Proroga Superbonus 110% al 2023: possibile con le risorse del Recovery plan

Nel Recovery Plan è prevista la proroga del superbonus per tutto il 2023 e lo snellimento delle procedure di accesso.


Camera e Senato hanno approvato le linee guida del Recovery Plan che mette in chiaro il programma di riforme e di investimenti da attuare con il Fondo da 750 miliardi, c.d  Next Generation EU (NGEU). In aggiunta al Quadro finanziario pluriennale (QFP) per gli anni 2021-2027. Si tratta delle indicazioni in base alle quali l’Italia dovrà impiegare le risorse europea stanziate in considerazione delle gravi conseguenze economiche create dalla pandemia da covid-19.

Tra le linee di intervento rientra anche il superbonus 110% per il quale si prospetta una semplificazione delle procedure di accesso, una proroga dell’applicazione, ad oggi siamo al 30 giugno 2022, nonchè una possibile estensione alle attività commerciali, turistiche ed alberghiere.

Superbonus 110%: l’attuale contesto normativo

Il superbonus è regolato dall’art.119 del D.L. 34/2020, decreto Rilancio. La Legge di bilancio 2021 ha prorogato l’applicazione del superbonus al 30 giugno 2022. Rispetto al precedente termine del 31 dicembre 2021. In realtà, la proroga arriva fino al 31 dicembre 2022 per i lavori afferenti gli edifici condominiali. Per tali lavori vale la proroga al 31 dicembre 2022 se alla data del 30 giugno 2022 sono completi almeno al 60%.

Detto ciò, rispetto alle altre detrazioni ordinarie quali bonus ristrutturazione, eco bonus, il superbonus è caratterizzato da condizioni di accesso più stringenti. Soprattuto in riferimento alla documentazione che attesta il rispetto della normativa di riferimento.

Per meglio intenderci, tecnici (Geometri, ingegneri ecc)  e commercialisti sono chiamati a rivestire un ruolo di primaria importanza ai fini del superbonus. Infatti:

  • ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto è richiesto il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus;
  • ai fini del Superbonus nonché dell’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente al predetto Superbonus l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati nonché della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Su tale ultimo punto, il riferimento è: al decreto “requsiti tecnici” e al “decreto asseverazioni” (Decreti MI.SE. 3 agosto 2020)  per gli interventi finalizzati al risparmio energetico”; per gli interventi antisismici si fa riferimento al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28 febbraio 2017, n. 58.

Il soggetto che rilascia il visto di conformità (il commercialista) verifica la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

In base a quanto detto finora, il superbonus prevede una burocrazia piuttosto marcata rispetto alla altre detrazioni per le quali le procedure sono più semplificate.

Il Recovery plan: cos’è

Camera e Senato hanno approvato le relazioni sulle linee guida del Recovery Plan proposte dal Governo che mette in chiaro il programma di riforme e di investimenti da attuare con il Fondo da 750 miliardi, c.d  Next Generation EU (NGEU). In aggiunta al Quadro finanziario pluriennale (QFP) per gli anni 2021-2027. Nella Proposta di Piano Nazionale di ripresa e resilienza spuntano anche precisi interventi sul superbonus 110%. Il Piano Nazionale dovrà essere presentato all’U.E. entro il 30 di aprile.

Leggi anche: Recovery Fund, cos’è e come funziona: ecco il piano del Governo per punti

In base a quanto riportato nella Relazione della V Commissione sulla Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nonchè nella  Relazione delle Commissioni riunite V e XIV sulla Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza: il Piano presentato dal Governo, Recovery Plan, si sviluppa lungo tre assi strategici di intervento condivisi a livello europeo:

  1. digitalizzazione e innovazione;
  2.  transizione ecologica;
  3. inclusione sociale, mirando al contempo anche al raggiungimento di tre obiettivi trasversali, concernenti: la parità di genere; l’attenzione ai giovani; il rilancio dello sviluppo nel Sud.

Proroga superbonus 110% al 2023: questa ed altre misure nel recovery plan

Tra le linee di intervento contenute nel Recovery plan rientra anche il superbonus 110%.

Nello specifico, le linee guida del Governo si pongono come obiettivo il raggiungimento delle seguenti finalità:

  • proroga del superbonus per tutto il 2023;
  • snellimento delle procedure di accesso ossia riduzione della burocrazia legata al riconoscimento dell’agevolazione;
  • estensione ai soggetti esercenti attività di impresa e professioni, privilegiando il settore alberghiero e le PMI operanti nei settori più colpiti dalla pandemia;
  • implementazione di una piattaforma digitale che permetta la certificazione dei crediti d’imposta compreso quello da cessione del superbonus nonchè una loro ampia circolazione tra gli operatori, come mezzi di pagamento di beni e servizi.

Fermo restando la necessità di trovare un equilibrio tra semplificazione e lotta all’abusivismo.

Nella Relazione delle Commissioni Riunite, si evidenzia che l’approvazione della Proposta di Piano Nazionale di ripresa e resilienza è subordinata a specifiche integrazioni da intendere come condizioni, tra le quali:

” l’adozione di iniziative volte a chiarire che le misure fiscali per la riqualificazione energetica e sismica di cui all’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.77 (cosiddetto « superbonus »), trovano applica- zione anche nei confronti degli istituti scolastici, nonché degli enti senza scopo di lucro che gestiscono scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, per interventi sugli immobili, posseduti o detenuti, che sono adibiti a servizi educativi e scolastici.

Misure di intervento riguardano anche le altre detrazioni diverse dal superbonus ossia le detrazioni ordinarie ecobonus e bonus ristrutturazione, ecc. Nella Proposta di piano Nazionale è evidenziata la necessità di razionalizzare tutti i bonus citati: sotto un’unica aliquota al 75 per cento, modificando l’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi di cui DPR 917/86, TUIR.

L’art.16-bis si riferisce agli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

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