Blocco servizi Vas sui telefonini: arriva lo stop con delibera dell’Agcom

Stop ai servizi Vas attivati senza il consenso del cliente: una nuova delibera Agcom ne sancisce il blocco. Ecco i dettagli.


La notizia è recentissima e, senza alcun dubbio, farà felici tutti i possessori di uno smartphone o cellulare. Infatti, un nuova delibera emanata da parte dell’Agcom, ossia l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, ha stabilito lo stop ai servizi Vas sui telefonini. Si tratta dei servizi premium a pagamento, non esplicitamente richiesti dagli utenti, ed anzi attivati molto frequentemente per sbaglio o disattenzione; o senza aver prestato un espresso consenso. Tantissimi i cittadini che, in questi ultimi anni, si sono trovati di fronte al prosciugamento del credito telefonico. E ciò senza avere la minima idea del perchè.

Anche in virtù del contributo delle associazioni di consumatori tra cui quello di Altroconsumo, che aveva più volte denunciato il pericolo-Vas, l’Autorità ha stabilito che sulle nuove SIM debba essere impostato il blocco di default per i servizi premium, rimovibile soltanto dal cliente. La nuova procedura di attivazione consente altresì di provare e documentare il consenso espresso dell’utente.

Vediamo allora più nel dettaglio i contenuti dell’utile, ed atteso, intervento da parte dell’Agcom, con lo stop ai servizi Vas indesiderati o richiesti inconsapevolmente.

Servizi Vas: che cosa sono?

Prima di focalizzarci sul citato provvedimento dell’Authority, spendiamo qualche parola sul contesto di riferimento. I servizi Vas – acronimo di “Value added service” – consistono in quei servizi a sovrapprezzo, altrimenti denominati anche “a contenuto”; o servizi “premium”. Si tratta di abbonamenti a giochi online o riviste; oroscopi e non solo. Forse non tutti sanno che sono servizi forniti anche da soggetti terzi (pensiamo ad es. ai servizi meteo); e non sempre dalle compagnie telefoniche, in via diretta.

Il punto è che, nella stragrande maggioranza dei casi, detti servizi possono essere attivati sullo smartphone per errore o inconsapevolmente, salvo poi vedersi addebitare il prezzo sull’abbonamento; o scaricando il credito residuo della carta prepagata. In molti in questi anni si sono lamentati, ma invano. Ora la delibera Agcom sembra segnare la parola fine a queste pratiche commerciali scorrette.

Pratiche commerciali scorrette e da considerarsi ingannevoli

La modalità di attivazione di detti servizi Vas, non richiesti, è molto semplice: è sufficiente cliccare per sbaglio un punto qualunque di una pagina web (ad es. un banner pubblicitario) mentra si naviga sul proprio smartphone. Non di rado, basta anche un solo clic per attivare un abbonamento o un servizio non richiesto, in automatico. Risultato: l’ignaro utente è raggirato e finisce per pagare abbonamenti mai al di sotto dei 5 euro.

Come intuibile, si tratta di pratiche commerciali ai confini della vera e propria truffa. Così si spiegano le non poche multe, emesse dall’Agcom, nei confronti delle compagnie telefoniche, e le inchieste della magistratura in merito.

In un contesto come questo, la vittima dell’inganno solitamente si trovava costretta a contattare il proprio gestore telefonico per ottenere la disattivazione dei servizi Vas e il rimborso, con il ripristino delle originarie condizioni contrattuali.

Ma come detto, è recentemente intervenuta l’Autorità per le garanzie nelle comunicazione, con una delibera che sembra costituire una vera e propria svolta.

Delibera Agcom: ecco il blocco dei servizi Vas

A questo punto, vediamo più da vicino che cosa ha stabilito l’Autorità con la sua delibera. Due le misure essenziali introdotte: da un lato il blocco automatico sulle SIM; dall’altro un iter specifico per l’attivazione dei servizi a valore aggiunto, ossia i servizi Vas. La stretta in questione scatterà, in base alla richiesta della recente delibera agli operatori, entro 45 giorni dalla sua pubblicazione, avvenuta lo scorso 5 febbraio 2021. Tra le altre compagnie, Wind3 procederà con la disattivazione degli abbonamenti eventualmente attivi, stabilendo lo stop definitivo ai servizi Vas, a partire dal 21 marzo.

E’ interessante notare che questo stop vale sia per le nuove SIM che per quelle già attive, e si applica per tutti i servizi che comportano l’erogazione di contenuti digitali forniti:

  • dall’operatore di accesso;
  • tramite connessione dati su reti mobili, con addebito su credito telefonico o documento di fatturazione;
  • tramite SMS e MMS.

Il blocco potenzialmente vale per tutte le SIM, nuove e vecchie

Ribadiamolo, giacchè la novità è assai significativa: lo stop scatta automaticamente per tutte le nuove SIM che saranno attivate; sarà infatti lo stesso operatore di accesso a impedire i servizi Vas non richiesti. Per quanto attiene alle SIM già attive, l’utente dovrà invece esprimere la sua volontà in merito al blocco.

Ma attenzione, per impedire nuovi servizi Vas non richiesti, il possessore dello smartphone e della SIM non dovrà fare alcunchè; infatti, è sufficiente non rispondere al messaggio sms informativo, che arriverà sul proprio cellulare. Perciò, se entro 30 giorni dalla ricezione del messaggio l’operatore non riceverà alcun riscontro, darà luogo al blocco. Si tratta dunque di una sorta di silenzio-assenso rispetto alle novità introdotte con delibera Agcom.

Il provvedimento in oggetto è assai articolato, al fine di garantire al meglio i diritti dell’utente-consumatore. Non a caso, in esso si trova indicato che l’SMS informativo deve essere spedito di nuovo 5 giorni prima dell’attivazione dello stop, verso i clienti che, avendo servizi premium attivi (magari anche inconsapevolmente), non abbiano reso nota alcuna volontà.

Quali sono i servizi che non subiranno il blocco?

L’Agcom ha però inteso distinguere dai servizi Vas di cui sopra, quelli che non saranno stoppati; grazie all’applicazione del provvedimento dell’Authority. Quali sono? Ebbene, si tratta di alcuni servizi erogati via SMS; tra essi, menzioniamo qui alcuni dei più significativi:

  • servizi bancari;
  • donazioni solidali;
  • mobile ticketing per il trasporto pubblico e per i parcheggi;
  • televoto;
  • donazioni a partiti politici;
  • servizi postali privati e quelli inclusi nel servizio universale postale; ed elettronici di recapito certificato;
  • servizi di posta elettronica certificata.

Come attivare i servizi Vas a pagamento: ecco l’iter ad hoc

Lo abbiamo sopra accennato sopra: la delibera Agcom non dispone soltanto in merito al blocco, ma anche definisce una procedura ad hoc per l’attivazione di servizi Vas a pagamento. E’ necessario che il cliente manifesti espressamente la propria volontà, rispettando gli step seguenti:

  • inserimento del numero di cellulare;
  • inserimento di una One Time Password (OTP), di tipo usa e getta e non meno di 5 cifre, nell’apposita maschera inclusa nella cd. landing page;
  • accesso alla pagina web di conferma, allo scopo di avere contezza del prezzo e della frequenza di abbonamento, dentro la stessa pagina di inserimento della password citata;
  • inserimento della OTP nella pagina web di conferma;
  • clic sul tasto “clicca e abbonati”.

La tutela del cliente consumatore è una priorità

Ultimata la procedura, l’interessato riceverà un ulteriore SMS gratuito di conferma di attivazione del servizio e, se previsto, il contenuto del servizio via SMS/MMS; o le istruzioni per effettuare l’accesso al sito internet di fruizione. Come si può notare, si tratta di un percorso piuttosto articolato, a testimonianza di quanto debba contare la volontà dell’interessato nel fruire dei servizi Vas.

Ci saranno 120 giorni per conformarsi alla nuova procedura di attivazione dei Servizi premium: queste le tempistiche previste dalla delibera Agcom nei confronti degli operatori telefonici.

Concludendo, da rimarcare che le nuove regole volute dall’Agcom in tema di servizi Vas non cancellano quanto previsto dal codice di autoregolamentazione proposto dalle compagnie telefoniche e dai fornitori dei servizi premium, accettato dall’Authority e approvato nel 2019. Detto codice resta dunque valido.

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