Reddito di Emergenza, al via le domande: cos’è e come funziona

Al via le domande di reddito di emergenza per le famiglie più bisognose. Aiuti fino a 800 euro. Ecco le ultime novità del Dl Rilancio

Cos’è e come funziona il Reddito di Emergenza (REM)? Sono passati pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto “Rilancio” e il testo sta per approdare alla Camera per la sua conversione in legge entro 60 giorni. Tuttavia le misure contenute stanno già producendo i loro effetti: ricordiamo ad esempio che già milioni di italiani stanno ricevendo il bonus 600 euro di aprile.

L’INPS ha rilasciato la procedura per fare la domanda di reddito di emergenza, aiuto molto importante che viene erogato ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica, che hanno un reddito ISEE al di sotto di determinati limiti economici stabiliti dalla norma.

Ma cos’è nel dettaglio il reddito Covid-19 di emergenza? Come funziona? Quanto spetta e come fare domanda? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul REm.

Reddito di emergenza, come fare domanda

Domanda di reddito di emergenza

Il Reddito di emergenza è riconosciuto ed erogato dall’INPS previa richiesta tramite modello di domanda predisposto dall’Istituto stesso. Le domande possono essere presentate, entro il 30 giugno 2020:

  • direttamente online tramite PIN dispositivo, CIE, SPID o CNS
  • presso gli istituti di patronato.

Dal 22 maggio è attiva la procedura per la domanda di reddito di emergenza online, direttamente sul sito dell’INPS:

Come spiega l’INPS dopo aver effettuato l’autenticazione al servizio, si possono consultare tutte le informazioni relative al REM e i manuali con le indicazione per la corretta compilazione della richiesta. A breve inoltre l’INPS metterà a disposizione una circolare esplicativa, con le indicazioni di dettaglio relative alla disciplina della misura.

Reddito di emergenza: a chi spetta

Possono accedere al reddito di emergenza i nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti:

  • residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio;
  • un valore del reddito familiare, nel mese precedente la richiesta del beneficio e in ciascuna mensilità che precede le erogazioni successive, inferiore ad una soglia pari all’ammontare del beneficio del Rem stesso;
  • valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000;
  • valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) inferiore ad euro 15.000.

Leggi anche: Decreto rilancio (ex maggio) in arrivo: testo della bozza, novità e misure

A chi non spetta il REM

Non hanno diritto al Reddito di emergenza:

  • i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena;
  • coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale

Reddito di emergenza, quanto spetta

Il Reddito di emergenza, erogato in due quote, è determinato in un ammontare pari a 400 euro per la scala di equivalenza:

  1. fino ad un massimo di due, corrispondente a 800 euro,
  2. ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.

Reddito di emergenza, incompatibilità

Il reddito di emergenza non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito il bonus di 600 euro previsto dal D.L. n. 18/2020 (cd. “Decreto Cura Italia”), ovvero del “reddito di ultima istanza” per i professionisti.

Per i soggetti percettori del Reddito di Cittadinanza, il Rem può essere richiesto ad integrazione della somma goduta per un importo tale per cui il cumulo dei due benefici sia pari al Reddito emergenza stesso.

Il Rem, inoltre, non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni ovvero essere:

  • titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
  • titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore al reddito di emergenza stesso;
  • percettori di reddito di cittadinanza.

Reddito di emergenza Dl Rilancio: verifiche e controlli

Ai fini della verifica del possesso dei requisiti, l’INPS e l’Agenzia delle Entrate possono scambiare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare.

Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio è immediatamente revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente.

Reddito di emergenza Decreto Rilancio: limite di spesa

Attualmente la bozza non prevede il limite di spesa dedicato, per l’anno 2020, a questa misura.

In ogni caso, la spesa pubblica graverà su apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, denominato “Fondo per il Reddito di emergenza”.

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