Genitori disoccupati con figli disabili: al via il bonus fino a 500 euro mensili

Definiti i criteri per accedere al contributo per genitori disoccupati con figli disabili per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023


Tutto pronto per il bonus di 500 euro in favore dei genitori disoccupati o monoreddito, con figli con disabilità. L’agevolazione economica, introdotta l’art. 1, co. 365 e 366 della L. n. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021), è stata adottata mediante Decreto del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia. In particolare, la predetta legge riconosce in favore di uno dei genitori disoccupati o monoreddito, facenti parte di nuclei familiari monoparentali con figli a carico con una disabilità non inferiore al 60%, un contributo mensile nella misura massima di 500 euro netti, per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

Il provvedimento disciplina i criteri per l’individuazione dei destinatari e le modalità di presentazione delle domande di contributo e di erogazione della misura. Inoltre, è previsto che il beneficio sarà corrisposto dall’INPS e la domanda dovrà essere presentata annualmente dal genitore interessato all’Istituto stesso.

Bonus per genitori disoccupati con figli disabili: come funziona

Il Decreto all’art. 2 definisce i criteri per l’individuazione dei destinatari e le modalità di presentazione delle domande di contributo e di erogazione della misura introdotta dall’art. 1, co. 365 della L. n. 178/2020. Tale provvedimento riconosce in favore di uno dei genitori disoccupati o monoreddito facenti parte di nuclei familiari monoparentali con figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60%, un contributo per un importo massimo di 500 euro netti.

La misura non concorre alla formazione del reddito ed è cumulabile con il reddito di cittadinanza.

Quanto spetta

Il beneficio è corrisposto dall’INPS, su domanda del genitore, con cadenza mensile, per un importo pari a 150 euro ed è riconosciuto dal mese di gennaio e per l’intera annualità.

Nel caso di ammissione al contributo qualora il genitore abbia due o più figli a carico con una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60%, l’importo riconosciuta a norma del presente decreto sarà pari rispettivamente a 300 euro e a 500 euro mensili complessivi.

Come accedere al bonus

La domanda per l’ottenimento del beneficio deve essere presentata annualmente dal genitore secondo le modalità e le scadenze definite con propria circolare dall’INPS per via telematica secondo i modelli predisposti dal medesimo Istituto.

La domanda dovrà essere corredata dalla dichiarazione del genitore interessato. Ai fini dell’attribuzione del beneficio l’INPS, verificata la regolarità dell’istanza, provvederà ad erogarlo all’interessato.

Il riconoscimento del beneficio presuppone il possesso cumulativo, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

  • essere residente in Italia;
  • disporre di un valore dell’ISEE, in corso di validità non superiore a 3.000 euro;
  • essere disoccupato o, monoreddito e facente parte di nucleo familiare monoparentale;
  • fare parte di un nucleo familiare, come definito ai fini ISEE, in cui siano presenti figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60%.

Il beneficio è riconosciuto nel limite di spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021- 2023. Qualora le risorse non fossero sufficienti ad esaurire le domande che soddisfino i criteri previsti, si darà la priorità ai richiedenti con ISEE più basso.

A parità di reddito ISEE sarà data priorità ai richiedenti appartenenti a nuclei con figli minori non autosufficienti. A seguire sarà data priorità ai richiedenti appartenenti a nuclei con figli con disabilità di grado grave e, infine, a seguire ai richiedenti con figli con disabilità di grado medio. Il beneficio sarà assegnato secondo i criteri individuati che costituiscono titolo di preferenza.

Decadenza e sospensione dal beneficio

Il riconoscimento del beneficio decade qualora si verifichi una delle seguenti cause:

  • decesso del figlio;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento del figlio a terzi.

Il genitore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente all’INPS l’eventuale verificarsi di una delle cause di decadenza. Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio è immediatamente revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente.

L’INPS interrompe l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo a quello in cui si è verificata una delle cause di decadenza.

Nel caso di temporaneo ricovero del figlio con disabilità presso istituti di cura di lunga degenza o presso altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica, il beneficiario ha l’obbligo di informare tempestivamente l’INPS che provvederà a sospendere l’erogazione del contributo per tutto il periodo di ricovero.

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