Ogni anno, con l’arrivo del Carnevale, si ripresenta la stessa domanda: martedì grasso è festivo oppure si lavora normalmente? Tra sfilate, carri allegorici e scuole chiuse in alcune città, la confusione è comprensibile.
Nella nostra redazione è arrivata proprio in questi giorni una mail su questo tema, che affrontiamo come sempre in modo chiaro e pratico, per capire quali sono le conseguenze reali in busta paga.
La domanda del lettore
“Buongiorno Redazione,
lavoro in un’azienda privata e vorrei sapere se martedì grasso è considerato festivo. Se lavoro quel giorno mi spetta una maggiorazione in busta paga? Oppure posso chiedere un permesso senza perdere soldi? Grazie per il vostro aiuto.”
Ringraziamo il lettore per la domanda, perché è un dubbio più diffuso di quanto si pensi e riguarda sia dipendenti del settore privato sia lavoratori pubblici.
Martedì grasso è festivo o feriale?
La risposta è semplice ma spesso sorprende: martedì grasso non è una festività riconosciuta a livello nazionale.
Nel calendario civile italiano le festività ufficiali sono quelle stabilite dalla legge (come 1° gennaio, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 25 e 26 dicembre e così via). Il Carnevale, pur essendo una tradizione molto radicata in tante città italiane, non rientra tra i giorni festivi retribuiti per legge.
Di conseguenza:
- è un giorno feriale;
- si lavora normalmente;
- non sono previste maggiorazioni automatiche in busta paga.
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Cosa succede in busta paga se si lavora martedì grasso?
Dal punto di vista retributivo, martedì grasso è trattato come qualsiasi altro giorno lavorativo.
Questo significa che:
- non spetta alcuna maggiorazione per lavoro festivo;
- non maturano compensi aggiuntivi specifici;
- l’eventuale lavoro straordinario segue le regole ordinarie del contratto collettivo applicato.
Le maggiorazioni in busta paga sono infatti previste solo per il lavoro svolto nei giorni festivi ufficialmente riconosciuti oppure, in alcuni casi, per il lavoro domenicale secondo quanto stabilito dal CCNL.
Posso chiedere un giorno di riposo per Carnevale?
Sì, ma non in automatico.
Chi desidera non lavorare martedì grasso può:
- chiedere un giorno di ferie;
- utilizzare un permesso retribuito (ROL o ex festività), se disponibile;
- concordare un eventuale recupero ore.
La richiesta deve comunque essere autorizzata dal datore di lavoro, secondo le normali regole aziendali.
A proposito di permessi, ricordiamo che le cosiddette “ex festività soppresse” sono giornate che danno diritto a permessi retribuiti, ma non coincidono con il Carnevale.
L’eccezione delle scuole
La situazione cambia nel settore scolastico.
Il calendario delle lezioni è stabilito a livello regionale. In alcune Regioni – soprattutto dove il Carnevale è particolarmente sentito – possono essere previsti uno o più giorni di sospensione delle attività didattiche in coincidenza con il martedì grasso.
In questi casi:
- gli studenti non vanno a scuola;
- docenti e personale ATA non subiscono penalizzazioni economiche;
- la sospensione rientra nel calendario scolastico ufficiale.
Attenzione però: non si tratta di una festività nazionale, ma di una scelta organizzativa regionale. In altre Regioni le lezioni si svolgono regolarmente.
E nelle aziende private o nei Comuni?
In alcune città con tradizioni carnevalesche molto forti, può accadere che:
- il Comune disponga la chiusura di uffici pubblici;
- alcune aziende concedano una giornata di chiusura straordinaria;
- vengano previsti permessi collettivi o recuperi ore.
Si tratta però di decisioni aziendali o locali, non di un obbligo previsto dalla legge.
Se l’azienda decide di chiudere, la gestione della giornata (ferie forzate, permessi, banca ore o retribuzione normale) dipende dagli accordi interni e dal contratto applicato.
Martedì grasso e pubblico impiego
Anche nel pubblico impiego vale la stessa regola generale: martedì grasso è un giorno lavorativo, salvo diverse disposizioni dell’ente di appartenenza.
Eventuali chiusure straordinarie devono essere formalmente comunicate e disciplinate dall’amministrazione.
In sintesi: cosa sapere per la busta paga
Facciamo un riepilogo pratico per evitare errori:
- Martedì grasso non è una festività nazionale.
- È un giorno feriale a tutti gli effetti.
- Non spettano maggiorazioni per lavoro festivo.
- Per non lavorare occorre chiedere ferie o permessi.
- Nel settore scolastico possono esserci sospensioni delle lezioni stabilite a livello regionale.
- Eventuali chiusure aziendali sono decisioni interne, non un obbligo di legge.
Un consiglio pratico
Se avete dubbi sul trattamento della giornata in busta paga, controllate:
- il vostro CCNL di riferimento;
- il regolamento aziendale;
- eventuali comunicazioni interne.
In caso di incertezze, è sempre utile rivolgersi all’ufficio del personale o a un consulente del lavoro per verificare la corretta applicazione contrattuale.
Se anche voi avete dubbi su busta paga, ferie, permessi o festività, potete scriverci: la Posta di Lavoro e Diritti è qui proprio per fare chiarezza su diritti e doveri di lavoratori e famiglie.
