Bonus vacanze, Decreto Rilancio: misure per il settore Turismo

Dal bonus vacanze al bonus affitti, fino all'esenzione dal pagamemnto dell'acconto IMU di giugno: misure per il Turismo nel Decreto Rilancio

Cos’è e come funziona il Bonus Vacanze? Il decreto Rilancio (ex decreto maggio e prima ancora aprile) che sta per essere varato dal Governo contiene un insieme di misure in favore del settore del Turismo. Si va infatti dal tax credit vacanze al credito d’imposta per i fitti pagati nel mese di marzo aprile e maggio.

Da segnalare, inoltre, la previsione di un fondo per la concessione di contributi per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro in favore di imprese turistico ricettive, delle aziende termali e degli stabilimenti balneari. Disposta infine l’esenzione del pagamento del 1° acconto IMU in scadenza a giugno.

Ecco in chiaro le novità del decreto Rilancio sulla base dell’ultima bozza disponibile.

Bonus vacanze: agevolazioni per le vacanze in Italia

Per l’anno 2020, viene riconosciuto in favore delle famiglie con ISEE non superiore a 50.000 €, un credito per il  pagamento dei servizi (soggiorno, pasti ecc.) offerti dalle imprese turistico ricettive (Alberghi, Hotels, ecc) e dai bed & breakfast.

Il credito sarà utilizzabile dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2020 e l’obiettivo è quello di incentivare il turismo nazionale.

Detto ciò, precise indicazioni di utilizzo sono previste dal “Decreto Rilancio”.

Cos’è Credito d’imposta vacanze in Italia
A chi spetta?  Famiglie con ISEE non superiore a 50.000 €
Chi può utilizzarlo?  Un solo componente per nucleo familiare nell’interesse dell’intera famiglia.
In che misura spetta? 
  • 300 € per i nuclei familiari composti da due persone;
  • 150 € per nuclei monofamiliari
Come utilizzarlo? L’80% viene riconosciuto sotto forma di sconto dal venditore, il restante 20% quale detrazione da indicare in dichiarazione.
Benefici per la struttura La struttura recupera lo sconto sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione in F24; il credito d’imposta è cedibile a soggetti terzi comprese banche ed intermediari finanziari.

Ai fini del riconoscimento del tax credit vacanze, le spese devono essere:

  •  pagate in unica soluzione per i servizi offerti da una singola impresa turistico ricettiva;
  •  documentate da fattura elettronica o documento commerciale (ha preso il posto dello scontrino) con l’indicazione del codice fiscale del beneficiario.

Inoltre, l’acquisto deve essere diretto ossia senza l’intervento l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.

Leggi anche: Decreto rilancio (ex maggio) in arrivo: testo della bozza, novità e misure

Bonus affitti decreto rilancio: estensione ad aprile e maggio

Il bonus affitti previsto dal decreto Cura Italia per il mese di marzo (per negozi e botteghe con classificazione C1) cambia in maniera rilevante e viene esteso ai canoni pagati nei mesi di aprile e maggio.

L’agevolazione spetta nella misura del 60% del canone di locazione pagato per immobili ad uso non abitativo; il decreto Cura Italia faceva riferimento solo a negozi e botteghe, categoria catastale c/1 più pertinenze (circolare Agenzia delle entrate n° 11/2020) e dunque agli esercenti attività d’impresa.

Il bonus affitti nel decreto Rilancio

Cos’è Credito d’imposta affitti per il mese di marzo, aprile e maggio.
Soggetti interessati Esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente
Per quali tipi di immobili? Destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo
A quali condizioni?  Per chi svolge attività economica, è necessario aver subito  una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50%nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Rispetto a quanto detto sopra, il bonus affitti viene allargato anche alle strutture alberghiere indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.
L’agevolazione non è tassabile ai fini reddituali e IRAP e, inoltre, il soggetto locatario può cedere il credito d’imposta al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Per il mese di marzo, non sarà possibile cumulare l’agevolazione bonus affitti del decreto Cura Italia con quella prevista dal decreto Rilancio.

IMU Alberghi e stabilimenti balneari: abolizione rata di giugno

Il decreto Rilancio, dispone l’abolizione  del versamento della prima rata dell’IMU  in scadenza naturale alla data del 16 giugno 2020.

Sono interessati i possessori di immobili classificati nella categoria catastale D/2, ossia:

  • alberghi e
  • pensioni

a condizione che i possessori degli stessi siano anche gestori delle attività ivi svolte. Inoltre, l’agevolazione è estesa anche agli stabilimenti balneari, marittimi, lacuali e fluviali.

Spese per la sanificazione degli ambienti di lavoro

In favore delle  imprese turistico ricettive, delle aziende termali e degli stabilimenti balneari, viene riconosciuto un contributo per le  spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e di adeguamento degli spazi conseguente alle misure di contenimento contro la diffusione del Covid-19.

Le modalità, l’entità, e le condizioni per l’accesso ai contributi saranno definite con apposito decreto  del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. . Detto ciò, il contributo in esame è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi sostenuti.

Fondo Turismo:  ristrutturare gli immobili destinati ad attività turistico-ricettive

Al fine di sostenere il settore turistico mediante operazioni di mercato, il “decreto Rilancio” istituisce apposito fondo con una dotazione di  di 50 milioni di euro per il 2020.

Il fondo è finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, gestiti da società di gestione del risparmio, per l’acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive.

Con apposito decreto del Ministero competente verranno  stabilite modalità e condizioni di funzionamento del fondo.

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