Taglio del cuneo fiscale e Bonus Renzi 2020: circolare dell’Agenzia Entrate

Istruzioni Agenzia delle Entrate per il conguaglio di fine anno dei bonus fiscali (Bonus cuneo fiscale e Bonus Renzi) per i lavoratori.

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta con circolare numero 29/E del 14 dicembre scorso per chiarire gli aspetti operativi legati all’applicazione del trattamento integrativo di 100 euro mensili e dell’ulteriore detrazione, cosiddetto taglio del cuneo fiscale o bonus cuneo fiscale spettante a coloro che totalizzano redditi non eccedenti i 40 mila euro.

Gli indirizzi forniti dall’Agenzia giungono con alcune settimane di anticipo rispetto alle operazioni del cosiddetto “conguaglio di fine anno”, con cui i sostituti d’imposta determineranno la spettanza effettiva dei due interventi agevolativi per l’anno 2020.

Ricordiamo che il trattamento integrativo e l’ulteriore detrazione hanno sostituito dal 1º luglio 2020 il “Bonus Renzi” o bonus Irpef pari a 80 euro mensili.

Analizziamo nel dettaglio le indicazioni fornite dall’ADE.

Taglio del cuneo fiscale per il 2020: trattamento integrativo

Dal 1º luglio 2020 il legislatore ha previsto in maniera strutturale un trattamento integrativo pari a 600 euro netti annui per il 2020, elevati a 1.200 euro annui a partire dal 1º gennaio 2021 in favore di coloro che producono redditi di lavoro dipendente e talune categorie assimilate in possesso di un reddito complessivo non eccedente i 28 mila euro.

Come anticipato, la misura spetta in favore di coloro che generano redditi da lavoro dipendente e, altresì, le seguenti categorie assimilate:

  • Compensi erogati in favore dei soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro;
  • Compensi percepiti da terzi in favore dei lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
  • Somme corrisposte a titolo di borse di studio, premio o sussidio per finalità di studio o addestramento professionale;
  • Redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative;
  • Remunerazioni dei sacerdoti;
  • Prestazioni derivanti dall’adesione a forme pensionistiche complementari.

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Bonus 100 euro incapienti

Il trattamento integrativo spetta a condizione che l’imposta lorda, calcolata sui redditi da lavoro dipendente e le categorie assimilate citate, sia di importo superiore alle detrazioni da lavoro dipendente, calcolate anch’esse sui soli redditi da lavoro dipendente o assimilati che danno diritto all’agevolazione.

La circolare ADE precisa che anche i redditi soggetti all’imposta sostitutiva sui premi di risultato devono essere sommati a quelli di lavoro dipendente o assimilati, al fine di verificare la capienza dell’imposta rispetto alle detrazioni.

A nulla rileva, si legge nella circolare, il fatto che l’imposta lorda sia ridotta o azzerata a seguito dell’applicazione delle detrazioni per familiari a carico. Il calcolo sulla capienza dev’essere infatti effettuato sottraendo all’imposta lorda le sole detrazioni da lavoro dipendente.

Regime di salvaguardia per COVID-19

Il Decreto “Rilancio” (Decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 convertito in Legge n. 77 del 17 luglio 2020) prevede una clausola di salvaguardia a beneficio di coloro che, a causa della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa con conseguente intervento degli ammortizzatori sociali per COVID-19, rischiano di non aver diritto al bonus Irpef o al trattamento integrativo / ulteriore detrazione per imposta lorda incapiente.

È il caso ad esempio di chi in condizioni normali avrebbe percepito un reddito annuo di 15 mila euro e, in considerazione dell’intervento degli ammortizzatori sociali con causale COVID-19 disciplinati dal Decreto “Cura Italia”, con relativa diminuzione del compenso, presenta nell’anno un reddito tale da determinare un’imposta lorda inferiore alle detrazioni da lavoro dipendente.

A beneficio dei soggetti citati, il sostituto d’imposta assume, in sede di applicazione del bonus 80 euro o del trattamento integrativo, il reddito che il dipendente in Cassa avrebbe percepito se non fosse stato sospeso. Tale operazione è consentita soltanto nell’ipotesi in cui, a causa degli ammortizzatori sociali, il dipendente non avrebbe percepito gli interventi agevolativi perché incapiente.

Al tempo stesso, il sostituto è tenuto a riconoscere eventuali somme arretrate a titolo di “Bonus Renzi” non percepito a causa degli interventi a sostegno del reddito previsti sempre dal “Cura Italia”. Gli importi in questione devono essere riconosciuti nel primo periodo di paga utile e comunque entro il conguaglio di fine anno.

Taglio del cuneo fiscale 2020: qual è il reddito complessivo

Il trattamento integrativo spetta a condizione che il reddito complessivo dell’interessato sia non superiore a 28 mila euro, calcolato sommando i redditi di ogni categoria al netto di:

  • Reddito derivante dall’abitazione principale e relative pertinenze;
  • Redditi soggetti all’imposta sostitutiva del 10% sui premi di risultato.

Nella determinazione del reddito complessivo devono invece essere ricompresi i redditi derivanti dagli immobili soggetti a cedolare secca.

Nei confronti dei soggetti che beneficiano dei regimi speciali di tassazione previsti in favore di docenti, ricercatori o ai cosiddetti “impatriati”, il reddito da considerare per la soglia dei 28 mila euro è quello intero al lordo dell’agevolazione d’imposta che, ricordiamolo, prevede un taglio della base imponibile su cui la tassazione è calcolata.

Al tempo stesso, chi ha diritto al trattamento integrativo ma produce altresì redditi di lavoro autonomo in regime forfettario, dovrà considerare anche questi ultimi nella verifica del requisito dei 28 mila euro.

Ulteriore detrazione

I titolari di redditi da lavoro dipendente nonché le categorie ad esso assimilate sopra dettagliate, in possesso di un reddito complessivo superiore a 28 mila euro ma non eccedente i 40 mila, hanno diritto dal 1º luglio 2020 al 31 dicembre 2020 ad una detrazione d’imposta, aggiuntiva rispetto a quelle da lavoro dipendente e per carichi di famiglia.

La misura, introdotta in via sperimentale fino a fine 2020, sarà, nelle intenzioni del Disegno di legge di Bilancio 2021 attualmente in discussione in Parlamento, applicata in via strutturale a partire dal 1º gennaio 2021.

L’ulteriore detrazione, rapportata ai periodi di lavoro registrati dal 1º luglio al 31 dicembre 2020, è pari a:

  • 480 euro aumentati del risultato della seguente operazione [120*(35.000 – reddito complessivo) / 7.000] per chi ha redditi compresi tra 28 mila e 35 mila euro;
  • 480 euro*(40.000 – reddito complessivo) / 5.000) per chi ha redditi compresi tra 35 mila e 40 mila euro.

Erogazione automatica in busta paga del taglio del cuneo fiscale

I sostituti d’imposta riconoscono in via automatica il Taglio del cuneo fiscale senza una specifica richiesta del dipendente; lo stesso potrà comunque comunicare in forma scritta la propria volontà di:

  • Non percepire il trattamento integrativo o l’ulteriore detrazione;
  • Percepire le misure in un’unica soluzione in sede di conguaglio di fine anno;
  • Considerare redditi aggiuntivi nel calcolo del reddito complessivo.

Periodi di lavoro dal 1º luglio 2020 al 31 dicembre 2020

I sostituti d’imposta nel calcolo del Taglio del cuneo fiscale devono considerare i periodi di lavoro svolti nel periodo 01/07 – 31/12 per complessivi 184 giorni.

Il calcolo dev’essere effettuato dividendo l’importo complessivo del “bonus” per 184. Il risultato sarà da moltiplicare per i giorni di lavoro svolti nel secondo semestre 2020.

In particolare, i due trattamenti agevolativi spettano per le prestazioni lavorative rese dal 1º luglio 2020. Questo significa che in caso di erogazione a luglio della retribuzione per il lavoro prestato a giugno non si ha diritto al trattamento integrativo o ulteriore detrazione bensì, qualora ne ricorrano i requisiti, l’ex “Bonus Renzi”.

Da ultimo è importante precisare che nel calcolo dei giorni per i quali spettano le misure agevolative devono essere ricompresi i giorni di calendario del mese (compresi sabati, domeniche e festivi), scomputando quelli in cui si registrano assenze non retribuite, ingiustificate, scioperi, aspettative non retribuite.

Bonus Renzi 2020: periodi di lavoro fino al 30 giugno 2020

La circolare ADE affronta anche il tema del passaggio di consegne con l’ex “Bonus Renzi”, applicabile per le prestazioni rese fino al 30 giugno 2020.

In particolare, i sostituti d’imposta dovranno dividere l’importo complessivo annuo del bonus per 365; poi devono moltiplicare il risultato per i giorni di produzione del reddito, comunque non superiore a 181.

Conguaglio in busta paga di dicembre

Con il conguaglio di fine anno i lavoratori che superano i limiti di reddito subiscono una trattenuta pari all’importo eccedente. Se la somma è superiore a 60 euro, il sostituto potrà trattenerla in otto rate di pari importo.

Il datore di lavoro, pur trattenendo a rate le somme, dovrà versarle comunque all’Erario in un’unica soluzione.

In caso di cessazione del rapporto, il debito residuo sarà recuperato in un’unica soluzione. In caso di incapienza, gli importi non trattenuti dovranno essere versati autonomamente dall’interessato entro il 15 gennaio dell’anno successivo.

Leggi anche: Conguaglio IRPEF di fine anno: occhio alla busta paga di dicembre

Recupero tramite Modello F24 per il datore di lavoro

Gli importi erogati ai lavoratori dipendenti ed alle altre categorie beneficiarie delle somme vengono successivamente recuperati dai sostituti d’imposta con modello F24. Il codice tributo è il 1701 e non si applicano i limiti normativamente previsti per le compensazioni.

Circolare Agenzia delle Entrate n. 29 del 14/12/2020

Alleghiamo infine il testo completo della circolare in oggetto.

download   Circolare AdE n. 29 del 14-12-2020
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