Bonus facciate 2020: gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate risolve alcuni dubbi interpretativi sollevati da contribuenti per interventi edilizi ai fini del Bonus Facciate

In arrivo le risposte dell’Agenzia delle Entrate ad alcuni quesiti posti dai contribuenti in merito alla detrazione del 90% delle spese sostenute per il rifacimento e il recupero della facciata esterna degli edifici esistenti collocati in zona A o B (Bonus facciate).

Via libera all’agevolazione fiscale istituita con la Legge di Bilancio 2020, solo qualora ci sia il requisito della visibilità dell’intervento, come sostenuto dall’Agenzia delle Entrate con risposta all’interpello n. 418 del 29 settembre 2020.

Non è il solo chiarimento giunto in questi ultimi giorni dall’ente fiscale. Con risposta all’interpello n 346 dell’11 settembre 2020 viene infatti anche chiarito che il Bonus facciate non spetta per interventi di riverniciatura degli scuri e persiane.

Vediamo di seguito quanto illustrato dall’Agenzia delle Entrate sul tema.

Bonus facciate esterne: spetta per le facciate nascoste?

Secondo quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate, con risposta all’interpello n.418 del 29 settembre 2020 la detrazione fiscale pari al 90% delle spese per il rifacimento della facciata spetta unicamente per interventi che siano eseguiti sull’involucro esterno dell’edificio.

Il caso in esame concerne la realizzazione di un cappotto termico su una villa situata alla fine di una strada privata non particolarmente visibile da suolo pubblico. La possibilità di fruire del bonus facciate nella fattispecie viene negato. Nella motivazione l’Agenzia delle Entrate prende come punto di riferimento le disposizioni normative in base alle quali l’agevolazione non viene riconosciuta per opere realizzate sulle facciate interne, a meno che non siano visibili dalla strada e suolo pubblico.

Nella circolare 2/2020 l’Ente Fiscale afferma che gli interventi edili su facciata, per godere del beneficio fiscale, devono essere effettuati

sull’involucro esterno visibile dell’edificio, ovvero sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, ma anche sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).

Sia che si tratti di facciate esterne dell’immobile sia che si tratti di quelle interne non si può prescindere dal requisito della visibilità dell’edificio.

Casa poco visibile dalla strada

Nel caso in esame, considerato che la villa si trovava al termine di una strada privata, in una posizione di dubbia visibilità dalla strada o dal suolo pubblico, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto opportuno negare il beneficio fiscale non ritenendo l’intervento sull’involucro esterno tra quelli agevolabili.

Men che meno la detrazione spetta per gli interventi eseguiti sulle facciate interne degli edifici; a meno che le stesse non risultino comunque visibili dalla strada o dal suolo pubblico.

Si considerano esclusi dal bonus facciate i lavori realizzati sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, ad eccezione di quelle visibili dalla strada o dal suolo pubblico.

La visibilità, spiega l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello 348 dell’11 settembre 2020, non deve essere totale; è sufficiente infatti che la facciata sia anche solo parzialmente visibile dalla strada, valutazione questa non rientrante tra le competenze dell’Ente.

Leggi anche: Bonus facciate, lavori ammessi: guida e circolare agenzia delle Entrate

Bonus facciate: si ha diritto in caso di lavori di riverniciatura di scuri e persiane?

A risolvere i dubbi in merito alla riverniciatura di scuri e persiane di un edificio pensa l’Agenzia delle Entrate; la stessa si pronuncia sull’argomento con la risposta a interpello n. 346 dell’11 settembre 2020.

L’Agenzia ha escluso che i lavori di riverniciatura di persiane e scuri possano comportare il riconoscimento della detrazione del 90% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B.

Nel fornire la motivazione della posizione assunta, l’Agenzia delle Entrate fa riferimento alla circolare n. 2 del 2020. Nel predetto provvedimento si chiarisce che è possibile avvalersi del bonus facciate in caso di lavori di pulitura o tinteggiatura esterna che si eseguano sulle strutture opache della facciata nonché su balconi, ornamenti o fregi.

Si devono ritenere esclusi dal bonus facciate pertanto

  1. i lavori eseguiti sulle strutture opache orizzontali o inclinate dell’involucro edilizio,
  2. così come gli interventi finalizzati alla sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli

poiché non rientranti nella definizione di strutture opache.

Dunque i lavori di riverniciature di scuri e persiane non sono detraibili poiché non si eseguono su strutture accessorie agli infissi; queste infatti, in quanto non strutture opache, non rientrano nel beneficio fiscale.

Anche se si tratta di interventi finalizzati a migliorare il decoro architettonico dell’edificio, per i motivi sopra esposti, tali lavori non saranno agevolabili.

Bonus facciate, Agenzia Entrate: sì a restauro balconi e spese accessorie

Il bonus facciate 2020 spetta anche per il restauro dei balconi? E vi rientrano anche le spese accessorie? Con interpello 191 del 23 giugno l’Agenzia delle Entrate chiarisce che sono comprese nel Bonus facciate le spese effettuate per interventi sui balconi senza che necessariamente vengano eseguiti interventi sulla facciata dell’edificio.

La novità inoltre è che si può beneficiare della detrazione fiscale anche in caso di esecuzione di opere accessorie. Si precisa infatti che sono agevolabili i costi sostenuti per la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza e la sostituzione dei pluviali.

Leggi anche: Bonus facciate, Agenzia Entrate: restauro balconi e spese accessorie

Conclusioni

Da quanto sopra illustrato possiamo concludere che non rientrano nel bonus facciate le seguenti tipologie di intervento:

  • gli interventi realizzati sulle facciate interne del fabbricato a meno che non siano visibili, anche solo parzialmente, dalla strada o da suolo pubblico;
  • gli interventi sulle superfici che confinano con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni. Anche in questo caso fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo pubblico;
  • le spese sostenute per interventi finalizzati alla sostituzione di vetrate, infissi portoni e cancelli.
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