Arrivano importanti chiarimenti sul Bonus mamme 2026, il contributo economico destinato alle lavoratrici con almeno due figli. Quest’anno l’importo aumenta da 40 a 60 euro mensili, per un massimo di 720 euro complessivi, che saranno corrisposti in un’unica soluzione nel mese di dicembre.
A fornire le istruzioni operative è l’INPS, con la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, illustrata anche in un aggiornamento pubblicato sul portale istituzionale il 19 ottobre.
Il documento chiarisce quali lavoratrici possono beneficiare del sostegno, come vengono calcolate le mensilità spettanti, quali sono i limiti di reddito e le modalità per presentare la domanda.
Attenzione, però: il bonus non è automatico e non spetta a tutte le mamme che lavorano. Occorre rispettare precisi requisiti familiari, lavorativi ed economici.
Bonus mamme 2026: cosa cambia e quanto spetta
La principale novità riguarda l’aumento dell’importo mensile, disposto dalla legge di Bilancio 2026.
Il contributo passa dai precedenti 40 euro a 60 euro per ogni mese di attività lavorativa, fino a un massimo di dodici mensilità.
Come precisa la circolare INPS:
Per l’anno 2026, il beneficio è riconosciuto dall’INPS, a domanda, nella misura di 60 euro mensili per ciascun mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo.
Questo significa che una lavoratrice in possesso dei requisiti per l’intero anno potrà ricevere 720 euro, mentre chi matura il diritto soltanto per alcuni mesi otterrà un importo proporzionalmente inferiore.
Ecco alcuni esempi:
| Mesi spettanti | Bonus complessivo |
|---|---|
| 3 mesi | 180 euro |
| 6 mesi | 360 euro |
| 9 mesi | 540 euro |
| 12 mesi | 720 euro |
Il beneficio viene riconosciuto anche per le frazioni di mese nelle quali risultano soddisfatte le condizioni previste.
Chi ha diritto al Bonus mamme 2026
Il contributo è destinato alle lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, e alle lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie.
Il primo requisito riguarda il numero e l’età dei figli.
In particolare, possono accedere al bonus:
- Madri con due figli, purché il più piccolo non abbia ancora compiuto 10 anni.
- Madri con almeno tre figli, purché il figlio più piccolo abbia meno di 18 anni.
Sono considerati anche i figli adottati o in affidamento preadottivo.
Il requisito familiare deve essere presente al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre dello stesso anno.
Ad esempio, una lavoratrice che ha avuto il secondo figlio ad aprile 2026 potrà ottenere il contributo a partire da aprile, sempre che siano rispettate le altre condizioni.
Un altro chiarimento importante riguarda il compimento dell’età limite: il bonus spetta anche per il mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni, oppure 18 anni nel caso delle famiglie con almeno tre figli.
Lavoratrici con tre figli e contratto a tempo indeterminato: attenzione all’esclusione
Uno degli aspetti più importanti della circolare riguarda le lavoratrici madri con almeno tre figli assunte a tempo indeterminato.
Per queste lavoratrici, infatti, il nuovo Bonus mamme da 60 euro non spetta nei mesi in cui è presente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, neppure per una parte del mese.
Il motivo è legato alla presenza di un’altra agevolazione: l’esonero totale dei contributi previdenziali IVS a carico della lavoratrice, previsto dalla legge di Bilancio 2024 e applicabile, in presenza dei requisiti, fino al 31 dicembre 2026.
La distinzione è quindi fondamentale:
- Una madre con due figli può ricevere il bonus anche se assunta a tempo indeterminato.
- Una madre con tre o più figli può ricevere il contributo se lavora a tempo determinato oppure come autonoma, nel rispetto degli altri requisiti.
- Una madre con tre o più figli assunta a tempo indeterminato non riceve il nuovo contributo per quei mesi, ma può beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla normativa.
La circolare chiarisce anche il caso della trasformazione del contratto.
Se una lavoratrice con tre figli passa dal tempo determinato al tempo indeterminato nel mese di luglio, il Bonus mamme spetta soltanto da gennaio a giugno, mentre da luglio può trovare applicazione l’esonero contributivo.
Anche il contratto di apprendistato, essendo giuridicamente un rapporto a tempo indeterminato, comporta l’esclusione dal nuovo bonus per le madri con almeno tre figli.
Il limite di reddito di 40.000 euro: come si calcola
Per accedere al Bonus mamme 2026 è necessario rispettare anche un requisito economico.
La somma dei redditi da lavoro dipendente e autonomo riferiti al 2026 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro annui.
Non si tratta del reddito complessivo del nucleo familiare, ma dei redditi da lavoro della madre che richiede il beneficio.
L’INPS precisa che nel calcolo devono essere considerati anche i redditi soggetti a tassazione sostitutiva o agevolata, nonché quelli esenti da imposizione fiscale.
Rilevano inoltre alcune somme che sostituiscono la normale retribuzione durante il rapporto di lavoro, come le indennità di maternità, malattia e i trattamenti di integrazione salariale.
Non vengono invece considerate le prestazioni collegate alla cessazione del rapporto lavorativo, come NASpI e DIS-COLL, né i trattamenti pensionistici.
Per le dipendenti, il reddito viene considerato al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro.
Quali lavoratrici sono escluse
Oltre alle madri che non rispettano i requisiti relativi ai figli o al reddito, esistono alcune esclusioni specifiche.
In particolare, il Bonus mamme 2026 non spetta alle lavoratrici domestiche, come colf e badanti.
Sono escluse anche le titolari di cariche sociali e le imprenditrici non iscritte alle forme previdenziali obbligatorie indicate dall’INPS.
Possono invece rientrare nella misura le lavoratrici con contratti intermittenti, quelle impiegate tramite agenzie di somministrazione e le professioniste iscritte alle Casse previdenziali.
Per tutte resta fondamentale verificare i mesi di effettiva attività lavorativa o di iscrizione previdenziale utili ai fini del beneficio.
Quando arriva il pagamento del Bonus mamme 2026
Una delle notizie più attese riguarda la data di pagamento.
La circolare INPS conferma che le mensilità spettanti per il 2026 saranno pagate in un’unica soluzione nel mese di dicembre.
Non sono quindi previsti accrediti mensili ordinari da 60 euro: l’importo maturato durante l’anno sarà liquidato complessivamente.
Ad esempio, una lavoratrice che ha diritto al contributo per tutti i dodici mesi riceverà 720 euro, mentre chi ha maturato sei mensilità riceverà 360 euro.
L’INPS si riserva di comunicare con un successivo messaggio eventuali ulteriori tempistiche di pagamento.
Come fare domanda all’INPS per ottenere il bonus
Il contributo non viene riconosciuto automaticamente. Le lavoratrici interessate dovranno presentare un’apposita domanda all’INPS.
La circolare n. 106/2026 individua tre modalità di presentazione:
- Online, attraverso il portale INPS, utilizzando SPID di livello almeno 2, CIE di livello 3, CNS oppure eIDAS.
- Tramite Contact Center, ai numeri 803 164 da rete fissa e 06 164 164 da cellulare.
- Attraverso gli istituti di patronato.
Al momento della pubblicazione dell’aggiornamento, tuttavia, il servizio telematico non risulta ancora ufficialmente aperto.
L’Istituto precisa infatti che la data di attivazione della procedura sarà comunicata con un successivo messaggio.
Nella domanda sarà necessario dichiarare il possesso dei requisiti, fornire i dati dei figli e indicare le mensilità per le quali si richiede il contributo.
La lavoratrice dovrà inoltre scegliere la modalità di pagamento, attraverso accredito su un conto dotato di IBAN oppure bonifico domiciliato.
L’INPS effettuerà controlli sulle informazioni dichiarate e potrà accogliere integralmente la domanda, riconoscere soltanto alcune mensilità oppure respingere la richiesta.
In caso di rigetto o accoglimento parziale sarà possibile presentare una richiesta di riesame telematica entro il termine indicato nel provvedimento.
Il Bonus mamme è esentasse e non aumenta l’ISEE
Un ulteriore elemento favorevole riguarda il trattamento fiscale del contributo.
L’INPS chiarisce espressamente che:
Il Nuovo bonus mamme non è imponibile ai fini fiscali e contributivi e non rileva ai fini della determinazione dell’ISEE.
In pratica, le somme ricevute non sono soggette a IRPEF e non aumentano il valore dell’ISEE.
Una lavoratrice che ha maturato 720 euro di bonus riceverà quindi l’intero importo, senza trattenute fiscali o contributive sul beneficio.
Circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026: il documento ufficiale
Le nuove istruzioni sono contenute nella circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026, che disciplina requisiti, importi, presentazione delle domande, controlli e modalità di pagamento.
Il provvedimento dà attuazione all’articolo 1, comma 207, della legge n. 199/2025, confermando per il 2026 il sostegno economico alle lavoratrici madri in attesa dell’esonero contributivo parziale rinviato al 2027.
Di seguito è possibile consultare e scaricare il testo integrale della circolare.
INPS: Circolare numero 106 del 16-10-2026 (157,7 KiB, 0 hits)
Cosa devono fare adesso le lavoratrici interessate
Il nuovo Bonus mamme rappresenta un sostegno economico che può arrivare fino a 720 euro, ma per ottenerlo è necessario verificare attentamente la propria situazione.
In particolare, occorre controllare il numero e l’età dei figli, il tipo di contratto di lavoro, il reddito annuo e i mesi per i quali si ha diritto al contributo.
Il prossimo passaggio sarà l’apertura della procedura per presentare domanda, che l’INPS comunicherà ufficialmente.
Per le lavoratrici in possesso dei requisiti sarà quindi importante seguire i prossimi aggiornamenti dell’Istituto, così da richiedere correttamente il beneficio in vista del pagamento previsto a dicembre 2026.
