare subito dopo il 5 settembre 2026, data fino alla quale è stato prorogato il taglio delle accise sul gasolio. L’idea è quella di abbandonare progressivamente gli sconti generalizzati alla pompa, costosi per le casse pubbliche, per concentrare le risorse su determinate categorie.
Tra le ipotesi circolate ci sono buoni carburante fino a 200 euro per i lavoratori dipendenti, un aiuto specifico per autonomi e partite IVA e un possibile intervento collegato alla Carta Dedicata a Te, che consentirebbe di raggiungere anche famiglie e pensionati.
Attenzione, però: il nuovo bonus benzina non è ancora stato approvato. Importi, requisiti e modalità di erogazione sono ancora in discussione e potrebbero cambiare con il provvedimento definitivo.
Bonus benzina 2026, cosa sta preparando il Governo
Il punto di partenza è la decisione di sostituire, almeno in prospettiva, gli interventi generalizzati sulle accise con agevolazioni più selettive.
Il motivo è abbastanza semplice: ridurre le accise significa abbassare il prezzo del carburante indistintamente per tutti, indipendentemente dal reddito. Un bonus mirato permetterebbe invece di concentrare la stessa disponibilità finanziaria su una platea più ristretta.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha indicato due categorie da tutelare in particolare: chi deve spostarsi per motivi di lavoro e i nuclei economicamente meno abbienti.
Ed è proprio da questo principio che stanno prendendo forma diverse soluzioni, perché un unico meccanismo difficilmente potrebbe funzionare allo stesso modo per dipendenti, autonomi e pensionati.
Fino a 200 euro per i lavoratori dipendenti?
Per i dipendenti la soluzione apparentemente più semplice sarebbe quella dei buoni carburante riconosciuti dal datore di lavoro, riprendendo almeno in parte il modello sperimentato nel 2022.
L’importo di 200 euro viene indicato come possibile riferimento, ma al momento non può essere considerato definitivo.
Il meccanismo potrebbe passare attraverso il sistema dei fringe benefit e del welfare aziendale, consentendo alle imprese di riconoscere ai propri lavoratori buoni destinati all’acquisto di carburante beneficiando di un trattamento fiscale agevolato.
C’è però una differenza fondamentale rispetto a un normale bonus pubblico: se venisse confermata questa impostazione, bisognerà capire se l’erogazione sarà una scelta del datore di lavoro oppure se saranno previste forme di incentivo o compensazione tali da rendere il beneficio più facilmente accessibile ai dipendenti.
Pertanto non bisogna dare per scontato, almeno per ora, che tutti i lavoratori riceveranno automaticamente 200 euro in busta paga.
Partite IVA e autonomi: serve un meccanismo diverso
Uno degli elementi più interessanti riguarda il possibile coinvolgimento di partite IVA e lavoratori autonomi.
Professionisti, artigiani e piccoli imprenditori non hanno infatti un datore di lavoro che possa riconoscere un fringe benefit. Se il Governo decidesse realmente di includerli, sarebbe necessario creare un canale differente.
Tra le possibilità possono rientrare un voucher specifico oppure un’agevolazione fiscale collegata alle spese sostenute per il carburante nell’esercizio dell’attività.
È però proprio su questa categoria che le modalità operative appaiono ancora meno definite.
Un’eventuale agevolazione fiscale dovrebbe inoltre stabilire come distinguere le spese professionali da quelle personali e quali soggetti potrebbero effettivamente accedere al beneficio.
Per chi percorre molti chilometri per lavoro – pensiamo ad agenti, artigiani, professionisti e altre attività itineranti – la misura potrebbe comunque assumere un peso maggiore rispetto a un semplice contributo una tantum.
Bonus benzina anche per famiglie e pensionati con Carta Dedicata a Te?
Il solo ricorso ai fringe benefit lascerebbe fuori milioni di persone, a cominciare dai pensionati e dai nuclei nei quali non ci sono lavoratori dipendenti.
Per questo si sta valutando anche una seconda strada: utilizzare la Carta Dedicata a Te per sostenere la spesa per il carburante.
Non sarebbe una novità assoluta. In passato la social card è stata utilizzata anche per acquistare carburante o beneficiare di apposite agevolazioni presso i distributori aderenti.
Una soluzione di questo tipo consentirebbe di raggiungere le famiglie economicamente più fragili e potrebbe indirettamente comprendere anche pensionati che rispettano i requisiti previsti per la carta.
Resta da capire se verrà semplicemente ampliato l’utilizzo delle somme già riconosciute oppure se sarà previsto un importo aggiuntivo specificamente destinato al carburante.
Anche l’ipotesi di un bonus pubblico intorno ai 100 euro per i nuclei con ISEE basso è tra gli scenari circolati, ma non esiste ancora un importo ufficiale.
Ci sarà un limite ISEE?
È probabilmente uno dei punti più delicati dell’intero intervento.
Se l’obiettivo è passare da uno sconto generalizzato sulle accise a un aiuto selettivo, appare probabile l’introduzione di qualche criterio economico.
Non è però ancora stabilito quale.
Tra le ipotesi emerse nel dibattito ci sono soglie ISEE piuttosto basse, per concentrare le risorse sulle famiglie maggiormente in difficoltà, ma anche limiti molto più elevati, fino a 50.000 euro, che permetterebbero di includere una parte consistente del ceto medio.
Una platea più ampia richiederebbe inevitabilmente maggiori risorse oppure comporterebbe una riduzione dell’importo riconosciuto a ciascun beneficiario.
Il requisito potrebbe inoltre non essere uguale per tutti: un eventuale bonus sociale per le famiglie potrebbe dipendere dall’ISEE, mentre per autonomi e lavoratori potrebbero essere utilizzati reddito, tipologia di attività o altri parametri.
Cosa succede dal 5 settembre alle accise
La questione è diventata urgente perché il 5 settembre scade l’attuale riduzione delle accise sul gasolio.
L’ultima proroga ha mantenuto uno sconto di circa 17 centesimi al litro, considerando anche l’effetto dell’IVA, ma l’orientamento sembra essere quello di non trasformare questo intervento emergenziale in una misura permanente.
Il costo per lo Stato è infatti considerevole e lo sconto beneficia allo stesso modo automobilisti con redditi molto differenti.
Il bonus benzina rappresenterebbe quindi un cambio di impostazione: invece di abbassare temporaneamente il prezzo alla pompa per tutti, le risorse verrebbero trasferite direttamente o indirettamente alle categorie considerate maggiormente esposte agli aumenti.
Chi potrebbe ricevere il nuovo bonus benzina
Se le ipotesi attualmente allo studio dovessero essere confermate, la platea potrebbe quindi comprendere:
- lavoratori dipendenti, attraverso buoni carburante e fringe benefit;
- lavoratori autonomi e partite IVA, con un meccanismo specifico ancora da individuare;
- famiglie con redditi o ISEE più bassi, attraverso un contributo pubblico mirato;
- pensionati economicamente più fragili, eventualmente attraverso la Carta Dedicata a Te.
Una particolare attenzione dovrebbe inoltre essere riservata ai settori nei quali carburante ed energia incidono fortemente sui costi dell’attività, come autotrasporto, agricoltura e pesca.
Bisogna presentare domanda?
È ancora troppo presto per dirlo.
Se una parte dell’intervento passerà attraverso i fringe benefit, il lavoratore potrebbe non dover presentare una vera e propria domanda allo Stato, perché il beneficio sarebbe gestito dall’azienda.
Diverso il caso di un contributo rivolto alle partite IVA, per il quale potrebbe essere necessaria una procedura dedicata oppure un riconoscimento attraverso il sistema fiscale.
Per la Carta Dedicata a Te, invece, bisognerà verificare se verrà mantenuto il sistema utilizzato per le precedenti edizioni, basato sull’individuazione dei beneficiari attraverso i dati disponibili presso INPS e Comuni, oppure se verranno introdotte nuove regole.
Di conseguenza, al momento non esiste alcuna domanda per ottenere il nuovo bonus benzina e bisogna diffidare da eventuali messaggi, link o moduli online che promettono già di richiederlo.
Bonus benzina: cosa sappiamo davvero oggi
La direzione politica appare ormai abbastanza chiara: dopo la fase degli sconti sulle accise, il Governo vuole privilegiare aiuti più selettivi contro il caro carburanti.
Molto meno definiti sono invece gli strumenti.
I 200 euro per i dipendenti, il possibile contributo per le famiglie, l’estensione alle partite IVA e l’utilizzo della Carta Dedicata a Te per raggiungere pensionati e nuclei più fragili rappresentano ipotesi sulle quali si sta lavorando, non bonus già approvati.
I prossimi giorni saranno quindi decisivi. Con la scadenza del taglio delle accise del 5 settembre, il Governo dovrà stabilire quale strada seguire, quante risorse mettere a disposizione e soprattutto quali requisiti utilizzare per individuare i beneficiari.
Solo il provvedimento definitivo permetterà di conoscere importo del bonus benzina, limite ISEE o reddituale, modalità di pagamento e necessità o meno di presentare domanda.
